PREMESSA:

Quest’articolo vi arriva a quattro mani, visto che Spider Jerusalem e io avevamo trovato la stessa notizia circolare in due maniere differenti sui social network. Le considerazioni finali però sono solo le mie, e me ne prendo ogni responsabilità.

maicolengel

Melegatti


Circolano sui social network in questi giorni degli appelli:

La prima cosa che vorrei far notare a tutti è che una delle foto mostra uno stabilimento dove i lavoratori senza camice e senza guanti sembrano toccare i pandori sul rullo di confezionamento, non vorrei dire ma una foto così può far rischiare la chiusura in pochissimo tempo da parte dell’ASL.

Facciamo chiarezza

Sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza sull’accaduto, come già accadde con il pastificio Agnesi. È vero che la Melegatti ha avuto qualche problema di liquidità e che non è riuscita a pagare lo stipendio ai dipendenti per diversi mesi, ma per sbloccare la situazione è stato necessario l’intervento del fondo maltese Abalone che ha investito la bellezza di sei milioni di euro per far ripartire la produzione nell’azienda che nel 1894 brevettò il pandoro.

“Sono stati giorni frenetici – ha spiegato Luca Quagini, chairman e Ceo di Sdg Group – nei quali abbiamo portato a casa un risultato di grande importanza per questa azienda, che ha segnato un pezzo di storia della nostra cultura gastronomica e che continuerà senz’altro a farlo. Grazie ai dipendenti, che hanno compreso lo sforzo che stiamo facendo per assicurare un futuro competitivo; grazie al Tribunale di Verona e ai Commissari, che hanno evaso le pratiche a tempo di record pur di permetterci di riprendere l’attività; grazie ai nostri partner finanziari, senza i quali non si sarebbe potuto ricominciare.”

All’elenco dei benefattori vanno aggiunti anche tutti i fornitori che hanno anticipato le consegne di uova e burro e sicuramente in caso di riuscita dell’iniziativa anche le persone che comperando i pandori e i panettoni permetteranno di recuperare la liquidità necessaria per pianificare una ripartenza dell’azienda: ma cercare di fare leva sul fatto che siano stati gli operai contro i cattivi padroni a rilevare l’azienda e autogestirla è soltanto una manipolazione dei fatti. I ricavi dell’operazione – se mai ci saranno – andranno prima a coprire l’investimento del fondo Abalone (sulla cui homepage troneggia un’errata citazione di Einstein, che parla di fact-checking e credibilità), poi eventualmente verranno utilizzati per garantire un futuro alla Melegatti e gli stipendi ai dipendenti. Dipendenti che, occorre precisarlo, proprio in conseguenza dell’ingresso di questo fondo azionario si sono resi disponibili a lavorare due mesi in più senza stipendio, oltre a quelli che già devono ricevere per realizzare il milione e mezzo di pandori e panettoni necessario per il periodo natalizio. Ma ovviamente chiedere alla gente uno sforzo per evitare un affare in perdita a un fondo finanziario non muove il cuore come la prospettiva di salvare il posto di lavoro a tante persone in difficoltà, specie nel periodo natalizio. Quindi, se proprio volete, a Natale siate un po’ più buoni ma non fatevi fare fessi.

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Spider Jerusalem

Considerazioni

Sia chiaro, gli appelli che raccontano i fatti nella maniera corretta vanno più che bene, però qualche cosa va detta. Melegatti, secondo gli esperti di marketing, è in buona parte artefice dei propri insuccessi, il brand negli ultimi anni era stato gestito con scelte non felicissime, o ci siamo già tutti dimenticati questa campagna morta sul nascere?

Corretta da quest’altra, anch’essa rimossa poco dopo.

O il Pandoro di Valerio Scanu:

Sia chiaro, gli operai in questo non hanno alcuna colpa, e da parte mia capisco benissimo la voglia di aiutarli. Ma è palese che se compro il pandoro da uno non lo comprerò da un altro, probabilmente sempre azienda italiana, sempre con dipendenti italiani, che magari si troverà così a sua volta in crisi. Verissimo che il pandoro Melegatti è l’originale, ma anche in questo gli operai non hanno merito. La crisi, gli errori di marketing, le valutazioni malfatte sono problemi in cui possono incorrere tutte le aziende, purtroppo fanno parte dei rischi dell’imprenditoria. Gli appelli che vengono fatti circolare, invitando ad aiutare quegli operai invece che altri, di questi dettagli sembrano non tenere conto.

maicolengel at butac punto it

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