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Dopo Seven to Stand e dal prurito delle mie mani, qualcosa d’iniquo sta arrivando.

Questa volta la segnalazione mi è stata consegnata personalmente in Sardegna – ciao Chiara – e riguarda qualcosa di cui non ho mai sentito nominare prima: il “Circolo degli Amici di Bruno Gröning” (alternativamente: Bruno Groening). Come sempre mi sono dedicato alla ricerca di notizie e indizi… e quanto ho visto è più che sufficiente a tenere un livello di guardia molto, molto alto. Per quanto si ostinino a dire il contrario, è una setta religiosa che agisce un po’ in tutto il mondo, Italia compresa, che promette guarigioni spirituali tramite una forza non ben precisata definita “Heilstrom”, o “forza divina”, a patto che gli adepti rifiutino tutte le terapie.

Data la mole di informazioni, ho deciso di suddividere questo articolo in due parti. Nella prima, tratterò le luci e le ombre di Bruno Groening. Nella seconda, mi occuperò dei presunti “casi confermati” dalla setta in questione.

Prendetevi il vostro tempo e leggete con calma.

– N.

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La guarigione spirituale

“Abbi fede e guarirai”

Peter Popoff, televangelista e guaritore spirituale
Peter Popoff

La guarigione spirituale, o guarigione tramite fede, è una forma molto subdola di pseudoscienza. Anziché far leva su un elemento dalle presunte proprietà curative sbandierate da ciarlatani e imbonitori, come l’omeopatia, la naturopatia o l’olio di canapa, la guarigione spirituale punta tutto sulla suggestionabilità della vittima: ne ingigantisce l’autoconvinzione di poter guarire da qualunque malattia grazie a una non ben precisata “volontà divina”.

Chiunque sbandieri la guarigione spirituale afferma che la “forza divina” si applica solo a chi si abbandona completamente a essa. Per mantenere alta questa convinzione e cementare il potere manipolatorio sulla persona si agisce tramite rituali, gesti scaramantici o continue preghiere anche per le cose quotidiane.

Un circolo vizioso di manipolazione e umiliazione

Randy Clark, uno dei tanti "guaritori spirituali"
Randy Clark

Questi atti manipolatori convincono la vittima facilmente suggestionabile fino al punto di credere di guarire da qualunque male, anche mortale, tramite l’uso esclusivo della preghiera. Più il malato è convinto della possibilità di un intervento divino, più esso arriverà a credere che qualsiasi miglioramento nella salute sia esclusivamente merito della sua fede.

Ragionamenti di questo tipo portano a una umiliazione della vittima piuttosto subdola: se non vede miglioramenti, essa arriverà a pensare di “non aver pregato abbastanza”, o di essere stata “abbandonata” o finita “fuori dalla grazia di Dio”. La vittima arriva dunque a porsi in una situazione di autovessazione continua, rigettando a poco a poco la realtà perché potrebbe “distoglierla dalla preghiera” e dal raggiungimento del benessere. Va da sé che una vittima di sette, santoni e “guarigioni spirituali” finisce per isolarsi socialmente ed emotivamente, fino al rifiuto delle medicine. La salute personale viene posta così in serio pericolo, e in molti casi si arriva alla morte.

Nessuna prova scientifica

Strano ma vero, anche per questa forma di pseudoscienza sono stati condotti studi scientifici, con doppio cieco e tutto. Come spiega Rational Wiki, dimostrarne la validità non è affatto facile. Un po’ come l’ipnosi, è difficile creare un apposito gruppo di controllo. Perfino i “casi di guarigione spirituale” sono difficilmente dimostrabili, poiché spesso chi si affida alla guarigione spirituale ha già provato o sta provando una terapia mirata, con risultati facilmente replicabili. Può darsi che la “guarigione spirituale” porti a un forte effetto placebo. Ma più spesso le vittime di questi santoni ingigantiscono, o permettono ad altri di ingigantire, la propria condizione – difficile, infatti, vedere le cartelle cliniche – per convincere di essere guarite solo grazie al metodo pseudoscientifico.

