L’educazione sessuale a Cagliari

maicolengel butac 18 Feb 2014
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“Alle elementari si insegnerà ad essere trans”

Ecco quando leggo notizie così e penso che ci sono migliaia di persone che le prendono per buone mi vengono davvero i brividi. VoxNews regala davvero una perla di disinformazione acuta, disinformazione rivolta ai genitori, disinformazione cattiva.

Su input del Comune, due scuole elementari cagliaritane stanno mettendo a punto un “progetto sperimentale” di educazione a sedicenti “cinque generi sessuali”. Che sarebbero, secondo Pd e Sel, oltre a uomini e donne – grazie di averli ‘lasciati’ – gli omosessuali, i bisessuali e i transgender.

Brutta cosa esser intolleranti e con poca apertura mentale vero?
In realtà il testo dell’avviso emesso dal Comune di Cagliari parla principalmente di bambini e di stereotipi di genere, che posson sembrare brutte cose, ma non lo sono:

La scuola dell’obbligo ha compiti educativi e formativi fondamentali per lo sviluppo e la crescita dei bambini e delle bambine e svolge funzioni di interazione, socializzazione e coinvolgimento, indispensabili per il raggiungimento di una piena consapevolezza della propria identità e del proprio ruolo di cittadini e cittadine.

La Commissione Pari Opportunità intende promuovere i principi di parità, non discriminazione e pari opportunità, programmare ed attuare azioni positive che sviluppino percorsi culturali e istituzionali per l’abbattimento degli stereotipi di genere, valorizzare le differenze nei loro significati positivi e la corretta interpretazione dell’uguaglianza tra i sessi.

Avete capito tutto? Ma anche a voler non aver capito sempre nello stesso avviso spiegano gli obbiettivi per punti:

  • contrastare gli stereotipi di genere che producono segregazione e limitano la piena espressione e realizzazione della persona;
  • far riflettere i bambini sulla propria identità di genere e sulle proprie aspirazioni e desideri;
  • far emergere come ogni bambino ha percezione di sè in base alla propria identità di genere;
  • sensibilizzare per far riconoscere e comprendere i concetti di diversità, pregiudizio e stereotipo nella vita quotidiana e nella cultura diffusa;
  • far riflettere sulle discriminazioni e sulla positività della “differenza“;
  • promuovere e diffondere la cultura di parità tra insegnanti, famiglie e operatori scolastici coinvolti nel progetto, per attuare un percorso condiviso di decostruzione di logiche discriminanti e di promozione dell’integrazione delle differenze, combattendo le cause fondamentali della discriminazione di genere, degli atti violenti, misogeni ed omofobi.

E sempre nello stesso avviso di bando spiegano le finalità:

  • acquisizione dei saperi e delle competenze chiave per l’esercizio della cittadinanza e crescita responsabile;
  • integrazione delle diversità;
  • integrazione scuola e territorio.

Tutta roba così traumatica? Insomma il succo è che si vuol spingere il bambino a non esser chiuso, a non esser ristretto mentalmente, a capire e cogliere che esistono diversi orientamenti sessuali e che le persone non vanno trattate in maniera diversa a secondo che siano di qualsivoglia orientamento, insegnare a non avere comportamenti di discriminazione nei confronti degli altri non vuol dire insegnare a diventare transessuali o transgender, ma solo insegnare rispetto.
Eoni fa quando ero un bambino nella mia città (all’epoca modello per tutta Italia in termini d’insegnamento ai bambini) durante i corsi d’educazione civica (in una scuola di preti) il maestro ci spiegava sempre che esistono persone diverse, con sesso, colore, lingua e idee differenti dalle nostre, ma che vanno tutti rispettati…non mi ricordo come si chiamasse quel maestro, ma certo non è lo stesso che hanno avuto i nostri cari amici pseudo giornalisti estremisti omofobi.
Qui trovato il bando informativo di Cagliari, giusto per completezza.

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