TeamVaxItalia chiede chiarezza alla RAI

Redazione Butac 16 Mag 2016
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Si è sentito molto parlare dell’intervento di un Dj di altri tempi alla trasmissione Virus, in merito al tema vaccini. Noi di TeamVaxItalia abbiamo deciso di indirizzare una lettera agli organi competenti per ottenere chiarimenti in merito. Siamo davanti a un esempio pratico di come i principi della carta possano essere utilizzati, nel nome di una corretta informazione sulla pratica vaccinale. Noi di Butac cogliamo l’occasione per invitare tutti voi ad aderire sul sito www.teamvaxitalia.it e a collaborare con noi nella diffusione della carta.

Alla c. a. Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
Direttore Generale Dott. Antonio Campo Dall’Orto
Direttore di Rai Due Dott. Angelo Teodoli
Redazione del programma Virus
Dott. Nicola Porro
E p. c. Istituto Superiore di Sanità
Ministero della Salute
Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Vi scriviamo come TeamVaxItalia, una rete eterogenea di divulgatori scientifici, genitori e semplici cittadini, impegnata quotidianamente a diffondere e difendere la corretta informazione sul tema delle vaccinazioni. Il quarto ed il quinto principio della “Carta per la promozione delle vaccinazioni”, da noi promossa, condivisa da esponenti della comunità scientifica, istituzioni, giornalisti e cittadini e sostenuta dal Ministero della Salute, spiegano molto bene quali sono le azioni da intraprendere per contrastare la disinformazione e fare corretta comunicazione in ambito vaccinale. Come promotori della Carta non possiamo quindi non denunciare quanto avvenuto durante un servizio andato in onda su una rete della televisione di Stato.
Giovedì 12 Maggio, nella puntata di Virus su Rai Due, un argomento importante, le vaccinazioni in età pediatrica, è stato trattato irresponsabilmente in modo superficiale e fuorviante. Di fronte allo scarso rispetto dimostrato verso la corretta informazione, non possiamo che esprimere la nostra irritazione e il nostro sconcerto, evidenziando come lo spettacolo cui abbiamo assistito ci abbia davvero indignati e preoccupati per le possibili conseguenze. Nonostante l’evidenza dei fatti ci rassicuri sulla sicurezza ed efficacia delle vaccinazioni, in trasmissione abbiamo assistito ad un dibattito sul tema, o meglio, ad un chiaro esempio di “errata par condicio”.
La “dignità di parola” su un argomento così delicato non può essere infatti affidata a chiunque: con quale scopo, ci chiediamo, sono stati invitati personaggi dello spettacolo che sostengono posizioni personali ed antiscientifiche? Sono state fatte affermazioni false e pericolose senza possibilità di smentita, si è parlato di 1500 morti dopo vaccinazione (falso, consultando il rapporto della regione Veneto su 21 anni di vaccinazione, 29 milioni di dosi, non si è registrato nessun decesso in seguito a vaccinazione); di malattie come la poliomielite debellate prima delle campagne antipolio (falso, la poliomielite era epidemica in diverse zone del mondo ed ha causato morti e paralisi fino all’avvento del vaccino); di gravi danni in seguito alle vaccinazioni (falso, i vaccini sono tra i farmaci più sicuri e testati, gli effetti collaterali, pur presenti, sono rari e quasi sempre temporanei). A completare il quadro non è mancata neanche la reiterazione della nota bufala vaccini/autismo, ampiamente smentita dalla comunità scientifica internazionale in numerosi studi.
Al professore, chiamato a “difendere” le posizioni scientifiche, è stato dato uno spazio di replica irrisorio e del tutto insufficiente a riportare il discorso su un piano scientifico e razionale.
Certamente, lo scopo della televisione pubblica non deve essere esclusivamente culturale e divulgativo, tuttavia favorire disinformazione, paure ed ignoranza è un grave danno non solo per la formazione delle nuove generazioni, ma anche per la salute di tutti noi. La BBC, per questo motivo, ha recentemente preso un provvedimento atto ad impedire questi spiacevoli incidenti: in caso di temi sensibili non saranno invitate in studio persone non competenti o con idee evidentemente fuori da ogni ragionevolezza.
Ci aspettiamo quindi, con questa lettera, di sensibilizzare l’attenzione rispetto ad un tema delicato e importante come quello dei vaccini. Auspichiamo che in futuro, in chi fa Informazione prevalga il senso di responsabilità a far sì che argomenti riguardanti la salute e la tutela della società vengano trattati in modo trasparente, accurato e completo, riferendosi solo alle migliori evidenze scientifiche.

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