Bruxelles: l’altra verità (?)

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PREMESSA:

Come ci ricordano Walter Quattrociocchi e Fabiana Zollo se credete alle teorie del complotto io non servo a nulla, è provato che non cambierete idea. E non è mia intenzione provarci, perderei solo tempo. E difatti scrivo non per voi, ma per me stesso, per i miei figli, per mia moglie, perché quando si trovano di fronte a soggetti come voi sappiano fin da subito che è una battaglia persa, che non ha senso discutere, che tanto vale girare i tacchi e cercare altri compagni con cui passare il tempo. Quanto segue non è una sbufalata, non è possibile farne una, le teorie dei complotti spesso si basano su  ipotesi, campate in aria, senza prove a supporto, se ci credete “avete fede” e nulla la farà sparire.

Per gli altri quelle che seguono sono informazioni aggiuntive, tasselli di puzzle, che a una mente razionale non portata al complotto possono risultare interessanti. La fonte di quanto riporto è sempre linkata, spesso si tratta di pagine provenienti da Wikipedia in lingua inglese, per la comodità di darvi modo d’approfondire in maniera totale.

Mettetevi seduti, sarà una lunga passeggiata.

SCIACALLI-TOMMIX

C’è una sola verità al momento per quanto mi riguarda, dei terroristi probabilmente legati alle armate Daesh hanno fatto un attentato, non è il primo e non sarà l’ultimo. Ci sono stati dei morti, che andrebbero rispettati.

E invece la libertà di parola fa sì che ci siano sciacalli attirati solo ed unicamente dalla possibilità di aumentare a dismisura le proprie visualizzazioni che si buttano a pesce su queste storie, inventando complotti impossibili. A volte lo fanno in maniera veloce e raffazzonata, altre dimostrano di conoscere così bene il mezzo informatico da farci capire che loro sanno benissimo di raccontare fuffa, ma non importa, la missione è un’altra, acchiappare uTonti e trasformarli in seguaci.

È il caso di AttivoTv, sito da black list da cui v’invitiamo a stare alla larga da tempo. Che giusto prima delle vacanze pasquali ci ha regalato questa perla complottara: l’attentato a Bruxelles è un falso! Teoria (no, scusate, certezza) che ci viene spiegata attraverso un video, di tommix, esperto in questo genere di produzioni. 14 minuti e 30 della mia vita che nessuno mi ridarà indietro (più il tempo che ho impiegato a scrivere quanto segue).

Anche qui grande evidenza viene data al fatto che le tv abbiano trasmesso un filmato errato, prova secondo tommix (e tantissimi altri) che dietro ai fatti ci sia una regia segreta, che ha provveduto a inviare a tutte le redazioni quanto era già stato preparato da tempo (il video di Mosca 2011 modificato per l’occasione).

Cerchiamo di essere persone razionali, io, governo del Nuovo Ordine Mondiale, decido che ho la necessità di una motivazione per assalire alcuni paesi medio orientali, quindi (non contento di quelli già avvenuti negli scorsi mesi) decido di mettere in scena un nuovo attentato, compro il silenzio degli operatori di un aeroporto (e della municipalità di Bruxelles visto che coinvolgo anche la linea della metropolitana), invento soggetti con un’identità reale che possano risultare vittime dell’attentato, istruisco attori e forze dell’ordine perché tutto sia perfetto e sappiano recitare al meglio la loro parte… ma non provvedo a realizzare un finto video da poter mandare a tutte le stazioni televisive del mondo? No, io voglio risparmiare, quindi ne piglio uno vecchio, lo modifico lievemente e uso quello, tanto chi vuoi che se ne accorga?

Siamo seri? Questa sarebbe la prova provata del complotto del finto attentato? Dai suvvia, cerchiamo di diventare bimbi grandi. Non avrebbe alcun senso. Mentre è molto più facile che la fonte stessa sia fallace, e che la cosa sia stata montata deliberatamente per acchiappare visualizzazioni. La prima a inserire il video nei loro articoli è la redazione di DHnet.be, che lo pubblica nella versione di cui vedete un fotogramma qui sotto.

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Il video, così manipolato con la data 22/03/2016, inizia a circolare velocissimo, la fonte è una testata belga, vuoi che abbiano pubblicato un falso? Sì, è già successo, e continuerà a succedere, specie in casi come questi esiste un’ansia da scoop, essere i primi a trasmettere qualcosa, essere quelli che vinceranno la “battaglia dello share”. Noi (purtroppo) conosciamo bene la scarsa professionalità di alcune testate e anche di alcune agenzie di stampa. Tra di voi tanti mi hanno chiesto, ma come, se non veniva dall’ANSA come può essere che la pubblichino così senza una verifica? Al che mi viene da rispondere, e anche venisse da ANSA? Che certezza abbiamo della verifica? Quante volte abbiamo visto circolare notizie da ANSA o ANDKRONOS che fanno parte del panorama della fuffa? Purtroppo tante. Sappiamo bene che nei pacchetti di news che vengono fatti circolare dall’estero compare spessissimo il Daily Mail. Dovrebbe bastarci questo per accettare che sia possibile che le testate abbiano pubblicato un video senza fare alcuna verifica.

