Era da un po’ che nessuno mi segnalava articoli da blog come Il Sapere è Potere, speravo onestamente che avessero chiuso definitivamente, ma mi sbagliavo. Sono ancora lì e continuano a diffondere i loro articoletti fuffa senza problemi, d’altronde hanno ben chiaro il pubblico a cui si rivolgono, gente che si beve ogni assurdità senza mai fare la minima verifica.

A questo giro l’allarme lanciato è il seguente:

Attenzione agli agrumi VELENOSI che Vi vendono (legalmente) nei supermercati !!!

L’articolo, oddio chiamarlo articolo è decisamente troppo, diciamo il “rant”, è di pochissime righe, perché chi scrive su blog del genere sa bene che il lettore è di quelli ultrapigri che a fatica leggono il titolo e guardano la foto.

Trattato con Imazalil, è scritto sull’etichetta di arance e limoni.
Dietro quel nome un mondo, nefasto.
L’Imazalil è un fungicida utilizzato per conservare più a lungo gli agrumi.
Viene applicato per immersione o atomizzazione, si deposita sulla buccia porosa ed in piccole quantità penetra all’interno degli agrumi per renderli resistenti nel tempo.
L’imazalil è cancerogeno ed attualmente la normativa europea è estremamente permissiva rispetto all’impiego di questo fungicida. Unica nota per le aziende alimentari: vietato utilizzare la buccia di questi agrumi per fini alimentari!
E tutto il resto?
E la nostra salute?
Per Natale (e non solo) forse meglio comprare agrumi biologici, un po’ più costosi ma certamente più salutari.

Partiamo innanzitutto col fare presente che siamo di fronte ad un agrume la cui buccia non è edibile, e la cosa è riportata molto chiaramente sull’etichetta. Vi capita spesso di mangiare la buccia di un limone? Magari la usate grattugiata per qualche dolce, ma prima magari verificate cosa è scritto sull’etichetta, e magari la lavate per bene. Ma il fatto che venga usato l’Imazalil significa per davvero che quel limone sia velenoso? Secondo l’autore della lamentela sì, anzi, rimarca la dose sostenendo che sia colpa dell’Unione Europea se ne facciamo uso nelle nostre colture, molto meglio il BIO.

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Quindi a detta loro la colpa dell’uso sarebbe dell’Unione Europea, curioso che anche negli Stati Uniti si sostenga che non ci sono particolari rischi per l’uso come pesticida:

… because pesticide residues are well below the concentrations associated with risk, the lifetime cancer risk estimate associated with citrus fruit contamination was valued as insignificant

The EPA determined there is no substantial risk to toxic levels when considering food and water exposure. Enilconazole has a very minute degree of mobility, so its level of drinking water contamination is quite low.

Sia chiaro, questo non vuole dire che da domani ci metteremo tutti a leccare i limoni, ma solo che evidentemente sia negli Stati Uniti che nell’Unione Europea sono state fatte valutazioni che vedono l’Imazalil come non pericoloso per l’uso che ne viene fatto. Non sono valutazioni fatte ieri, ma più di vent’anni fa, e gli studi in merito non si sono mai fermati, senza che si siano evidenziate problematiche per l’essere umano nell’uso come pesticida per frutta e verdura. Questo cosa significa? Che le dieci righe di il Sapere è potere sono scritte da soggetti che hanno precisi interessi nel bio, e che stanno cercando di contrastare la corretta informazione che fanno soggetti come Dario Bressanini, che sono anni che ci spiega come il bio non abbia proprietà più salutari del non bio, ma come per l’olio di palma siamo un branco di capre…

maicolengel at butac punto it

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