Razzismo: casi veri, casi finti

maicolengel butac 7 Lug 2016
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ARTICOLO AGGIORNATO

razzismo

Ieri ho discusso a lungo online di due episodi di cronaca che negli scorsi giorni hanno riempito le pagine dei giornali, il caso dei due bengalesi picchiati ad Ascoli Piceno e il caso del povero Emmanuel picchiato (e mandato in coma irreversibile)  per strada solo perché difendeva la moglie.

Purtroppo sono due facce della stessa medaglia, da un lato un caso vero, atroce, un marito, sfuggito alle violenze di Boko Haram, arrivato in Italia con la moglie, la cui unica colpa era di non avere il nostro stesso colore della pelle picchiato a morte da un estremista invasato, dall’altro la storia dei due bengalesi picchiati ad Ascoli Piceno “perché non sapevano il vangelo”, storia che già da come la raccontavano i giornali puzzava di bufala.

La storia di Emmanuel mi si è presentata subito come tragicamente vera (una persona è morta, la causa è razzismo da qualsiasi lato la si voglia raccontare), mentre quella dei due bengalesi puzzava di bufala già da come veniva raccontata dai giornali che per primi l’avevano pubblicata. Nessuno che spiegasse chi, come e perché; si basava il racconto su non precisati testimoni e sembrava chiaro che nessuno dei giornalisti avesse parlato con le forze dell’ordine.

Ieri non potevo chiamare in Questura, ero oltre l’orario d’ufficio, oggi purtroppo la Questura non risponde al telefono, pur avendo provato più volte, ma sono riuscito a parlare con la Prefettura che mi ha risposto senza grandi dettagli, la storia è una bufala. Cosa sia successo esattamente non me l’hanno spiegato, ma come riportano in tanti è facile che sia un mix di pseudogiornalismo (gente che si è fidata di racconti non confermati e non ha fatto lo sforzo di sollevare la cornetta per una vera conferma) e cronaca (visto che invece sono confermate le lotte tra venditori di fiori in zona).

Purtroppo il fatto che in pochi giorni entrambi le storie siano finite sui giornali è un danno, perché quella dei bengalesi picchiati per il vangelo FALSA, oscura la tragica realtà dell’altra. E difatti tutti i siti estremisti che ben conosciamo qui su Butac del povero Emmanuel non fanno menzione, mentre sul fatto che la storia dei due bengalesi fosse falsa calcano molto la mano.

Sia chiaro, la storia per come la raccontavano i giornali suonava fasulla o comunque montata ad arte già dall’inizio e perché tanti si siano prodigati nell’affermare fosse vera per me resta un mistero. Ma credo che sia molto importante mettere in evidenza il più possibile l’altro caso, quello vero, quello tragico che vede una giovane sposa senza più suo marito, una donna che si è trovata a doversi difendere da un soggetto che per odio viscerale ha offeso e attaccato lei e suo marito per strada, senza un motivo preciso se non il colore della pelle.

Dove stiamo andando? Cosa sta succedendo a questo paese? Perché non vi rendete conto che ci sono politicanti (e giornalisti) che godono di queste notizie, che amano soffiare sul fuoco, che non vedono l’ora di aizzare le folle contro gli immigrati, contro quelli che non sono “italiani”?

Una delle mie più care amiche degli ultimi anni è cinese, cinese di Brescia, è nata in Italia e giusto ieri è stata premiata tra i migliori 238 studenti di tutta l’università di Bologna, su circa novantamila iscritti. Anche lei sin da quando è nata subisce razzismo per il solo fatto di essere asiatica, pur parlando con inflessione bresciana e pur essendosi integrata in Italia alla perfezione, qualche demente la giudicherà sempre solo per il colore della sua pelle, solo per la forma dei suoi occhi.

Ecco, io non ritengo degni d’essere chiamati italiani soggetti così, soggetti manipolati dai politicanti e giornalari di turno, soggetti che s’indignano per differenze etniche o religiose, soggetti che meritano solo l’esilio dal nostro bel paese.

Esiste solo una razza, ed è quella umana, se non lo capite le bestie siete voi.

Aggiornamento delle ore 12:30

Solo dopo aver pubblicato quanto sopra mi avete fatto notare che esiste una seconda versione dei tragici fatti di Fermo, versione che metterebbe la colpa dell’aggressione nelle mani di chi ora non può più difendersi, non posso dirvi quale delle due versioni sia quella corretta, perché i giornalisti che si sono occupati del caso rilasciano via via testimonianze discordanti fra loro, l’amico David ha provato a raccontarle tutte, anche se finché non avremo la versione degli investigatori si tratta solo ed unicamente di supposizioni basate su testimonianze che non è chiaro quanto siano o non siano attendibili. Ma resta un punto fermo, alla base di tutto c’è l’odio tra diverse etnie. E questo è e resta un male, un cancro che va estirpato!

maicolengel at butac punto it

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