La domanda più pressante che ci viene fatta è: e allora chi ha manipolato il video? Purtroppo una risposta alla domanda non c’è, qualcuno ha puntato il dito verso un canale youtube che si chiama All news.

Purtroppo i video caricati al momento mostrano solo qualche review di cellulari, ma far svanire un video da Youtube non è difficile se ne si è proprietari, basta cancellarlo.

Non posso dirvi con certezza se sia stato quel canale, i commenti vengono regolarmente cancellati o non permessi, quindi ricostruire i fatti diventa difficile. Il canale sembra essere di provenienza russa visto che oltre alle review dei cellulari hanno anche un corso d’inglese in cirillico e che descrizione e titoli delle recensioni sono spesso in doppia lingua.

Come spiega al Guardian Alastair Red (direttore di First Draft, sito che si occupa proprio di verificare le informazioni sui social media):

“It can be someone intentionally trying to misdirect the news agenda for political reasons, or a lot of the time it’s just people who want the numbers, the clicks, the shares, because they want to be part of the conversation or validation. They don’t have any of the kind of standards, but they have the same kind of distribution.”

Può trattarsi di qualcuno che abbia intenzione di disinformare le testate per ragioni politiche, ma spesso si tratta solo di gente che vuole i numeri, i click, le condivisioni, perché vogliono essere parte della conversazione o della convalida (della notizia). Non hanno gli stessi standard (delle testate giornalistiche) ma hanno lo stesso tipo di distribuzione.

Questo ha fatto sì che anche le testate tradizionali siano state messe sotto pressione dalla comunicazione in tempo reale via social media, e che tante redazioni non verifichino quello che pubblicano. Noi lo sappiamo bene. E condanniamo da anni questa cosa. Purtroppo la nostra voce è minuscola rispetto al rumore che fanno i giornali veri, e l’Ordine non sembra interessato più di tanto alla cosa.

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Andiamo avanti col video di tommix, si parla di feriti che non mostrano ferite, ferite che dovrebbero essere abbondanti visto che le bombe erano state imbottite di chiodi e bulloni.

La prova? Immagini come questa:

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Che non è altro che un ritaglio dell’immagine originale che non vi mostro, non siamo qui per guardare ferite. Le gambe di quell’uomo non sembrano stare benissimo, ma sappiamo che anche ci venissero raccontate le condizioni cliniche del ferito il complottaro di turno direbbe che crearne di false ad hoc non è complesso. Quindi non vedo perché lamentarsi delle poche foto di feriti. Specie visto che tra i complottisti stessi circola la notizia che esistono compagnie che usano anche attori con disabilità e amputazioni per rendere ancor più veritieri questi falsi.

Tommix poi sposta l’attenzione su come sia impossibile eludere la sicurezza di un aeroporto oggi come oggi, ma la sua affermazione è campata in aria, visto che esistono test a cui si è sottoposta la TSA americana l’anno scorso, che dimostrano come il 95% delle volte le varie sicurezze aeroportuali non siano sufficienti. La cosa non ci rende proprio tranquilli, ma è un dato di fatto, se uno ha davvero intenzione di fare un attentato e ha i soldi i le motivazioni è facile che riesca a metterlo a segno.

Ma tommix per ben un minuto evidenzia e sottolinea questa impenetrabilità degli aeroporti, e siccome non è un cretino sappiamo bene che sa che non è così, sa che esistono report che affermano il contrario, ma se ne infischia, lui è alla ricerca di seguaci, di soggetti da plasmare che credano a qualsivoglia sciocchezza che lui racconterà loro. Poco importa che gli esempi di falle vengano da tutto il mondo.

Poi ci spostiamo a parlare del pc di uno dei terroristi, che sarebbe stato ritrovato in un bidone dell’immondizia. Chi ne dà la notizia? Russia Today che cita come primi la Dernier Heure (che sono gli stessi che per primi hanno pubblicato il video di Mosca dopo AllNews) e linka un loro articolo, che ha a che fare con l’attentato ma non parla di testamento del terrorista. Strano no?