Ciononostante, nessun effetto concreto al di fuori di una incrementata cognizione spirituale è stato documentato. I pochissimi studi che hanno tentato di dimostrare il successo di queste guarigioni sono stati criticati per la presenza di dati volutamente manipolati o scarsa aderenza al metodo scientifico. Questo è un esempio che dimostra che non esistono effetti significativi sull’esito medico.

As delivered in this study, intercessory prayer had no significant effect on medical outcomes after hospitalization in a coronary care unit.

Vita e (zero) miracoli di Bruno Groening

La setta ruota intorno alla figura di Bruno Groening. Un po’ come è accaduto con L. Ron Hubbard tramite gli adepti di Scientology, gran parte della vita del santone polacco è stata riscritta sotto una luce apologetica, con toni sempre positivi continui rimandi alla sua presunta santità.

Gli “Amici” e Bruno: contraddizioni e abusi emotivi

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Bruno Groening

Bruno Groening, nato Gronkowski, vede la luce a Danzica nel 1906 e muore a Parigi nel 1959. Nella biografia riportata dal “sito ufficiale”, il santone polacco si descrive alla stregua di un dio dotato di poteri curativi. Da piccolo, era sufficiente che lui fosse presente in mezzo ai malati affinché essi guarissero prodigiosamente:

Nella mia infanzia persone malate vennero liberate in mia presenza dalle loro malattie e bambini come pure gli adulti riuscivano, in casi di arrabbiature o di baruffe, grazie a qualche mia parola, a calmarsi completamente.

 Tenete a mente questo particolare, ci torneremo tra poco.

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Andando avanti con la lettura, ci si imbatte in una delle tante contraddizioni. A 21 anni, Groening si sposa e genera due figli, Harald (1931) e Günter (1939). La stessa biografia afferma che entrambi sono morti all’età di nove e otto anni. Una macchia gravissima per un uomo che ha affermato di poter guarire chiunque con la sua sola presenza. Per nascondere l’evidente contraddizione, la setta giustifica tutto dando colpa alla moglie: ella non ha creduto in lui, dunque le è capitato il dottore incapace che ha portato alla morte non di uno, bensì di due figli.

[L]a moglie Gertrud Gröning non credeva alla forza guaritrice di suo marito. Non affidò con fiducia i figli al marito ma ai medici che non furono in grado di aiutarli. Tutti e due i bambini morirono in ospedale Harald nel 1940 a Danzica e Günter nel 1949 a Dillenburgo.

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Bruno Groening ritratto mentre istruisce i suoi proseliti

Questo atteggiamento giustificazionista, che non è limitato al solo Groening ma si estende alla setta e alle associazioni a suo nome, nasconde una forte volontà di abusare del più debole. Lo spostamento della colpa è una tattica che abusa delle emozioni della vittima e, a un tempo, la scredita privandola della sua umanità.

  • Un manipolatore non è cronicamente capace di assumersi alcuna responsabilità, grave o lieve che sia. La sposta sistematicamente su chi subisce l’abuso emotivo o su fattori esterni non rilevanti o non direttamente collegabili a lui (“Non è colpa mia, io non ho fatto niente, tramano contro di me”).
  • Un manipolatore imposta una dinamica per cui la vittima designata è sempre nel torto, costringendola a lavorare duramente col proprio aguzzino per redimersi (“Se tu non avessi portato mio figlio dal medico, a quest’ora sarebbe vivo!”).
  • Un manipolatore, posto di fronte ai danni del suo comportamento squilibrato, porta costantemente l’attenzione sulla vittima, mai su se stesso. Questo comportamento prevede la diffamazione e il discredito della vittima stessa, che viene magari tratteggiata come una bugiarda conclamata, mentre il manipolatore elabora vie d’uscita retoriche per apparire continuamente innocente.

