GIORNALE-IMMIGRAZIONE

Questa storia, uscita tre giorni fa sul Giornale (povero Montanelli), è di quelle fastidiose; rigirate su migliaia di pagine, diventata subito immagine virale nel marasma della disinformazione social. Perché tanto, se l’ha scritto il Giornale, sarà pur vero, no? E invece no, si tratta di FUFFA, politica e giornalistica di basso livello, e mi dispiace, perché tanti anni fa ero un affezionato lettore di quella testata.

A Lampedusa come a Pozzallo, a Marsala come ad Agusta. Quando arriva una nave carica di disperati, marinai e poliziotti non hanno tempo di ricordare Pasolini e la sua Valle Giulia .

E vabbé un po’ di sana nostalgia ci sta sempre no? Specie in apertura d’articolo, per chi non sapesse di cosa sta parlando il giornalista ecco  qui la poesia citata di Pasolini (linkata su Repubblica per far dispetto al Giornale) e qui la storia della battaglia della Valle Giulia. Il tutto per metter il lettore dalla parte del poliziotto, dell’uomo dello stato, malpagato e maltrattato (e sia chiaro, posso essere in parte d’accordo su entrambi le cose).

Ma quando gli immigrati vengono trasferiti nelle strutture ricettive, scatta la «lotta di classe». Con un paradosso.

Lotta di classe? L’immigrato è uno che è sbarcato da una nave, senza una valigia, senza un portafoglio, che probabilmente ha speso tutti i suoi averi per il biglietto di questo viaggio clandestino. Le forze dell’ordine per lo meno sanno che la sera dormiranno sotto ad un tetto, avranno famiglie da poter visitare, amici con cui uscire, e sicuramente la certezza di non rischiare di venire rispediti al mittente più poveri di prima… (tutto ciò non per fare della retorica, ma sembra che questa gente arrivi qui in yacht col bagno in cabina…porca trota).

Nel Mezzogiorno, calcola l’Istat, la soglia di povertà per un single è pari a 706 euro al mese. Gli immigrati, una volta registrati, ricevono un reddito mensile di 900 euro netti al mese (30 euro al giorno per le spese personali). Altri 900 euro vanno a chi li alloggia (altri 30 euro al giorno: nel marsalese non ci sono più posti liberi nei bed and breakfast; ed ormai ci sono famiglie che li accolgono anche a casa pur di recuperare 30 euro). E 600 euro vanno a coprire le spese assicurative.

BAM… così, secca, una notizia forte: lo stato italiano regala un REDDITO mensile di 900 euro netti al mese agli immigrati; quasi quasi noleggio un gommone mi faccio agosto al sole e a Settembre sbarco a Lampedusa senza documenti, sai che figata? Ma siamo sicuri? Caro giornalista, mi potresti dare una fonte? Fornirmi delle indicazioni che mi dicano da dove arriva il dato? Non è che stai parlando dei “famosi” TRENTA euro che ci costa giornalmente un  immigrato, più IVA sia chiaro, sia mai che ci venga in mente di frodare il fisco.

Si è vero che in media ci costa trenta euro, di cui ben 2,50 vengono dati come pocket money (quelle si le vere spese personali) all’immigrato stesso. Ma si tratta di una spesa non all’infinito, dopo un determinato periodo di tempo il supporto “sociale” termina, come anche l’alloggio temporaneo; quindi  se vieni accettato come immigrato e ti viene dato alloggio in una struttura pagata dallo stato sai già che dopo sei/nove mesi sarai costretto a trovarti altro per mantenerti e altro luogo dove dormire. Non mi sembra una situazione paragonabile a chi comunque un lavoro (seppur pagato male) ce l’ha.

Nel complesso, ogni immigrato che accetta la registrazione costa allo Stato 2.400 euro al mese. Tanto per fare un esempio, un poliziotto guadagna la metà. Un Volontario di Marina che lo salva dal barcone dello scafista riceve 900 euro al mese. Esattamente lo stesso che prende l’immigrato dopo qualche giorno. In compenso, non ha nessuno che gli paga l’alloggio o la scheda di 5 euro per il telefonino.

