La bufala dell’E330

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AGGIORNAMENTO DEL 9 LUGLIO 2015

Questa è una di quelle bufale EVERGREEN come potrete leggere subito sotto, di colpo ha ricominciato a girare come una trottola, pur essendo stata sbufalata più e più volte, anche dal Ninth, scusate, Er Nono, quando ancora era una new entry su Butac, new entry che sbufalava anche mentre in vacanza. La fonte da cui la bufala sta ripartendo è Quantum Jump, Salto Quantico, sito da lista nera, che sappiamo bene ama fare questo tipo di “giochini”. Spacciando vecchie bufale come notizie accertate  è tattica perfetta per raggiungere decine di migliaia di persone senza alcuna fatica, e ogni singolo click sono visualizzazioni, che aiutano ranking della pagina e incassi pubblicitari. Siti come Salto Quantico non hanno alcun interesse ad informarvi, pseudo scienza acchiappaclick per uTonti DOC. Capiamoci, è come se sceglieste di usare come unica fonte di news il buon Lercio, ma almeno loro strappano più di un sorriso.

e330

Avrei dovuto immaginarlo: non si può andare in vacanza e non pagare il conto. Arrivo in Spagna e cosa mi danno? Un’altra bufala da “sbufalare”. Questa puzza pure di stantio.

Gira su Facebook l’ennesimo documento sulla tossicità di alcuni prodotti. Con tanto di imperativo categorico:

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La lista viene spacciata per autorevole (Centro riferimento oncologico di Aviano) ed è redatta al limite della diffamazione. Ce n’è per tutti: cita marche famose di “merendine, bibite, aperitivi e dolciumi” tra cui Aperol, Motta, Fabbri, Alemagna, Perugina, San Pellegrino… Segue un elenco di “additivi (coloranti) inoffensivi”, di alcuni considerati “sospetti” e di altri detti “tossici”. In calce a quest’ultima, una dicitura minacciosa e inquietante:

Il più pericoloso E330 contenuto nel ghacciolo CALIPPO LEMON”

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Okay, la mia vacanza è ufficialmente rovinata.

L’ADDITIVO E330 È SOLO ACIDO CITRICO!

Speghiamo meglio.

[S]i ricavava, originariamente, dal succo di limone (Citrus × limon) attraverso un complesso processo con soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico. Da questa fonte venne isolato per cristallizzazione per la prima volta nel 1784 da Carl Wilhelm Scheele. Attualmente viene prodotto attraverso fermentazioni su scala industriale utilizzando funghi (es. Aspergillus niger) o lieviti in bioreattori ad ambiente a basso pH (acidulato) e bassa concentrazione di ferro; a tale scopo si utilizzano chelanti degli ioni ferro come l’EDTA. In questo modo il ciclo di Krebs viene interrotto all’acido citrico il quale può essere estratto dalla cellula e purificato. (Wikipedia)

È usato

[n]ell’industria alimentare (con la denominazione E330) come acidulante, e per correggere il pH di coloranti basici. Può essere utilizzato come emulsionante [e] per prevenire la cristallizzazione dello zucchero nel caramello. (Wikipedia)

Questo acidulante si trova come additivo per bevande gassate, caramelle, birre e marmellate. Guarda caso, tra i prodotti elencati troviamo l’aranciata, il bitter, il Crodino, le caramelle alla frutta – tra cui, ci scommetto, anche quelle al limone. Per questo il Calippo Lemon ha un’elevata concentrazione di E330: È UN GHIACCIOLO AL GUSTO DI LIMONE!

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Nonostante sia stata pure smentita più volte, la cosa che più fa imbestialire è come la gente crede ancora a questa vaccata! Questa bufala ci fa tornare indietro nel tempo fino al 1976, anno in cui viene spacciato come “volantino di Villarjuif”. Ne aveva parlato perfino Paolo Attivissimo, che riporto con estremo piacere.