Comunque la notizia sembra confermata, non è che sia saltato fuori per caso, il computer è stato trovato in un bidone in prossimità dell’appartamento dove sarebbe stato pianificato l’attentato. Che si sia trattato di un bidone proprio relativo all’appartamento (come nelle città dove i rifiuti vengono recuperati porta a porta) in questione, o di uno solamente in prossimità, non ci è dato saperlo. Ma comunque non si tratta di un bidone così a caso bensì di uno relativo alla perquisizione dell’appartamento di Schaerbeek.

Come ci hanno dimostrato gli studi se si è portati a credere ad un complotto si è portati a credere a tutti i complotti, e il nostro youtuber non è da meno, subito per fare raffronti con situazioni analoghe ci porta come prova il passaporto di uno dei terroristi del 9/11.

Chissà perché questa smania di lasciar traccia di sé per questi attentatori? chiede inquisitore tommix.

La risposta non è così misteriosa come si vuol far credere. Rivendicare un attentato è dar prova di aver fatto il proprio dovere ai mandanti, specie quando ad agire sono cellule terroristiche che magari per motivi di sicurezza non sono in contatto con la base delle operazioni da tempo.

Passiamo al “format” che secondo tommix dimostrerebbe ancor di più l’artefatto: il fatto che spesso dietro ad atti terroristici come quelli visti negli ultimi anni ci si trovi di fronte ad una coppia di fratelli. La questione è stata analizzata da persone più competenti di noi. Il New York Times ha fatto un piccolo video:

Brothers in Arms

Sometimes they radicalize together, amplyfing their own ideas; sometimes one radicalize the other who finds it difficult to resist; sometimes it’s just about family respect, not ideology. For security officers, brothers can be virtually impossible to track. Authorities can catch terrorits when they communicate with associates, but wiretapping doesn’t get you very far if brothers live under the same roof.

Qualche volta diventano estremisti insieme, amplificando le loro stesse idee; qualche volta uno radicalizza l’altro che trova difficile il resistergli; qualche volta si tratta solo di rispetto per la famiglia senza neppure il bisogno di un’ideologia. Per gli addetti alla sicurezza i fratelli sono virtualmente impossibili da controllare. Le forze dell’ordine possono catturare i terroristi quando comunicano con i propri associati, ma le intercettazioni possono poco quando due fratelli vivono sotto lo stesso tetto.

Questo format è, secondo tommix, collaudato da decenni, quindi tutti gli attentati di cui siamo stati testimoni sono fasulli secondo il nostro caro youtuber.

Negli anni molti governi hanno ammesso di averne compiuti per disinformare i cittadini in omaggio alla ragion di stato.

La prova? Qualche esempio che tommix ci racconta, peccato a mio parere lo faccia in fretta e senza raccontarcela tutta.

Sì, è vero, i russi hanno ammesso che nel 1940 da Stalin fu dato l’ordine di fucilare 22mila tra civili ed ufficiali polacchi per gettare la colpa sui nazisti. Ma aspettate un secondo, i corpi furono scoperti nel 1943, dai nazisti stessi, che lo raccontarono subito. Al punto che il governo polacco in esilio ordinò subito un’indagine da parte della Croce Rossa. Indagine che fece sì che Stalin troncasse qualsiasi rapporto con l’organizzazione umanitaria. Non proprio un piano perfetto. È vero che Roosvelt nel 1944 aveva richiesto un dossier al riguardo e quando le prove puntarono il dito contro i sovietici disse al suo agente di desistere nell’investigazione. È politica, non si volevano incrinare i rapporti con i russi in una fase così delicata. Ma tutte le indagini in merito hanno sempre attribuito il massacro ai sovietici, gli unici a mantenere il velo sulla faccenda erano i russi, che solo nel 2010 hanno rilasciato una dichiarazione che indicava Stalin e gli ufficiali sovietici a lui più vicini come mandanti del massacro. Ma già nel 1990 era stato permesso di cancellare dal monumento il riferimento ai nazisti e apporre una targa corretta al suo posto, segno che la perestroika stava facendo il suo corso.

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L’altro esempio che ci presenta tommix è legato ai britannici, che avrebbero ammesso di aver fatto saltare svariate navi cariche di ebrei in fuga verso Israele. La notizia, pur avendo come fonte solo un libro, la storia segreta del MI6, è confermata, il libro ha avuto il beneplacito dei direttori dei servizi segreti britannici. Ma i fatti (gravissimi) sono molto meno misteriosi di quanto si voglia far credere. Il governo inglese era contrario all’emigrazione degli ebrei in Palestina, lo era in maniera dichiarata, sebbene il partito laburista in campagna elettorale avesse detto il contrario. Ernest Bevin, il ministro laburista eletto, decise di mantenere tutte le restrizioni in atto. L’operazione Embarass però in un anno portò a compimento solo cinque azioni, di cui una soltanto distrusse l’obbiettivo. Quindi è vero, l’operazione era clandestina, ma era noto che il governo inglese del momento cercasse in ogni maniera di bloccare l’emigrazione degli ebrei, mai messa sotto silenzio.