No calma, mi son dimenticato, i 900 euro inziali vanno benissimo, ma gli altri 900 da dove saltano fuori? Come già spiegato  i 900 euro comprendono, pocket money, vitto alloggio e spese extra, esclusa una ricarica telefonica all’arrivo (da 15 euro se non erro). Non ci sono altri 900 stanziati per chi alloggia, sono inclusi in quelli iniziali…e i 600 d’assicurazione? Non trovo altra citazione che questa, il giornalista non spiega meglio la cosa, non fornisce una fonte, ma voglio esser buono, bene saranno 900 al mese, più 600 una tantum, perché un assicurazione da 600 euro copre qualsiasi rischio possibile immaginabile, all’anno…non al mese…

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Anche volendo analizzare il costo dell’operazione Mare Nostrum diviso per il numero d’immigrati arrivati nel nostro paese la situazione cambierebbe poco: Mare Nostrum è un’operazione  lunga, durerà perlomeno fino alla fine dei fondi stanziati ad Ottobre 2013, fondi già stanziati ma non spesi del tutto, non siamo nemmeno a metà. 190 milioni di euro italiani più 30 europei, di questi denari ad oggi si può calcolare che ne siano stati spesi 81 milioni (le stime parlano di circa 9 milioni al mese) a fronte di più di 70mila immigrati sbarcati, quindi  per ogni immigrato, oltre ai 900 euro già citati (anch’essi formati da fondi italiani ed europei) occorre calcolare un migliaio e rotti di euro in più di spese accessorie, non AL MESE, ma solo una tantum. Ipotizziamo che siano divisi per nove mesi di permanenza a spese italiane si tratta di circa 1100 euro al mese, di cui 75 in tasca, e il resto speso con cooperative italiane che danno lavoro a residenti italiani, soldi che quindi tornano in tasche italiane, dando lavoro a nostri disoccupati (sbaglio?, ricordare che le sfortune da un lato possono anche essere mezzi di sostentamento dall’altro è un errore?)

Con 2.400 euro di reddito mensile, l’Istat ricorda che nel Mezzogiorno una famiglia di 5 persone (padre, madre e 3 figli adolescenti a carico) scavalla la soglia di povertà, stimata in poco più di 2.000 euro mensili.

Non metto in dubbio la cosa. Ma continuo a trovare bufala il dato di 2400 euro.

Il disagio delle Forze dell’ordine e militari nei riguardi dell’Operazione Mare Nostrum inizia a lievitare. Per il momento (forse per uniformarsi alle tradizioni della ligure Roberta Pinotti) il fenomeno è limitato al mugugno. Ma c’è. È sempre più forte.

Non dico di no nemmeno su questo: se sei entrato in polizia per fare Starsky & Hutch sicuramente, a fare da balia a dei poveretti che sbarcano via mare, non ti diverti. È sicuramente  un lavoro stancante, impegnativo e logorante, ma fa parte dei loro compiti, sono pagati (poco, ma non credete nemmeno alla bufala dei 1200 euro al mese…) per farlo, e l’Italia non è terra di grandi immigrazioni da ieri, ricordo ancora la nave Vloria dall’Albania e i primi anni novanta.

Al Viminale, per esempio, iniziano a preoccuparsi per un fenomeno che si sta diffondendo tra gli immigrati: segno che alcuni di loro sono stati indottrinati alla partenza. Molti disperati che arrivano sulle nostre coste rifiutano di rilasciare le impronte digitali (alcuni si bruciano i polpastrelli). Il motivo è chiaro. Se lo facessero, i loro dati (al di là del nome che forniscono) verrebbero messi nel data-base europeo. Invece, preferiscono farsi registrare come rifugiati politici nei paesi del Nord Europa, in Olanda soprattutto. Il rischio che temono all’Interno è che l’Olanda possa chiudere le frontiere e rispedire in Italia gli immigrati.

Sulle nostre coste è vero che si accettano anche immigrati che rifiutano di fornire impronte digitali, ma la storia che si brucino le dita con l’acido (che fa tanto fumetto di Diabolik) è di quelle messe dentro così, per dare colore al pezzo, perché di casi in cui qualcuno l’abbia fatto per davvero negli ultimi nove mesi non ne risultano su nessuna testata seria e in nessuna Questura.
Che bisogno ne avrebbero? Tanto accettiamo che rifiutino di fornirle (ma raccontarlo vorrebbe dire ammettere che chi controlla -forse- lo fa male).