[Il] “volantino di Villarjuif” [era] un elenco ciclostilato di additivi alimentari pericolosi apparsa in Italia nel 76 a firma di un sedicente “Ospedale di Villarjuif (Parigi) specializzato nella lotta ai tumori”. La notizia passò di bocca in bocca, e -a detta del ripetitore di turno- si trattava di bocche qualificate: l’amico medico, il conoscente che lavora al Ministero della Sanità. Il volantino passò di mano in mano. Una mano ulteriore la diedero i giornali, che pubblicarono una delle innumerevoli fotocopie del volantino allarmistico. In Francia esiste un Centro Oncologico di Villejuif, (e non Villarjuif), i cui responsabili hanno dichiarato ufficialmente di non aver mai compilato liste di additivi alimentari cancerogeni. Nel ciclostilato erano elencate anche merendine, bibite, caramelle e aperitivi contenenti i pericolosissimi additivi: l’E141 e l’E460 (che sono in realtà la clorofilla e la cellulosa, presenti in tutti i vegetali), l’E153 (il carbone vegetale) e l’E407 (le alghe commestibili). L’E150 è il caramello, comunemente utilizzato per i dolci. Tutte sostanze innocue (o inesistenti, come l’E125). Come ciliegina sulla torta, l’additivo segnalato come il più tossico, l’E330, non é altro che acido citrico, contenuto in natura nei limoni.

Tra l’altro si spiega come mai la voce abbia continuato a girare:

Nonostante le autorità sanitarie abbiano più volte negato l’attendibilità di questo documento[, m]olti giornali prima la diedero per buona, poi cercarono di smentirla. Finendo per darle maggiore forza: “Le multinazionali produttrici degli additivi alimentari scendono in campo” fu il commento di molti lettori. La smentita venne considerata un trucco per insabbiare la vicenda: smentiscono, dunque mentono. (Sottolineatura e grassetto miei NdNinth) Risultato: la voce acquistò ancora più vigore, danneggiando decine di aziende. Tra gli altri, i produttori del rosso bitter Campari se la videro nera. La situazione si è sbloccata quando le norme CEE hanno abolito l’obbligo di apporre sui prodotti questa sigla.

La bufala è sopravvissuta nella stessa forma sotto nomi diversi, purché sempre riconducibili a centri di controllo oncologici famosi. Un po’ come quando mettono in bocca a Veronesi cose che non stanno né in cielo, né in terra.

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Il problema di questa lista è che sebbene l’errore clamoroso, vi si trovano comunque elementi tossici. Anche qui il buon Paolo Attivissimo ci viene incontro.

[O]ccorre chiarire la questione del dosaggio non considerato: è la dose che fa il veleno. Qualsiasi sostanza è tossica se ingerita in dosi sufficienti. Anche l’acqua e il peperoncino. Per contro, qualsiasi sostanza è innocua se ingerita in dosi sufficientemente piccole. In altre parole, non esistono sostanze “tossiche” in sé e per sé: dire che una sostanza è tossica senza far riferimento al dosaggio è soltanto fumo negli occhi.

Il buon senso ci induce a considerare tossica o non tossica una sostanza se ha effetti nocivi quando viene assunta in dosi che possono capitare nella vita di tutti i giorni. Per esempio, l’acqua non è considerata tossica perché normalmente si beve a bicchieri. Ma dieci litri d’acqua, ingeriti rapidamente, possono schiantare l’organismo (per sovraccarico ai reni, per esempio). Per contro, tutti consideriamo tossica la candeggina perché immaginiamo di ingerirne una sorsata. Ma un milligrammo di candeggina (una gocciolina) probabilmente non farebbe gravi danni (non ci provate, però, non vi voglio sulla coscienza).

Logicamente, se una sostanza è considerata tossica, è meglio ingerirne il meno possibile, ma sotto certe dosi non c’è alcun effetto tossico. L’importante è sapere quali sono queste dosi e fare in modo di restare al di sotto di esse (sottolineatura mia NdNinth), scoprendo quali prodotti le contengono. (Paolo Attivissimo)

Morale della favola: allarmismo ingiustificato.

Nel frattempo ho chiesto alla Casta della Scienza di trasferirmi a Ostia. Si dice che servano degli ottimi Calippi accompagnati da una birra gustosissima.

Er Nono

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