Bruno Groening: una testimonianza

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Inizio la mia avventura come Gabriel Deckard con una testimonianza sul Circolo degli Amici di Bruno Groening che definire “inquietante” è un eufemismo.

Ho iniziato l’avventura su BUTAC pensando soprattutto alle vittime dei ciarlatani di tutto il mondo. La sua prosecuzione è logica: denunciare situazioni estreme come questa in cui, nel buon nome della fede, si arrivano a fare danni incalcolabili non solo a livello salutare, ma addirittura personale. Storie così non hanno alcun motivo di esistere e devono essere fermate in ogni forma e con ogni mezzo.

Come nei casi precedenti, le uniche modifiche che ho eseguito al testo non sono censure, bensì lavori di ripulitura e rifinitura. Sono state fatte per garantire anzitutto la scorrevolezza nella lettura della testimonianza.

Gabriel Deckard
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Ciao BUTAC,

ho letto i bellissimi articoli sul Circolo degli Amici di Bruno Groning e voglio darvi altre informazioni. Chiedo a tutti i lettori di leggermi fino alla fine, lo so che è lungo e che ciò che dirò sarà scioccante e vi farà anche incazzare. Scusate se scrivo in maniera sconclusionata, ma non riesco a trattenermi: ho bisogno di un aiuto per mia madre.

Ero minorenne quando entrai nel Circolo e non potevo restare a casa. Fin da subito mi sarei sentito escluso, visto che i membri facevano cose accattivanti come andare in escursione sulle Dolomiti. Va detto che non ci sarei potuto andare se non fossi stato membro: ci sarebbe potuta andare solo mia madre ed io sarei rimasto a casa per una settimana.

L’appartenenza al circolo è stata per me un obbligo psicologico: se non lo avessi seguito, ci sarebbe stata una separazione tra me e mia madre. Lo stesso vale ancora oggi che sono maggiorenne: presto mia madre farà di nuovo quelle escursioni e io non potrò in nessun modo andarci. Non potrò neanche prenotare da esterno e fare gli stessi sentieri. Così ha detto la guida di comunità: “Questo è un club privato. O sei dentro, o sei fuori”.

Ogni anno andavo almeno tre volte in Germania per seguire le conferenze. Ho fatto volantinaggio per le città, perfino in paesi esteri come l’Albania. Ho viaggiato molte ore in pullman o treno per andare alle conferenze. Le varie conferenze si tenevano in Germania, a Geseke e a Rosenheim; altre si tenevano a Roma. Data la mia posizione geografica, abbiamo viaggiato in aereo, ma col tempo era diventato molto costoso per la mia famiglia. Una fatica enorme, specialmente per mio fratello malato e costretto a frequentare il circolo per “guarire”.

Nel circolo è vietato dare del tu: ci si stringe solo la mano, ci si dà del “Lei” o altre formalità. Nel circolo è vietato darsi baci e ascoltare musica che non sia riconosciuta dal circolo. È vietatissimo vedere i telegiornali, anche perché nel circolo non si deve parlare negativo né pensare negativo e siamo tutti costretti a sfoggiare un sorriso finto. O meglio, quasi tutti, perché c’erano persone naturalmente gentili. Molti però restano falsi e hanno quel brutto finto sorriso stampato sulla faccia quando ti incontrano.

Si diceva che sigarette e caffè abbassino l’energia [l’Heilstrom ndGabriel]. Per loro, il Male si annida anche nell’alcool. Solo Bruno Groening poteva fumare e bere caffè: lo faceva per abbassare la sua Energia, che era “semplicemente troppa”. Immaginate come possa essere divina questa energia… e sì, io ho creduto a tutto questo.

Dieter Häusler

Sono stato alle conferenze del signor Hausler. In tutte le occasioni, stavamo seduti dal mattino alla sera: solo una breve pausa pranzo per poi proseguire fino a tarda sera, per tutta la settimana. Una tortura.

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Per darvi un’idea, a una delle conferenze ho visto una ragazza che si alzava solo per andare a mangiare. Io mi alzavo quando le porte erano aperte per l’uscita al bagno, ma lei, per dimostrare la sua fede, rimaneva perfino dieci ore seduta.

Una cosa che mi ha scioccato è che tutti spingevano su una cosa: se uno stava male durante le riunioni o le conferenze, era un bene, perché era la “prova” che l’Energia lo stava purificando. È successo varie volte a mio fratello, che è malato. Durante le conferenze lui faceva vedere che stava male, ma per loro era un bene che soffrisse come un cane: chiamano tutto questo “Regelung”, cioè “regolazione”; più stai male quando fai Einstellen [la presunta “sintonizzazione” con l’energia spirituale del ciarlatano Bruno Groening ndGabriel] meglio è.

Nessuno gli ha mai detto di non curarsi, anzi, all’apparenza veniva trattato benissimo dai membri del circolo, ma c’è un buon motivo: nessuno dice che non devi curarti, ma danno l’idea che con Bruno non servano farmaci, anzi, che essi facciano addirittura male. Nessuno lo dirà mai apertamente perché sanno benissimo che è reato. Quanto a mio fratello, tutti chiedevano sempre come stava, lo confortavano sempre quando stava male. Mio fratello soffre moltissimo e ovviamente ci sono stati momenti in cui era ingestibile: aveva attacchi di panico, piangeva sia all’interno che fuori dal circolo. A volte gli si diceva di fare Einstellen per far passare più velocemente i suoi attacchi.

