I vulcani che (non) fanno paura

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VULCANOCOLLIALBANI

In verità Roma caput mundi continuerà ad esistere a lungo, in barba al vulcano dormiente dei Colli Albani.

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Qualcuno si è dimenticato che Roma è la città eterna, quindi non potrà mai scomparire!

Al di la del facile humour coi giochi di parole che tanto mi piacciono, siamo rimasti meteowebun po’ stupefatti da un articolo su MeteoWeb (già noto nella nostra black list) a proposito della presupposta scomparsa della nostra capitale per cause vulcaniche, pardon, della super scomparsa per super cause super vulcaniche: oggi tutto è super no? Soprattutto sulle catastrofi promesse. Se MeteoWeb si limitasse a parlare di meteo sarebbe un sito “neanche tanto male”, nel senso che a parte qualche ridicola sparata (come quella sul colpo di coda dell’inverno a metà luglio), sarebbe sufficientemente accettabile. (Semmai dovrebbe essere un colpo di coda della primavera.) Peccato che voglia invece ulteriormente auto lesionarsi pubblicando notizie extra-meteo, quasi sempre gonfiate ad arte come le labbra di qualche attricetta, solo per fare clickbaiting. Gonfiate, quando non si tratta di vere e proprie bufale.

Dall’immagine sul super vulcano dei Colli Albani (CAVD), potrete chiaramente percepire toni urlati accompagnati da un linguaggio scarsamente professionale (un vulcano potentissimo, come se si stesse parlando di un virus o delle prestazioni di una Lamborghini) e anche da scarsa deontologia professionale. Ma soprattutto tanto voluto allarmismo. Eh già, perché solo la persona allarmata legge preoccupata e condivide la pseudo catastrofe in arrivo per avvisare gli amici, meglio se quelli del social forum preferito. Forse per mettersi tutti in salvo? Macché… solo per dare la notizia.

E dire che la redattrice dell’articolo di MeteoWeb, tale Filomena Fotia, si dichiara laureata (in cosa?) ed esperta in scienze: da questo articolo non sembra proprio, anche se per dovere di debunker, cioè di chi si attiene strettamente alla nuda e cruda realtà, va precisato che dopo una veloce occhiata ai suoi articoli pregressi sembra che essi siano tutto sommato accettabili. All’insegna dell’ottimismo vogliamo quindi ipotizzare che questo articolo sia un occasionale scivolone anche se in verità il sito editore è già scivolato tante altre troppe volte in passato per non essermeteo2e inserito nella nostra lista nera. Quella dove elenchiamo i siti da stare lontani per scarsa (zero) affidabilità e alta fuffa dei contenuti.

Il titolo parla chiaro: il bambino cattivo di turno si sta risvegliando e ora sono… cavolacci per tutti. Al che la mia mente non può dimenticare i numerosi documentari catastrofici mandati in onda sui soliti canali pseudo tematici del digitale terrestre, tra cui ricordo che in un qualcuno di essi si ipotizzava una super-esplosione del super-vulcano di Yellowstone. E in un altro la scomparsa di Napoli per una super eruzione del super Vesuvio. E in un altro ancora un ritorno della glaciazione per una super super esplosione di un super super vulcano (che per fortuna non ricordo il nome) le cui super super ceneri attenuerebbero le radiazioni solari congelando la terra e le coltivazioni portando carestie e morte.

Non so se notate come tutto oggi nella pseudo informazione catastrofica, quindi inevitabilmente strillata, sia super: e pensare che l’unica cosa davvero super, la benzina, non è più tale da circa quindici anni. Che abbia lasciato un tal vuoto da essere rimpiazzata con (super) catastrofi?

Cosa non si fa per l’audience…

L’articolo parte citando i Colli Albani come zona di interesse vulcanico: ma questo lo sapevamo tutti, fin dalle scuole elementari, così come tutti sappiamo che l’acqua è bagnata. Che sia il preludio per piazzare al momento giusto la catastrofe in agguato? Per esperienza infatti conosciamo bene il funzionamento dello pseudo giornalismo allarmista: dove mancano le basi, dove le catastrofi sono probabili come vincere al (super!)enalotto, serve creare un supporto scientifico, anzi, pseudo scientifico. Da lì si parte poi a costruire il dramma da spacciare al lettore.

Che sia così anche questa volta?

Troppo facile rispondere correttamente: non accettiamo scommesse, infatti nell’articolo si scrive:

Le osservazioni, assieme a nuove prove di passate eruzioni e dati satellitari, indicano che i Colli Albani stiano dando inizio a un nuovo ciclo eruttivo e potrebbero eruttare tra 1000 anni, secondo un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters.

