Concerto di Natale

Ogni stagione ha le bufale che si merita, e così, come d’estate si parla sempre dei corsi d’educazione sessuale all’asilo e delle teorie gender, a Natale è un fiorire di feste cancellate, crocifissi smontati, bambini fustigati per aver fischiettato  Tu scendi dalle stelle (no questa me la sono inventata, lo ammetto)…

E arriviamo a domenica 29 Novembre 2015, la stagione sta cominciando:


Tante testate, prima locali poi nazionali hanno ripreso la storia del concerto di Natale annullato a San Lorenzo in Campo. Quasi tutti nel testo dell’articolo riportano –più o meno– i fatti corretti, se lo si legge per bene, tutto fino in fondo. Ma nel titolo e sottotitolo, che sono quanto di più letto, regna la disinformazione.

Prima di tutto: Nessuno ha annullato nulla! Il concerto della scuola si farà come anche il concerto del coro Jubilate.

I fatti però discordano non poco tra una versione e l’altra, quelli che mi sembrano più corretti li riporta il sindaco Davide Dellonti, con la pubblicazione di un articolo (decisamente meno sensazionalistico nei toni di quanto non fossero le testate di cui sopra).

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Il racconto è decisamente diverso da quanto troviamo su altre testate nazionali. Qui ci viene spiegata la storia in poche righe. Che vi riassumo:

il coro “Jubilate” aveva (e ha) in programma il 26 dicembre un concerto nella Basilica di San Lorenzo in Campo, a cui partecipano dei bambini di 4 e 5 elementare, che avrebbero dovuto fare le prove durante l’orario scolastico. Trattandosi di attività extrascolastica, durante le normali ore d’insegnamento, e avendo norme del ministero che spiegano chiaramente che ad eccezione dell’ora di religione non si possono tenere attività con riferimento ad un culto. La scuola pertanto non ha dato l’approvazione alle prove in orario scolastico e alla partecipazione come istituto. Il concerto del coro ci sarà comunque usando solo i bambini del catechismo. La scuola in compenso aveva già in programma un concerto di Natale, con canti classici ma non a tema prettamente religioso.

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Qui le  parole del sindaco:

In questioni così delicate, occorre la massima cautela e bisogna adoperare la diplomazia. Il compito di un Sindaco è anche questo, lo “sbraitare” lo lascio ad altri. Ho capito subito una cosa: vi era stata mancanza di dialogo fra le due “controparti”. Quindi ho semplicemente fatto la cosa più scontata ed ovvia, tanto ovvia che nessuno l’aveva invocata….

Nel silenzio, sabato pomeriggio (ieri) ho organizzato un incontro presso il mio ufficio per chiarire la questione e “far dialogare” le due parti. Il risultato è stato davvero buono, le parti si sono chiarite e i toni smorzati. Tutte le parti concordavano sul merito (ovvero che il cantare qualche brano della nostra tradizione cristiana non offende e non deve offendere proprio nessuno, anzi), ma è stato necessario far chiarezza sul funzionamento dell’istituzione “scuola”.

Che subito dopo spiega di trovarsi allineato con quanto riportava Michele Serra su Repubblica:

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“È un test, quello della tolleranza, che spetta alla comunità islamica superare, non al resto della società italiana facilitare. Se un musulmano è ospite in casa mia non gli offro vino e carne di maiale; ma certo non nascondo le bottiglie e i salami. Come posso rispettarlo, se non ho rispetto per me stesso!”

Ammetto che pur concordando sui salmi e le bottiglie di vino mi trovo in difficoltà a farlo sui crocefissi negli spazi statali e comunali, ma fa parte di una mia laicità razionalista. Però stando così le cose, trovo gli articoli che stanno circolando inutili. La scuola è statale, lo stato è laico, perché la scuola dovrebbe partecipare ad un concerto religioso, avendone già in programma uno tutto suo qualche giorno prima? E detto ciò, i bambini sono liberissimi di partecipare con la corale, è solo la scuola come ente che ha scelto di non farlo e di non utilizzare le ore in classe per un concerto che non è attinente con il suo scopo istituzionale.

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Se si pensa che sia giusto che la scuola sia fondamentalmente cattolica, allora perché invece di queste polemiche inutili non si spiega chiaramente che si vorrebbe eliminare dalla costituzione la parola laico la laicità dallo stato? E la si smette di attaccare scuole e presidi perché cercano di mantenere quella laicità proprio nella scuola, che dovrebbe crescere cittadini, non fare proseliti per una religione.

Da qui a voler insegnare creazionismo il passo è breve.

maicolengel at butac.it