Al Viminale, ma anche alla Marina militare, poi, ricordano che Mare Nostrum ha prodotto un altro fenomeno che ha favorito l’aumento delle vittime in mare. La costante presenza delle navi militari italiane a poche miglia di distanza dalle acque libiche ha portato gli scafisti ad utilizzare imbarcazioni sempre più vecchie e poco sicure. Prima dovevano reggere il mare fino a Lampedusa. Ora devono fare poche miglia per incrociare una «nave grigia» con la bandiera italiana a poppa.

La flotta italiana dispiegata in Mare Nostrum è tutta sintetizzata in questa foto qui:

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MareNostrumlogo_l350

  • 1 Nave Anfibia tipo LPD con funzione di Comando e Controllo dell’intero dispositivo. L’Unità è dotata di spinte capacità sanitarie di primo intervento con disponibilità di mezzi da sbarco e gommoni a chiglia rigida. Inoltre l’Unità ha la possibilità di ricevere a bordo i rappresentanti di altri Dicasteri/Organismi nazionali/internazionali coinvolti nell’operazione;
  • 2 fregate Classe Maestrale, ciascuna con un elicottero AB-212 imbarcato;
  • 2 pattugliatori, Classe Costellazioni/Comandanti, con la possibilità di imbarcare un elicottero AB-212, ovvero Cl. MINERVA, di cui una con missione primaria di Vigilanza Pesca;
  • 2 elicotteri pesanti tipo EH-101 (MPH) imbarcati sulla Nave Anfibia, ovvero rischierati a terra su Lampedusa/Pantelleria/Catania come necessario;
  • 1velivolo P180, munito di dispositivi ottici ad infrarosso (ForwardLookingInfraRed – FLIR), rischierato a Pratica di Mare;
  • 1 LRMP Breguet Atlantic rischiarato a Sigonella;

Ben CINQUE mezzi navali, 4 elicotteri, 1 drone e un aeroplano, non mi sembra che sia l’invincibile armata! Sbaglierò, comunque è vero che i mezzi usati sono tristi, ma lo erano anche anni addietro! Difatti  tantissime delle foto che vediamo oggi, di oggi non sono… forse perché a qualche editore piace barare…o forse costa meno che comperare diverse foto che raffigurano sempre la solita storia.

Quindi una foto come questa, che ha circolato un po’ ovunque negli ultimi mesi ad esempio:

IMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA IN NOTTATA ALTRI 310 CLANDESTINI

 

salta fuori che gira almeno dal 2008:

tinyeyeimmigrati

Mare Nostrum era di là da venire, le nostre barche non erano di fronte alla Libia come lo sono oggi, ma il barcone faceva comunque schifo! Le barche di cui credo parli il giornalista sono quelle che anche l’onorevole Gasparri aveva citato qualche giorno fa…peccato si trattasse di sbarchi di vent’anni fa…che arrivavano a Bari dall’Albania.

I centri d’accoglienza, grazie a questo sistema, sono ormai al collasso. E gli immigrati vengono distribuiti su tutto il territorio nazionale. In pochi giorni sono atterrati a Malpensa ed a Torino Caselle 12 voli noleggiati per trasferire dalle parti di Novara gli ex disperati in sedi della Croce rossa od in altre individuate dalla Protezione civile. A trasferirli dagli aeroporti alle sedi di accoglienza, pullman militari. Su questi mezzi, però, i poliziotti non salgono. Per non creare tensioni, dicono. In realtà, sembra per non avere problemi con i sindacati interni. Pochi giorni fa in Sicilia è esplosa una rivolta in un centro d’accoglienza. Gli immigrati protestavano perché era saltato il collegamento Sky per i Mondiali di calcio.

In un  ANSA di inizio Luglio il commissario per gli affari interni dell’Unione Europea Malmstroem aveva tenuto a ricordare che:

L’Italia ha ricevuto dall’UE nella passata programmazione finanziaria europea circa 500 milioni di euro complessivi provenienti da diversi fondi, mentre nella prossima (2014-2020) “sarà il più grande ricevente di fondi” per la gestione dell’immigrazione. 

Che fine hanno fatto quei soldi? Da quel che mi risulta se li sono pappati regioni e cooperative italiane…e così (tristemente) sarà per i prossimi, perché noi siamo un paese di furbi, come il nostro caro amico giornalista…che ha voluto chiudere il suo pezzo con una di quelle bufalotte create ad hoc su siti come VoxNews e riprese per buone da testate xenofobe che amano aizzare gli animi…

la tomba del povero Montanelli è stata considerata epicentro di numerosi terremoti.

maicolengel at butac punto it