Tra mille anni? 12 generazioni? Scusate ma… è logico preoccuparci oggi solo perché forse (forse!) un vulcano erutterà, esploderà, devasterà tutto tra mille anni? Sono forse notizie che ci devono allarmare? Entro mille anni chissà quali altre sciagure ben peggiori capiteranno. Guardate la storia dell’ultimo millennio e ai fatti più nefasti: vi vengono forse in mente eruzioni di vulcani catastrofiche? L’unica che tutti conoscete è quella del Vesuvio, oltre duemila anni fa, ma solo per Pompei che ne testimonia l’eruzione. È molto più probabile che in tema di catastrofi vi vengano alla mente gli orrori delle guerre, delle persecuzioni e delle violenze con esse perpetrate. Senza dimenticare le epidemie. Altro che vulcani.

Se non è allarmismo esagerato questo…

Tuttavia per aumentare ancora di più i termini della possibile catastrofe, si cita il link da cui la notizia proverrebbe: la pagina originale è questa ma… leggiamo assieme, e…

Nuovi dati dati radar interferometrici per gli anni 1993-2010 rivelano una inflazione in corso con tassi massimi di sollevamento > 2 mm / anno il che suggerisce che il sollevamento osservato potrebbe essere causato per iniezione di magma.

Innanzi tutto si da un lasso di tempo ben preciso (1993-2010) per cui si sarebbe rilevata l’inflazione (oltre 2 mm/anno) e si ipotizza la causa (cioè: potrebbe essere ma non è detto che sia): iniezione magmatica. Ma non si parla di catastrofe imminente. Infatti si parla di un millennio.

L’articolo originale inoltre dice che:

Valutare i rischi di eruzione vulcanica in aree densamente popolate è di primaria importanza per valutare correttamente i rischi e quindi la progettazione di piani di emergenza adeguati a fini di protezione civile.

E anche che:

il CAVD (Colli Albani Distric Vulcan) è un vulcano dormiente, piuttosto che un vulcano estinto.

E su questo nulla da dire: ben venga una pubblica sensibilizzazione ad un possibile rischio, ma per favore diciamo le cose come stanno e che comunque (misura inflazione a parte) si parla di cose che tutti sappiamo. Credo che tutti i romani e laziali sappiano del vulcano dormiente così come tutti a Napoli sanno del Vesuvio che potrebbe eruttare. Questa è solo una conferma scientifica e nulla più. Perché nessuno dice che le stesse cose sono scritte su Wikipedia senza tanti catastrofismi? Andate a leggere… La pagina è li da anni a disposizione di tutti: dov’è dunque la novità?

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Pensate se ad esempio qualche studio medico (ri)confermasse che il benzopirene sia cancerogeno: tutti gli pseudo giornalisti metterebbero la carne sulla… griglia. Non dunque le grigliate sul barbecue, ma sul banco degli imputati. Un catastrofismo esageratamente ricercato, come se tutti coloro che mangiano carne alla brace morissero di cancro. Un catastrofismo fine solo per suscitare click e condivisioni, esattamente come la probabile eruzione del CAVD tra 1000 anni!

I resti delle antiche eruzioni dei Colli Albani suggeriscono che sotto determinate circostanze il vulcano possiede il potenziale per essere distruttivo quanto il Vesuvio, che ha raso al suolo Pompei nel 79 d.C., ha dichiarato Fabrizio Marra, vulcanologo dell’INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di Roma,che ha condotto lo studio.

Bene fa il vulcanologo Marra a ricordare i potenziali rischi alla popolazione, ma male fa la giornalista Fotia ad amplificarne i contenuti. Il Vesuvio è un vulcano come lo è l’Etna e tanti altri. Se poi l’uomo ha costruito case troppo vicine al cratere, ne potrebbe pagare le responsabilità.

È ovvio che se un vulcano esplodesse potrebbe fare danni a largo raggio ma con questo cosa vogliamo dire? Ne abbiamo un pochino le tasche piene di giornalismo che ipotizza continuamente scenari apocalittici. Sì, certo, da un lato va bene informare e responsabilizzare, ma da qua si passa alla fanta-scienza. Possibile sì, ma… di fatto, oggi (e nei prossimi anni) con quali rischi?

Non dubitiamo di Marra perché siamo certi che da persona scientifica si attenga strettamente ai numeri. Dubitiamo della pseudo informazione allarmista mascherata da notizia utile!

Sebbene un’eruzione catastrofica dei Colli Albani non sia in programma per almeno altri 1000 anni, Marra spera che la nuova ricerca potrebbe essere un campanello d’allarme che comporti un più stretto monitoraggio del vulcano.

A parte gli strafalcioni grammaticali della dottoressa Fotia che scambia congiuntivi “possa” per condizionali “potrebbe” (speriamo non sia laureata in Lettere se no dovremmo chiederle dove ha comperato il titolo di studio) non so se notate la differente filosofia comunicativa tra la scienza e il giornalismo: quello che dice Marra è accettabile e comprensibile, infatti auspica più monitoraggio e comunica dei dati. È il resto che va un po’ meno e sinceramente spiace che si sia persa una ottima occasione per riportare correttamente una informativa scientifica.

