Bimba ibernata per nuove cure

maicolengel butac 20 Apr 2015
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IBERNATA-STUDI
Le testate italiane ci vanno a nozze, con queste notizie. Perché è sicuro che attirino i lettori come mosche, curiosi di saperne di più.
Peccato che non sempre le informazioni riportate nell’articolo siano corrette, come in questo caso.

Due anni malata di tumore al cervello Ibernata in attesa di nuove cure

I genitori della bambina thailandese hanno scelto di farla conservare criogenicamente sperando che in futuro la sua malattia diventi curabile

Così titola il Corriere e tanti altri. E la storia è di quelle strappalacrime: una bimba di due anni è stata ibernata dai Laboratori Alcor per poterla curare in futuro… ma è andata davvero così?
Su MotherBoard, testata di VICE dedicata a scienza e tecnologia, la raccontano in maniera lievemente diversa. Vediamo cosa ci diceva il Corriere:

Il 14 aprile 2014 a Matheryn è stato diagnosticato un ependiloblastoma, un tumore molto raro che colpisce i giovanissimi, che nonostante le cure aggressive, con oltre 12 interventi e decine di cicli di radio e chemioterapia, era arrivato a interessare l’80% dell’emisfero sinistro. La bambina è stata dichiarata legalmente morta l’8 gennaio 2015 a Bangkok. «Quando è diventato chiaro che Matheryn aveva solo pochi mesi di vita, visto l’attuale livello delle cure mediche insufficiente a tenerla in vita – si legge nel comunicato dell’azienda, diffuso il 20 marzo, per cui la bimba è la paziente numero 134 e la prima proveniente dall’Asia – i genitori hanno completato tutti gli step per la sua criopreservazione, inclusa la crioprotezione del cervello».

E qui cosa ci racconta MotherBoard:

We may not beat it, but her life can lead to a further step of mankind to overcome cancer in the future.”

Over the next year, the two-year-old would receive 12 brain surgeries, 20 chemotherapy treatments, and 20 radiation therapy sessions. Einz lost 80 percent of her left brain, essentially paralyzing the right side of her body. There were moments of great hope and pitched sorrow; Sahatorn described the period as an emotional roller coaster.

Le parole riportate risalgono a prima della decisione di ibernarla, ma sono chiarificatrici. I genitori sapevano che non c’erano speranze o quasi, eppure hanno scelto di sottoporla a interventi di vario tipo (essendo entrambi medici) per compiere un ulteriore passo all’umanità nella cura per il cancro. La bimba ha perso la funzionalità dell’80% dell’emisfero sinistro del suo cervello e questo l’ha portata alla paralisi totale. Poi c’è stata una brevissima remissione:

“We noticed a power struggling for life in her beautiful round eyes,” he said. “Finally, Einz was able to stand up on her feet again and could see with both eyes, as if she had survived from brain cancer. Couldn’t help wishing she could be back to her normal childhood even with only a single right brain.”
She regained her vision, the ability to stand, and, with therapy, began moving some parts of the right side of her body. She outlasted other patients in the treatment ward, according to Sahatorn. Many ependymoblastoma victims perish before they turn two.

La remissione non ha purtroppo dato speranze alla famiglia:

But in November 2014, the cancer spread across Matheryn’s brain, and finally paralyzed her face and muscles.
“We realized it was the end,” Sahatorn said. “We had to prepare to say goodbye.” On January 8th, 2015, Matheryn was released from the hospital. She was fully conscious.
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E qui arriviamo al punto più importante di tutti:

The “cancer cells and other cells from her body have been kept for further study.” “Her body has been cryopreserved in Arizona awaiting coming technology,” he said.

L’ibernazione non è stata fatta nella speranza di salvarla dalla morte, ma per permettere ad altri ricercatori di studiare la cosa, di comprendere meglio cosa sia successo e come sia successo. Inizialmente l’intenzione era di ibernarne SOLO il cervello, ma complicazioni dovute agli interventi a cui era stata sottoposta hanno portato alla scelta d’ibernarla in toto non per guarirla, non per curarla, ma a scopo di studio. Magari quando la tecnologia che permette la cosa sarà più avanzata di quanto non sia oggi.
Tutto chiaro? I pazienti ibernati comunque sono stati dichiarati morti prima di venire ibernati, così richiede la legge; occorre attendere che l’ospedale in cui si trovano dichiari la morte cerebrale per poter proseguire con il trattamento. Spesso sono pazienti terminali a cui vengono staccate le macchine che li tengono in vita, e quasi sempre si tratta di soggetti con molti soldi da spendere o con la voglia di servire alla scienza, da morti come da vivi.
Se solo l’avessero raccontata meglio…
 maicolengel

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