Un esempio di questa logica? Le morti non sono affatto “colpa del santone” o del fallimento della pseudocura, bensì del morto stesso o di chi stava intorno al santone. Il malato non è guarito come aveva promesso Bruno Groening? È evidente che la vittima “non ha creduto abbastanza” e si è lasciata sobillare da qualche “agente del demonio”, che vuole creare “confusione” e allontanarlo dal benessere e dalla cura totale. E quali sarebbero questi agenti del demonio? Amici, parenti, fidanzate, mogli… insomma, chiunque sia vicino alla vittima e asserisca qualcosa che è in disaccordo con Groening.

Il fatto che una setta esponga così platealmente le incongruenze del proprio santone non deve trarre in inganno: non c’è alcuna onestà intellettuale. Al contrario, l’esposizione delle suddette rimandano a un chiaro tentativo di riscrittura di una figura ambigua: l’intento è quello di minimizzare gli eventi criminosi, ingigantendo piuttosto quelli esterni all’organizzazione.

L’omicidio colposo di Ruth Kuhfuss

La dimostrazione di questo circolo vizioso è evidente nel caso dell’omicidio colposo di Ruth Kuhfuss. Nel corso della sua carriera di guaritore spirituale, Bruno Groening ha incontrato più volte la Giustizia tedesca, alcune di esse per motivi legati alla sua attività di falso medico. In un’occasione era stato clamorosamente scagionato, pur essendogli bandita la possibilità di continuare la sua attività di guaritore spirituale. Oltre all’esercizio abusivo della professione medica è accusato della morte di Ruth, una ragazza di diciassette anni malata di TBC alla quale è stato impedito di recarsi in un sanatorio o di consultare un medico.

01_bruno_groenings_grosser_prozessGroening, vistosi scoperto, sposta interamente la colpa sulla vittima, rea di non aver seguito le sue “direttive”. Accenna inoltre a un “complotto” contro di lui – ordito da non si sa bene chi. Così replica Groening all’alba del processo:

[Vogliono] provocare confusione tra i miei amici e tenere lontano coloro che ricercano la verità[. Vogliono] occuparsi delle nostre aspirazioni e delle conoscenze che diffondo[.] Ai miei amici non ho bisogno qui di fare nessun ragionamento, loro sanno che io non faccio nessuna ’promessa di guarigione’ e che non dissuado nessuno da una visita medica. [Versione ridotta. Qui la versione completa.]

Questa logica è tipica dei santoni e degli adepti di una setta religiosa, come dei promotori di metodi pseudoscientifici basati sul pensiero magico. Sapendo che ciò che fanno è altamente illegale, essi spostano questa ingombrante responsabilità umana sul prossimo con un ragionamento fallace. Affermano infatti di non chiedere esplicitamente di abbandonare la terapia in corso, bensì di consigliare la preghiera come “aiuto personale” per affrontare la malattia assieme alle cure.

All’apparenza può sembrare sensato, ma applicando per assurdo questa giustificazione, allora non sarebbe difficile confermare che non sono le preghiere a migliorare la salute, bensì le terapie da seguireLa guarigione spirituale è perciò un altro mezzo per screditare l’indagine scientifica basata su prove, prendendosi meriti non riconosciuti. È lo stesso motore che muove la diffamazione e lo spostamento della colpa sulla vittima: forme concrete di abuso emotivo che distolgono l’attenzione dal vero colpevole – in questo caso, Bruno Groening.

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“Promesse di guarigioni a mia insaputa”

Le promesse di guarigioni, secondo la versione apologetica della setta, non sarebbero state mai fatte se non da un ex amico di Groening, ovvero Meckelburg. Anche qui, possiamo assistere a un crudele spostamento della colpa: tutto sarebbe avvenuto all’insaputa di Groening stesso, tutto allo scopo di arricchirsi col “fenomeno Groening”. Ricordate che Bruno Groening ha sempre affermato di poter curare con la propria voce o la propria presenza.