Corretta informazione che non si fa quando si scrive:

Due decenni fa, i geologi hanno iniziato a sospettare che qualcosa stava accadendo nei pressi dei Colli Albani quando si sono resi conto che le colline si sono sollevate improvvisamente ed inaspettatamente.

Sollevate improvvisamente? Ma cosa scrive la Fotia? No, così non va! Non si può scrivere in maniera tendenziosa alludendo ad una montagna che nell’immaginario collettivo fa pensare che si sollevi come il ribollire dell’acqua nella pentola della pasta. Perché non si mettono in questa frase le cifre precise del rigonfiamento cioè 2 mm. in 20 anni? Forse perché bisogna “pompare” la notizia?

Poi, nell’articolo, si parla di sciame sismico tra il 1991 e il 1995: ma in quale contesto logico? Sciami sismici in 4 anni in Italia ci sono spessissimo: basta andare a vedere le tabelle dell’ INGV. Cosa ci si vuole far credere? L’imminente apocalisse per accattare click?

A proposito dell’ INGV: è singolare come questo monitori 7 diverse zone di interesse vulcanico ma non il CAVD. Effettivamente Marra prima lo denunciava (più monitoraggio) ma forse perché all’INGV si ipotizzano altre priorità eruttive nei prossimi 1000 anni? Ma in tal caso si sarebbe potuto anche apporre un accento su questi altri rischi che riguardano più il breve termine. Noi temiamo che sia una questione di interesse della notizia: l’Etna che sta per eruttare è una notizia così così, già vista, rivista e stravista, che non attira troppi click forse perché non uccide mai  nessuno? Servono catastrofi, mica chiacchiere e l’Etna non ne fa.

Il segno più visibile di questa bolla di magma è un incremento dell’altezza delle colline e delle zone vicine, mentre la bolla esercita pressione. Nel corso degli ultimi 200.000 anni, la terra intorno ai Colli Albani si è innalzata di 50 metri tra formazione e dissoluzione delle bolle, secondo le stime del team di scienziati. La terra continua a sollevarsi di oltre 2 mm l’anno, cosa che indica che la bolla di magma si sta accrescendo, secondo gli autori dello studio.Italia

Ma come? Abbiamo visto prima che il Geophysical Research parla di 2 millimetri di innalzamento annuo per il periodo 1993-2010.  Perché dunque si dice che l’innalzamento continua se il Geophysical Research non lo ha dichiarato. Perché non ci si attiene strettamente ai fatti senza gonfiare i contenuti?

 Forse sparare cinquanta metri è un altro dato che fa pensare alla fine del mondo come in certi film degli giapponesi degli anni 60 o 70? Scusate ma in 200.000 anni sono stati ben altri i cambiamenti orografici e morfologici dell’Italia, altro che 50 metri di vulcano. Guardate le immagini dell’Italia di tanti millenni fa: 50 m. di vulcano sono nulla a confronto.

Inoltre, si è scoperto che la frattura che impedisce al magma di fuoriuscire ha cambiato volto nel corso degli ultimi 2000 anni: ora, i due lembi di terra non vengono più spinti l’uno verso l’altro, ma hanno finito per scivolare l’uno sull’altro. Quando la terra scivola, la pressione sulla bolla viene rilasciata ed il magma può eruttare in superficie, cosa che gli autori sospettano stia accadendo  ora.

Onestamente a noi questo paragrafo è sembrato più da barzelletta che non da divulgatrice scientifica. Quindi per avere risposte certe, abbiamo interpellato il dottor Andrea Possenti, geologo e membro dell’associazione di divulgazione scientifica Minerva. Purtroppo il significato di questa frase rimane oscuro:

“Questo non l’ho proprio capito, e secondo me neanche l’autore dell’articolo: i due lembi che scivolano l’uno sull’altro rimangono un mistero. Sono andato a rispolverare i vecchi appunti di petrografia regionale, che però non mi dicono molto, a parte confermare che il basamento (cioè le rocce cristalline profonde) è sezionato da una tettonica distensiva che lo stira verso il Mar Tirreno. I lembi a cui si fa riferimento sono probabilmente porzioni del basamento in movimento l’una rispetto all’altra, con il magma che tra esse si insinua verso l’alto. Ma sono cose che si evolvono su tempi di centinaia di migliaia/milioni di anni. Per me ha poco senso dire che fino a 2.000 anni fa erano spinti l’uno contro l’altro e da 2.000 anni scivolano l’uno sull’altro, ma su questo lascerei la parola a chi nell’INGV studia quelle zone in dettaglio.”

