SkyTg24 titola:

“Bufu”, il neologismo della Dark Polo Gang entra nella Treccani

E all’Accademia della Crusca piglia un coccolone. Perché la notizia, come spesso capita in questi casi, viene data davvero male.

Bufu non è entrata in nessun vocabolario, come non ci sono entrate petaloso e altre parole che nel corso degli anni, per colpa di un pessimo sistema di fare informazione, secondo il grande pubblico sono state sdoganate.

Come ha spiegato la sempre brava Vera Gheno in un post su Facebook:

BUFU è stata inserita non nel Vocabolario, ma nella sezione Neologismi del sito di Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/bufu_%28Neologismi%29/); una specie di contenitore in cui si trovano parole “sotto osservazione”, ma che non è assolutamente detto che finiranno registrate nel vocabolario. Tanto per intendersi, è anche il posto dove si trova PETALOSO, altra parola che, al momento, non è registrata da nessun dizionario.

Perché potevo immaginarmelo? Perché un neologismo, per finire registrato nei dizionari, deve fondamentalmente avere tre caratteristiche:
– venire usato da un grande numero di persone;
– possibilmente in contesti differenti;
– per un periodo sufficientemente lungo di tempo.
Gli occasionalismi, cioè i tormentoni lessicali che magari durano una sola stagione, e i gergalismi, cioè le parole che vengono usate solo all’interno di un certo gergo (come, che ne so, PERCULARE) fanno, proprio per questi parametri, fatica a entrare nel vocabolario.

Chi, del resto, si prendesse la briga di fare un giro nella sezione Neologismi di Treccani, potrebbe anche notare che le voci non sono trattate in maniera pienamente strutturata, come normalmente lo sarebbero quelle davvero registrate nel vocabolario. Questa sezione, utilissima per vedere le nuove parole che emergono in italiano, non corrisponde, insomma, a una piena registrazione nel dizionario (tanto è vero che ci troviamo anche PERCULARE, per l’appunto http://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/perculare/).

C’è però un’altra cosa da far notare: la Dark Polo Gang non ha inventato nulla, a differenza di quanto titolano svariate testate. BUFU nasce nel 2001 come battuta in un film, “How High”, in italiano “Due sballati al college”.

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Viene usata su una felpa, ed era una parodia di un marchio d’abbigliamento: FUBU, For Us By Us.

La cosa non passò inosservata, ci fu una causa da parte di FUBU alla casa di produzione del film, causa che però finì in nulla:

In a short and to-the-point decision, the judge granted Universal’s motion for summary judgment, explaining Universal “used ‘BUFU’ as a parody, which is entitled to full protection under the First Amendment” and under case law “establishing ‘safe harbors’ for this form of comical expression.”

Quindi per riassumere, la Dark Polo Gang non ha coniato un bel niente, al massimo si è messa a riutilizzare un termine di 17 anni fa, termine che non è stato inserito nel vocabolario ma è solo tra i neologismi come parola “sotto osservazione”.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

BUFU…

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