Analisi di una catena

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In questo articolo analizzeremo i contenuti di una catena di Sant’Antonio in versione moderna, su misura per i social. Ma il concetto base è sempre lo stesso: divulga il testo moltiplicandolo e avrai fortuna!

Una volta, negli anni Settanta, si ipotizzava che dietro queste catene, allora postali, ci fosse qualche scaltro personaggio ministeriale che cercava di incrementare le vendite dei francobolli, dunque le entrate per l’erario. Poi, negli anni Novanta, con l’avvento dei cellulari, si ipotizzò che fossero le due compagnie di telefonia mobile dell’epoca, Tim e Omnitel (oggi Vodafone) che cercavano di incentivare il traffico di SMS.

Oggi queste teorie non sono più valide, dunque rimane solo l’ipotesi più accreditata: alcune (molte) persone peccano davvero di creduloneria, e i numerosi (troppi) maghi e le numerose (troppe) bufale circolanti sono una conferma.

Ti abbraccerei da non farti respirare ma tanto il tuo respiro sarebbe il mio!! Ti voglio tanto bene. Oggi è il giorno delle persone più belle che esistano… e tu sei una di loro… Se ricevi questo è perché domani sarà il migliore giorno della tua vita, se rompi la catena ti andrà male… Sono connessi o no devi mandare a 20 persone in 1 ora… se te lo riinviano è perché ti amano… mandalo anche a me! Aspetto il mio. <3

Il mio professore di fisica sosteneva una sacrosanta teoria, io direi divina: “Voi non dovete imparare la fisica a memoria, ma imparare a ragionare”. Benedetto professore, tu non sai quanto oggi ci sarebbe bisogno di te su Facebook & social network vari.

È proprio sul ragionamento logico spinto ben oltre il limite, quasi nel grottesco, che cavilleremo la catena, tramite dieci belle radiografie in bilico tra serio e faceto.

  •  01 – Ti abbraccerei da non farti respirare ma tanto il tuo respiro sarebbe il mio

Partiamo col fatto che se volontariamente si impedisce a qualcuno la respirazione, soffocandolo, sussistono gli estremi di omicidio. Ma oggi siamo particolarmente magnanimi e accettiamo il modo di dire. Insomma, chiudiamo un occhio e passiamo oltre.

Se il tuo respiro fosse il mio, questo significherebbe la tua asfissia. Prima ti abbraccio impedendoti di respirare ma tanto tu non muori perché è un modo di dire. Poi ci riprovo facendoti respirare il mio alito e sperando che io non abbia l’alitosi. Ma tanto, anche se fosse, tu saresti comunque destinato alla morte.

  • 02 – Ti voglio tanto bene!

Ci sono mille modi per dimostrare il proprio affetto ma questa frase è la più banale che ci sia. Per un bambino di cinque anni è normale dirlo a mamma e papà. Ora, va bene la cieca fratellanza, va bene l’amicizia, ma perché mai un conoscente che ha pescato il mio numero a caso nella sua rubrica dovrebbe esprimere affetto senza nessuna ragione? Chi riceve (e inoltra) queste catene si ponga questa domanda: cosa ho fatto per questa persona affinché lei mi voglia così tanto bene?

  • 03 – Oggi è il giorno delle persone più belle che esistano…

Oggi quando? “Oggi” capita tutti i giorni. Deduco dunque che ci siano 365 “oggi” all’anno dedicati alle persone più belle. Ma allora, se tutti i giorni è “il giorno delle persone più belle” a cosa serve segnalarlo? Pensate se tutti i giorni vi segnalassero che il sole sorge. Che il “giorno dei belli” sia solo quando ricevi il messaggio? E se fosse quando lo leggi? E se fra questi due eventi passassero quei due minuti che separano le 23:59 dalle 00:01 come si deciderebbe il giorno fortunato?

  • 04 – …e tu sei una di loro

Come può una persona decidere chi siano le persone più belle che esistano con tutte quelle che non si conoscono? Se intendiamo la bellezza estetica, sì, ci si può affidare alla foto del profilo del social network, ma in tal caso come ci si dovrebbe comportare verso chi usa l’immagine di un bello come George Clooney o di una bella come Angelina Jolie? E se invece per bellezza intendessimo quella interiore, come si può scegliere uno sconosciuto se di tal persona nulla si conosce?

  • 05 – Se ricevi questo messaggio

Avete mai mandato un messaggio privato tramite un social (oppure un SMS per cellulare) iniziando la frase con “se ricevi questo messaggio…”? È ovvio che il destinatario riceva la missiva, o almeno lo si dà per scontato al punto da non premetterlo. Chi invece fa tal premessa è lo stupido autore di tale catena, che si rivolge inconsciamente solo ai lettori (e non ai non lettori) ma senza dedurre che se si è lettori significa che il messaggio viene automaticamente letto.

