Battiato, TzeTze e la propaganda

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Questa volta non voglio trattare una bufala, bensì di una apparente verità spacciata per scopi propagandistici. TzeTze recupera una foto di Franco Battiato e vi scrive una dichiarazione che definire incoraggiante per il movimento pentastellato è un eufemismo.

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Grillo pericoloso? Ma dopo tutto quello che hanno fatto questi qui, adesso il problema è Grillo? Niente può essere peggio di quello he abbiamo visto in questi ultimi 20 anni. Preferisco questi giovani di Grillo ad una classe politica dove si contano circa 150 indagati.

Sì, queste frasi sono state dette e sono rintracciabili. Si tratta però di parole pronunciate in tempi diversi da quelli attuali e dunque decontestualizzate – per la precisione, il virgolettato è del 1° dicembre 2012. All’epoca assessore al turismo per la regione Sicilia, il cantautore fu intervistato da Barbara Tommasino per l’Huffington Post in concomitanza con il periodo di promozione per Apriti Sesamo, uscito il 23 ottobre di quell’anno. Il discorso virò sull’aria di antipolitica che si respirava in quei giorni e dalla risposta data a due domande in particolare è stato tratto il virgolettato di TzeTze.

Vi sottolineo per comodità le frasi riprese dal meme, con il consiglio di leggere l’intervista riportata qui.

Ritornando a Grillo: il sentimento dell’antipolitica nel nostro paese è in continua crescita, secondo lei è un fenomeno pericoloso che può minare la democrazia?

Pericoloso? Ma dopo tutto quello che hanno fatto questi qui adesso il problema è Grillo? Dovete smetterla di leggere il presente in questo modo. Io seguo molto la BBC perché lì i giornalisti non fanno come in Italia, quando intervistano un politico lo incalzano con le domande, lo attaccano se ha fatto qualcosa di sbagliato, qui si fanno solo dichiarazioni riportate dalla stampa. David Letterman, ad esempio, non si è posto il problema di dire durante il suo show che avrebbe votato Obama, da noi non sarebbe mai successo. Ogni trasmissione in Italia deve invitare questo e quell’altro, sempre le stesse facce, per me non è giornalismo serio questo. Bisogna svegliarsi.

Quindi scontri di piazza e fenomeno dell’antipolitica, uniti insieme, non potrebbero creare un problema nell’assetto sociale del paese?

Niente può essere peggio di quello che abbiamo visto in questi ultimi vent’anni. Preferisco questi giovani di Grillo che sono animati da una profonda onestà e da una volontà chiara di fare pulizia, che affidarmi ad una classe politica dove si contano circa 150 indagati e a gente che ha fatto porcherie immonde…come mai non pensate a questo? Ci sarà la rivoluzione? E allora ci sarà, va bene così. In Italia c’è un fermento che a mio parere è solo positivo, poi si vedrà. Questa è la vecchia storia degli italiani: criticare prima ancora di aver visto i risultati.

Nell’opinione di Battiato, il Movimento 5 Stelle rappresenta sì il desiderio di tutta una fetta italiana intossicata da una politica ormai nota solo per le vicissitudini giudiziarie, ma anche un pericolo. La sua è solo un’opinione comunque positiva, ma non eccessivamente positivista. Quando la presenza di indagati fra i candidati alle elezioni fa desiderare l’astensione, a questo punto ben venga chi si presenta come animato da profonda onestà e voglia di operare un cambiamento epocale o che solletichi l’idea di una “rivoluzione”, perché probabilmente non potrà fare più danni di quanti l’Italia non ne abbia sofferti in questo periodo oscuro.

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Mi rendo conto che quanto sto per scrivere potrà suonare negativo nella mente di voi lettori, ma correrò il rischio di vedere travisato il mio messaggio come “tentativo di politica”: nelle parole di Battiato sussiste un vizio nella logica espressiva.
Come potete notare, il verbo “indagato” viene usato come elemento distintivo per indicare l’onestà di un candidato. Per quanto possa sembrare sensato ragionare in questi termini, si deve ricordare l’effettivo doppio taglio di un’arma mentale del genere: una persona sotto indagine non è necessariamente una persona colpevole, come chiunque commetta un crimine non è ancora finito sotto indagine.

La propaganda politica del M5S ha fatto leva su questo aspetto fallace: un candidato non indagato o non legato a qualsiasi forma di “favoritismo” viene definito come una persona sicuramente animata da intenti onesti. Lungi da me voler commentare l’operato di un singolo partito politico – BUTAC non nasce con questi intenti – ma concorderete con me che non basta non essere indagati per essere definiti onesti. L’unica cosa che conta è la riprova dei fatti, un argomento che va ben oltre la propaganda o le semplici promesse elettorali. Per quello, solo il tempo potrà dire qualcosa. Ma tanto già so che mi darete del pidiota…

Rileggendo attentamente il discorso di Battiato, in confronto a quanto accaduto negli ultimi anni il M5S risulta “il male minore”. Battiato ha appoggiato il M5S, ma non vuol dire che sia completamente dalla sua parte: sa benissimo che chiunque può promettere, ma solo in pochi mantengono; non ha “scelto” il Movimento 5 Stelle, bensì ha dato al partito una chance per valutarsi.

Sarebbe stato onesto da parte di TzeTze mostrare le successive critiche mosse da Battiato nei confronti di Grillo e Casaleggio, pur apprezzando finora l’operato del partito nella Regione Sicilia.

“In Sicilia ero sicuro che la coabitazione con il Movimento 5 Stelle avrebbe funzionato e infatti sta andando benissimo. […] È chiaro che Grillo sta un po’ esagerando. A volte sembra che stia per cedere un minimo ma poi le frasi sono sempre quelle. Gianroberto Casaleggio è invece come il cardinale Richelieu, perché sta dietro le quinte, è uno che manovra”.

Se di trasparenza si deve parlare, anche quella intellettuale sarebbe un ottimo elemento a favore dei satelliti grillini. A maggior ragione, sarebbe stato ancor più bello presentare la fonte delle frasi agli elettori, anche solo come link in calce all’immagine.

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Lasciare tutto a un malandrino

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solo per aumentare i like e avere la presunzione di rappresentare la volontà del popolo, non aiuta certo a cementare l’idea che siano un partito di onesti. Anzi, lo assimila a quel marasma pubblicitario di terzo grado figlio delle televendite all’americana.

Pura propaganda, non dissimile da quella degli altri partiti, anche i più insospettabili.

Il Ninth
(e sì, ho votato M5S)

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