Della corrispondenza successiva si occupò Meckelburg e le lettere non arrivarono a Bruno Gröning. Solo nel maggio 1950 ebbe notizie di Ruth Kuhfuss. In questo intervallo di tempo il padre [di Ruth ndNinth] spedì imploranti lettere di preghiera a Gröning, pregandolo di visitarla. Meckelburg non consegnò le lettere, ma pattuì di propria iniziativa – all’insaputa di Gröning – un’incontro con il signor Kuhfuss. […]

Meckelburg affermó che Bruno Gröning fece alla ragazza una promessa di guarigione. Ma era lui ad avere assicurato al padre che Bruno Gröning avrebbe guarito sua figlia. Meckelburg vide nell’impiegato della cassa di risparmio una buona fonte di denaro alla quale attingere, peró aveva bisogno di Gröning. Dopo questa visita Bruno Gröning si divise da Meckelburg.

Per fortuna la Giustizia tedesca non ha creduto a questa panzana e oggi possiamo dire che Bruno Groening è responsabile della morte di Ruth Kuhfuss. Così conferma la sentenza d’appello del 1958: condanna per omicidio colposo, pur con tutte le attenuanti.

La cosa buffa è che tutto questo è documentato dagli stessi “Amici”. Assurdo, non trovate?

Il collo e lo stomaco di Bruno Groening

Le incongruenze nell’operato e nella persona di Groening non sono finite. Nonostante la presunta capacità di guarire gli altri anche solo con la parola, Bruno Groening non è stato capace di guarire dal tumore allo stomaco che lo attanagliava, causa della sua morte nel 1959. Ovviamente, gli “Amici di Bruno Groening” glissano su questo dettaglio additando un craxiano “clima infame” ordito e mantenuto dai medici e scettici.

L’altra incongruenza è la grottesca malformazione al collo, da sempre esibita con noncuranza. Sia gli “Amici” che Bruno stesso affermano che il suo collo fosse gonfio per una solida ragione: tutta colpa della “forza divina” predicata Bruno Groening.

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Ebbene sì: secondo gli “Amici”, poiché Groening comanda la guarigione con la forza della sua parola, il collo si gonfia ancor più grottescamente a seconda del numero di persone che dovrebbe salvare, per poi “sgonfiarsi” naturalmente al termine del lavoro. Altre versioni parlano di una caratteristica causatagli dal divino, allo scopo di accogliere il dolore umano dentro di sé. Più era gonfio, più il collo accoglieva dentro di sé il dolore altrui.

star-trek-5Io avrei una semplice domanda… cosa se ne fa Dio di un collo gonfio?

Se questa “forza divina” – identificata dai settaristi come espressione di qualunque Dio al quale la vittima crede – fosse capace di curare qualunque cosa, per quale motivo avrebbe bisogno di gonfiare un collo? Quale assurda regola divina – o quale per essa – imporrebbe a una entità dai grandi poteri di limitarsi, o di trovare un modo ben preciso attraverso il quale esporsi?

Ancora: perché un’entità divina benigna, onnipotente e amante di tutte le creature, dovrebbe infliggere o imporre il dolore per funzionare correttamente? Quale piacere, quale motivo, conduce le sue azioni al fine di rendere il dolore un mezzo necessario affinché avvenga la guarigione?

Infine: se il potere della guarigione spirituale è così potente da essere sufficiente la sua parola, come mai Bruno Groening non ha mai ordinato al suo cancro di sparire, visto che – a conti fatti – lui stesso credeva in ciò che diceva?

È evidente che la vita di Bruno Groening non brilli affatto per onestà intellettuale e vera trasparenza. Per ovviare a queste clamorose discrepanze, col tempo gli adepti hanno tentato di “dimostrare” la validità della forza curativa di Bruno Groening. In che modo? Creando un team scientifico fine a se stesso, autoreferenziale e senza alcuna validità al di fuori della setta stessa.

Ma di questo parleremo nella seconda parte, che potete trovare qui.

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Il Ninth
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