Abbiamo approfittato dell’occasione: “Andrea ci può spiegare cosa è esattamente un super vulcano, visto che se ne parla così tanto?”

“Quella di super-vulcano non è una definizione scientifica: non c’è una unità di misura dei vulcani. All’università questa definizione  non l’ho mai sentita: l’ho appresa dopo ed è solo una generica indicazione del potenziale eruttivo. Anni fa la BBC e/o National Geographic fecero un documentario-fiction che simulava una esplosione del vulcano di Yellowstone. Più esattamente essa era ambientata in un futuro post-eruzione in cui attori-testimoni raccontavano attraverso le proprie esperienze le conseguenze di tale evento. Vidi questo docu-fiction tanti anni fa e ne conservo un vago ricordo, come di un documentario serio e senza alcun sensazionalismo catastrofista. Così come ho letto diversi articoli sulle possibili conseguenze dell’impatto di un grosso meteorite sulla Terra. Sono eventi poco probabili ma questo non vieta che ci si possa fare opportuna informazione, e anche intrattenimento culturale, su eventi sui quali non abbiamo alcun controllo. Se non altro per ricordarci la fragilità della nostra esistenza.”

Ma tutti possono leggere chiaramente di un super vulcano su pagine come ad esempio questa su Wikipedia

“Wikipedia italiana ha effettivamente una pagina sul super vulcano ma nell’introduzione c’è scritto testualmente che
il termine super vulcano non è utilizzato in vulcanologia, ma è stato coniato dagli autori del programma divulgativo scientifico Horizon mandato in onda dalla BBC nel 2000, per riferirsi al risveglio di tali grandi caldere che produrrebbero gigantesche eruzioni vulcaniche, tali da modificare radicalmente il paesaggio locale e condizionare pesantemente il clima a livello mondiale per diversi anni, con effetti cataclismatici sulla vita stessa del pianeta”

Quindi non sono state definite le caratteristiche/dimensioni minime di un super vulcano, cioè la soglia oltre la quale un vulcano diventa super ?

“No, anche se vi sono almeno due tipi di eruzioni vulcaniche che possono essere identificabili in questo modo. La visibilità di una tematica di questo genere ha comunque favorito lo studio sui possibili effetti di una eruzione di questo tipo. Quindi il super vulcano non è una definizione scientifica, ma questo non toglie che possa avere una sua valenza divulgativa per identificare vulcani davvero molto grossi e potenzialmente pericolosi. E così pure noi italiani abbiamo il nostro super vulcano, l’unico: Campi Flegrei.”

Abbiamo capito quindi che i super vulcani non sono stati definiti dall’ambiente scientifico ma dai produttori di una trasmissione televisiva e che prima del 2000, prima di Horizon, questo termine non esisteva.  Ma soprattutto abbiamo capito che di questi vulcani etichettati come super, in Italia ce n’è solo uno: Campi Flegrei appunto. Il CAVD dei Colli Albani non è classificato come tale perciò quello che scrive la giornalista Fotia è sbagliato!

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Ringraziamo Possenti per la gentile disponibilità e proseguiamo nella lettura dell’articolo:

Il vulcano ha eruttato l’ultima volta 36.000 anni fa, e ciò porta a pensare che sia in programma un’eruzione dei Colli Albani, ma Roma non è in pericolo immediato, dichiara Marra. Sebbene l’area mostri segni di attività vulcanica, l’esperto stima che la prossima eruzione importante non dovrebbe avvenire per altri 1000 anni e sarebbe preceduta da un’attività vulcanica moderata, come ad esempio la formazione di un cono. “Ci aspettiamo sicuramente alcuni stadi iniziali che potrebbero non essere poi così esplosivi, ma potrebbero evolversi col tempo,” dichiara Marra.

Cosa deduciamo? Che la scienza dice che

“36.000 anni fa  c’è stata l’ultima eruzione, la prossima si prevede tra 1000 anni e si sollecita un monitoraggio.”

Vedete? La notizia che si potrebbe così sintetizzare in una frase, non induce catastrofismo. E allora bisogna ulteriormente gonfiare i toni e così diventa che la stampa dice che:

“Il super vulcano si sta risvegliando: allarme a Roma”.

Quale super vulcano? Non è un super vulcano. Quale allarme? Avete registrato panico in città? Avete visto qualcuno fuori di testa per questo? Forse i fuori di testa sono ben altri…

A chi ci urla la fine del mondo rispondiamo auspicando si la fine del mondo ma di quello pseudo giornalistico, anche se purtroppo temiamo che sia molto in la da venire, almeno quanto la fine del mondo reale che non sarà certo il 29 luglio

Ma noi chiediamo comunque aiuto: chi ci salva da questo tipo di falsa informazione?

Lola Fox