Ho ancora un ricordo bruttissimo del viaggio al rientro del convegno di Roma dove, anche per la stanchezza, mio fratello è stato molto male. Per fortuna il ritorno era in nave e non in pullman e quindi il viaggio è stato più comodo. Da un lato mio fratello stava molto male durante le conferenze, ma dall’altro lato l’effetto placebo lo aiutava e aveva dei miglioramenti. Bruno Groening non ha fatto niente per lui.

Anche se in maniera inconscia, gli Amici di Bruno Groening hanno indotto mia madre a credere che i medicinali facciano male. Mia madre ha rischiato grosso, perchè non ha preso la cardioaspirina. Di nuovo, non perché gli è stato detto di non prenderla, bensì perchè dice di aver sentito dentro di lei che non la doveva prendere. Adesso non ricordo se era la cardioaspirina o la metformina o tutte e due, ma una cosa è certa: siccome per guarire con Bruno ci vuole fede in Bruno ed essendo la medicina vista in malo modo perché “è quella che voleva fermare Bruno” e che “non voleva che guarisse”, è ovvio che viene vista incosciamente come il Male. A riprova di questo “lavaggio del cervello”, specifico che mia madre per un po’ è uscita dal Circolo e quando ha iniziato un percorso buddhista, per fortuna ha iniziato di nuovo a prenderle. Ora che è ritornata nel Circolo, spero che le prenda.

Ho conosciuto di persona il signor Hausler e posso dire che è lui il capo, il “guru” – ha un alone di reverenza che lo circonda. Ho conosciuto anche una donna che è stata salutata dal signor Hausler come “vaticanista” e “cacciatrice di sette”, che però ha scoperto che “il Circolo non era una setta”. A me sembra una cazzata.

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Secondo Hausler, la musica moderna è il Male. Durante un convegno, lui disse di aver visto “una specie di folletto cattivo” che compariva e si sedeva sulla radio appena partiva musica rock. Anche per questo motivo nel Circolo si ascoltano solo i dischi del Circolo. La regola vale anche per i minorenni. Il massimo che si poteva ascoltare liberamente senza incorrere nel male era la musica classica non appartenente al Circolo, ma anche lì dicevano di stare attento proprio perché “non è musica del Circolo”.

Mia madre mette a ripetizione sempre la stessa musica. Lo fa ancora adesso. È una rottura, se consideriamo che per andare ai vari circoli stavamo anche tre o quattro ore di macchina in rigoroso silenzio.

Una volta, durante il volantinaggio in albergo con tutti quelli del Circolo, ho avuto un attacco di panico causato da tutte queste credenze psicologiche che mi avevano inculcato. Mentre eravamo al tavolino, la guida di comunità disse di aver sentito tremare il tavolino, e che fosse stato Bruno a farlo. Corsi in camera un po’ spaventato: credetti che nella mia camera ci fosse una specie di spirito; aver saputo che mi trovassi anche in un ex convento di monache non mi aiutò molto. Arrivò l’ambulanza dopo le “cure” fatte dal Circolo, ma rimasi traumatizzato per diversi mesi: il solo sentire la musica del Circolo mi faceva stare a disagio.

Per un po’ decisi di frequentarli di meno, quando però ritornai per stare con mia madre a Capodanno e nel periodo natalizio, mi dissero che dovevo per forza appartenere al Circolo.

All’interno del Circolo i libri, i CD, i calendari e i poster sono gratuiti, ma dicono sempre che è “gradita” un’offerta. Così gradita da obbligare a farla: non puoi prenderti tutti i libri senza lasciare offerta; una persona si è presa un sacco di libri e se non ricordo male, è sorta una polemica perché era uscito senza donare. In Germania, molto o quasi tutto non è affatto gratuito. A ogni ora di comunità c’è un tavolo coi libri e la cassetta delle offerte; al termine della giornata si fa un resoconto preciso di tutte le offerte ricevute. Loro vogliono quei soldi.

I viaggi sono sempre stati a spese nostre, anche per andare in Albania a fare volantinaggio. Correvano voci secondo le quali chi fosse povero o soffriva di problemi economici avrebbe goduto di aiuti economici per fare volantinaggio in paesi esteri, ma se è stato fatto o meno, io non ne so nulla.

È una cosa assurda, ma noi ci abbiamo creduto. Mia madre tutt’ora ci crede. Ho fatto leggere i vostri bellissimi articoli a mia madre, ma essendo per lei “incompleti” [un’accusa tipica: “Questo articolo non va per niente a fondo”, lo potete leggere nelle parole del settarista sardo Germano Conese qui ndGabriel] non ci ha creduto. Non c’è stato verso. Non si è convinta e adesso non so come convincerla ad uscire da quella setta.

Se avete consigli da darmi, siete i benvenuti. Vi prego, fatelo per mia madre.

Ci sarebbero altre cose da raccontare, ma per ora ho scritto abbastanza. Ho scritto anche troppo.

Grazie mille a voi per il vostro lavoro.

Un lettore disperato