Han-shot-firstE ancora, un altro esempio, l’incidente nel golfo di Tonchino del 1964. Il 2 agosto del 1964 il cacciatorpediniere americano Maddox  riferisce di esser stato attaccato da tre navi nordvietnamite. Lo stesso avviene il 4 agosto. L’incidente fa sì che venga firmata la risoluzione che porterà gli Stati Uniti al fianco dei sud vietnamiti contro il regime comunista del nord, anche se i fatti del 4 agosto risultano solo un errore dei sistemi radar. Cosa ci è stato raccontato di sbagliato per oltre 40 anni? La NSA ha rivelato nel 2005 che una volta avvistate le navi nordvietnamite l’ordine era di sparare se si fossero avvicinate oltre 10 mila yarde (5 miglia nautiche), il Maddox sparò una raffica d’avvertimento poco dopo, al che fece seguito una battaglia navale, con quattro morti e sei feriti sul fronte vietnamita e nessuna vittima su quello americano. Quella raffica d’avvertimento fino al 2005 è stata tenuta sotto segreto, dando all’esercito vietnamita la responsabilità d’aver sparato per primo.

Tommix passa a Gladio, ma io non ci sto più dietro, nulla di tutto questo mi dimostra che l’attentato di Bruxelles sia un falso. Oltretutto non mi sembrano esempi così calzanti. Anche perché se la necessità era trovare una ragione per attaccare dei paesi mediorientali credo potessero bastare quelle avute fino ad oggi, la lista degli attacchi terroristici rivendicati dai terroristi islamici è lunga. Era necessario aggiungerci Bruxelles? Solo tra novembre 2015 e marzo 2016 possiamo contare 59 attentati nel mondo che riportano firme islamiche. Non bastavano?

Tommix a supporto delle sue parole ci riporta una citazione di Laurent Louis, deputato federale belga. Il deputato avrebbe difatti detto che a partire dall’11 settembre 2001 tutti gli attentati attribuiti a una firma islamica nel mondo sarebbero da dichiarare false flag, in realtà perpretrati dai nostri governi per servire i loro interessi politico-economici, creati ad arte per incolpare appunto il mondo islamico. Peccato tommix non ci racconti che Laurent Louis sia un politico belga, vicino al partito islamico belga,  che abbia più volte posto dubbi sull’olocausto, e sia considerato un politico che flirta con l’antisemitismo. Ha accusato di essere un false flag in suo onore anche l’attentato al Museo ebraico di Bruxelles del 2014, secondo Laurent infatti sarebbe stato messo in scena per ridurre il successo del suo partito alle elezioni in programma il giorno dopo.

Tommix definisce gli attentati di Bruxelles una commedia, io definisco lui uno sciacallo.

Ci viene citato il piano Kalergi, la forza unica di polizia europea, l’islamofobia, un mischione di cherry picking e sensazionalismo ad hoc. Basta pensare alla dichiarazione di Erdogan, estrapolata dal suo contesto e ritradotta a proprio uso e consumo.

Come la traduce tommix:

Verrà il momento in cui le bombe cominceranno ad esplodere, anche a Bruxelles e allora sarà troppo tardi.

Cosa ha detto realmente Erdogan:

“There is no reason why the bomb that exploded in Ankara could not explode in Brussels, or in any other European city”

Il riferimento era all’attentato del 13 marzo ad Ankara. Non era una premonizione, non era una minaccia, era una chiara lamentela, oltretutto relativa al non voler riconoscere nei terroristi curdi gli autori dell’attentato da parte dei leader europei.

Ci viene citata l’esercitazione nel tunnel Schumann, ma ve ne avevamo già parlato qui. Tommix cita persino Mason Wells, di cui avevo parlato qui senza aggiungere che il dubbio sulle sue miracolose avventure non sia un ulteriore modo per la congregazione dei mormoni per raccattare nuovi fedeli.

Lo so, se credete nel complotto e siete arrivati fin qui non vedete l’ora di andare nei commenti a spargere fuffa e darmi addosso. Beh, sappiate che non m’importa. Come voi non cambierete mai idea su quelli che sono ad oggi i fatti noti nemmeno io lo farò, e non credo verrò a leggervi. Discutere in maniera sterile su chi sia l’analfabeta funzionale non è è divertente, specie quando di mezzo non ci sono le famigerate scie chimiche ma morti veri.

Tommix tra le righe parlando di attori mette ovviamente in dubbio anche quei morti e quei fatti, ma di questo parleremo a breve in un altro articolo, decisamente più breve.

maicolengel at butac.it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.