TASSASIM

Così recita l’articoletto che sta circolando in rete:

Con il DDL 109/2015 è stata approvata  la nuova tassa per tutti i possessori di  sim card dal governo Renzi, applicata nonostante l’opposizione del Movimento 5 Stelle. La tassa di  possesso sulle schede sim è una  tassa di importo mensile fisso, pari a 3,50 euro per i privati e 7 euro per titolari di partita Iva (deducibile all’80%).

Questa è la Legge 109 del 17 luglio 2015

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR

Questo è il DDL del 21 maggio 2015

Serie generale – n. 116 del 21 maggio 2015), coordinato con la legge di conversione 17 luglio 2015, n. 109 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR.»

Vi sembra che nei titoli si parli minimamente di una tassa sul possesso delle schede SIM? La storiella oltretutto in forma lievemente diversa circolava già nel 2014. Il buon Ninth aveva provveduto a trattarla con un articolo decisamente esauriente.

Come spiegava lui:

È vero, la tassa in questione esiste. (all’epoca si parlava di tassa sul possesso di un telefonino Ndr maicolengel)

È vero, è da pagare.

Ma come al solito, si fa tanta confusione. E si cavalca un argomento caldo per il solo scopo di aumentare visite e numero di click.

Questa famigerata tassa sui telefonini risponde al nome di “tassa di concessione governativa”. È un importo dovuto allo Stato italiano nel caso in cui si è beneficiari (tradotto: chi usufruisce) di autorizzazioni, licenze e, appunto, concessioni. Trova base in un Decreto del presidente della Repubblica (DPR) datato 26 ottobre 1972, numero 641, ed entrato in vigore il 1° gennaio 1973.

Quindi già paghiamo una tassa di concessione governativa sul possesso (solo per gli abbonamenti), non della SIM ma del telefonino, la legge che regolamenta la cosa si tira avanti tra modifiche ed aggiornamenti dal 1972.

Chi ha pubblicato la bufala sta attirando  click e condivisioni dei supporter del partito citato, convinti di far fare buona figura allo stesso facendo circolare la voce che “loro si erano opposti, unici in parlamento” peccato che il rischio sia solo di far la figura dei poco preparati, visto che la suddetta tassa non è stata introdotta oggi ma svariati anni fa.

maicolengel at butac.it

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.