  • 06 – Domani sarà il miglior giorno della tua vita

Credo che questa frase si commenti da sola. Aggiungo solo un bizzarro particolare: non essendoci la data, come prima al paragrafo 3, tutti i giorni è “domani” per cui il miglior giorno della vita sarà… l’ultimo: quando morirai! Lo dice la logica delle catene! Insomma… se davvero sarà il tuo giorno, lo sarà in tutto e per tutto e non ne seguirà un altro.

  • 07 – Se rompi la catena ti andrà male

Se il miglior giorno della mia vita dovrebbe essere il giorno della mia morte, la catena la interrompo, e alla grande. Almeno non mi porta sfiga, pardon, fortuna! Pensate a chi, oggi, è stato investito sulle strisce pedonali ed è morto: ieri aveva inoltrato la catena oppure l’aveva interrotta? No, perché la faccenda sembra un pochino contraddittoria.

  • 08 – Sono connessi o no, devi mandare a 20 persone in un ora

Abbiamo le prove che chi produce catene non è solo illogico e contraddittorio, ma anche sgrammaticato! Insomma, detto senza offesa e senza cattiveria: è un essere illetterato, direi! Domanda: se io leggo il messaggio alle 2:55 dell’ultima domenica di marzo e ci metto dieci minuti per fare i 20 copia-incolla, terminando così alle 4:05 perché nel frattempo è scattata l’ora legale, il regolamento mi abbuona l’ora o mi invalida gli invii? Lo stesso dicasi nell’ultima domenica di ottobre quando un secondo dopo le 2:59:59 l’orologio torna alle 2:00:00. Ho quindi un’altra ora disponibile e posso prendermela con calma? E se infine l’ora venisse calcolata sull’effettivo tempo trascorso, al di là dell’orario vigente, perché l’autore non mi informa correttamente su come validare i tempi? Oh, qua si parla di sfiga, mica di bruscolini!

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Senza poi considerare le teorie relativistiche di Einstein secondo le quali due osservatori in veloce moto reciproco subiscono tra essi alterazioni temporali, ovvero per uno il tempo passa in maniera diversa rispetto all’altro. In poche parole, i loro orologi non combacerebbero. L’autore della catena pertanto è anche impreciso ma, tranquilli, va bene lo stesso poiché non ci attendiamo conoscenze relativistiche!

  • 09 – Se te lo rinviano è perchè ti amano

Basta re-inviare al mittente il messaggio per dimostrare il tuo amore! Ma… un momento… qualcosa non quadra! Io faccio venti invii di cui uno al mittente, loro riceveranno l’invito a re-inviarmelo. Siccome io sono una persona molto amata, ricevo venti messaggi a cui dovrò correlare quattrocento nuovi invii. A questo punto si aprono due possibilità:

A- Mando venti volte lo stesso messaggio a ciascuna delle venti persone, ma in tal caso è probabile che loro smetteranno di amarmi passando a ben peggiori sentimenti: così facendo saranno loro a interrompere la catena ed io avrò la coscienza in pace.

B – Tra i miei contatti devo estrapolarne 400 a cui fare gli invii, già sapendo che poi mi torneranno tutti indietro e allora sarà per me molto dura far fronte a 8.000 nuovi messaggi (20 x 400). E anche se miracolosamente ce la facessi il passo seguente sarebbero 160.000 messaggi. Praticamente il suicidio!

Ma… se qualcuno non mi re-inviasse il messaggio? Allora significherebbe che non mi ama: che delusione! Ho puntato su un contatto della mia rubrica, manifestandogli tutto il mio amore, e lui invece… Beh, forse questo sarebbe il passo più logico per scoprire tra gli amici a chi di me nulla importa: inizio a sospettare che la catena abbia alcuni benefici sociali reconditi. Però tal beneficio sarebbe consequenziale all’indifferenza di una persona amata. Cioè io devo rimanere deluso per apprezzare i lati positivi della catena. Un’altra contraddizione?

  • 10 – Mandalo anche a me. Aspetto il mio.

Ecco la testimonianza del perfetto suicida: si partirebbe dapprima con l’invio di 20 messaggi, per poi passare a 400, da cui 8.000 per poi diventare 160.000 e così via. Se vi volete sbizzarrire oltre coi numeri fate voi il conto esponenziale in base 20.

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Cosa vogliamo concludere?


Ci siamo un po’ divertiti andando a fare le pulci a una banale catena: è ampiamente risaputo che non ci sia nessuna effettiva correlazione scientifica tra la fortuna e il vostro comportamento davanti a esse.

Ma da oggi ne sappiamo un pochino di più: rispondere a queste catene porterebbe via tanto tempo perché i messaggi da inviare presto aumenterebbero al punto che sarebbe impossibile inviarli tutti entro un’ora, interrompendo la catena e dunque essendo destinati senza scampo alla sfiga.

Tanto vale quindi interromperla subito.

Anche perché di arrivare al giorno migliore della mia vita, quello cioè in cui morirò, non ho assolutamente fretta!

Lola Fox

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