Come cercare con successo su BUTAC

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Quanto segue è una piccola, ma spero utile, guida a come cercare se ci siamo già occupati di una notizia.

Le segnalazioni ci mostrano sempre più spesso come in pochi cerchino se abbiamo già trattato su BUTAC un determinato argomento prima di segnalarci una probabile bufala. La maggioranza di chi ci segnala notizie sui social si limita a scrollare la pagina per qualche secondo per decidere che probabilmente non l’abbiamo fatta e segnalarcela. Per vostra informazione al momento oltre agli autori siamo in tre a occuparci di BUTAC, Noemi, Elivet ed io. Elivet si occupa di rispondere ai messaggi alla pagina e mettere in evidenza segnalazioni importanti provenienti da Facebook, quando e come può, io e Noemi ci occupiamo di tutto il resto, dalla verifica degli articoli alla loro correzione, dal rispondere alle mail a gestire conferenze e progetti extra-blog oltre a seguire le sezioni commenti di blog e social network. Tutto questo purtroppo porta via infinito tempo alla quotidiana pratica del leggere le segnalazioni, figurarsi rispondere a tutti.

Imparare come trovare una bufala già trattata su BUTAC è semplicissimo, vediamo di capire insieme come fare.

Il motore di ricerca

Il punto di partenza per tutti è il motore di ricerca di vostra scelta, se siete da browser Google (www.google.com) è sempre la mia scelta preferita, ma da cellulare può essere che abbiate già un motore di ricerca preimpostato sul vostro telefonino. Il motore di ricerca non è altro che sito che tramite un semplice campo dove inserire del testo vi permette di cercare qualsiasi cosa sia stata indicizzata in rete. Tutti i siti indicizzati sono presenti e basta usare qualche semplice accorgimento per trovare qualcosa su di un sito specifico.

Copia e incolla

Cominciamo con il sistema più semplice per tutti, se vi viene linkata una notizia che appare come bufala la cosa più semplice da fare è copiare e incollare (sui cellulari di solito basta tenere premuto il dito sullo schermo in corrispondenza del testo che ci interessa per evidenziare le parole da copiare, da desktop si può selezionare il testo e poi copiarlo tramite il comando CTRL+C (copiamo) e CTRL+V (incolliamo). Prendiamo così una o due frasi significative e le incolliamo nel campo ricerca del vostro motore preferito anteponendo al tutto la parola “BUTAC” o “BUTAC.it”. Se su BUTAC è presente qualche articolo collegato lo troverete in pochissimo tempo.

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Gli operatori di ricerca

Volendo potete fare ancora di più usando Google, esistono difatti specifici “operatori” che possiamo utilizzare per restringere il campo di ricerca. Volete trovare qualcosa che si trova su un social network? Anteponete @ e il nome del social network a cui fate riferimento per trovare solo risultati relativi a quel determinato social. Volete cercare una frase specifica? Potete inserirla “tra virgolette” così Google saprà di dover cercare esattamente quella frase. Volete cercare solo su un sito specifico? usate site: seguito dal sito di riferimento, in questo caso dovreste fare site:butac.it

Su moltissimi telefoni è possibile avere la barra di ricerca direttamente sulla home page o con qualche scorciatoia, così da limitare al massimo lo sforzo, ci basterà clikkarci sopra, digitare BUTAC, incollare il testo della bufala che stiamo cercando e il gioco è fatto.

Prova su strada

Sta circolando la storia dei bambini che vi chiedono aiuto per strada per farsi riportare a casa, mentre in realtà sarebbero complici di farabutti, ladri, stupratori e probabili assassini.

L’AVVISO E’ DIRETTO A TUTTI COLORO CHE GUIDANO!!! FATE ATTENZIONE E FATE GIRARE QUESTO ARTICOLO!!

Se nel vostro quotidiano vi capita di incrociare per strada o in altri luoghi comuni bambini che piangono e vi dicono : “Mi sono perso, portatemi a questo indirizzo…!!”
Non fatelo nel modo più assoluto, prendete il bimbo e recatevi al più vicino comando di polizia o carabinieri, perché questo è un nuovo sistema inventato dai maniaci e da persone cattive e violenti che usano per adescare donne e poi violentarle.
PASSATE PAROLA – E SOPRATTUTTO PER LE DONNE CHE GUIDANO È IMPORTANTE LEGGERE QUESTE RIGHE.

Bastava copiare ed incollare il testo dell’articolo (il titolo lo modificano spesso nelle notizie copia e incolla) e voilà:

Questa notizia usata come esempio l’avevamo trattata nel 2015, l’hanno trattata anche tanti colleghi negli anni, una ricerca su Google avrebbe permesso a chiunque di trovare la sbufalata, non farla è segno di pigrizia. Pigrizia che va combattuta se si è appassionati di corretta informazione. BUTAC, come anche altri colleghi demistificatori, non sono qui per farvi da assistenti, ma per cercare di combattere la disinformazione, in ogni suo aspetto.

Un altro esempio di ricerca è legato a una notizia che parla di vaccinazioni. Nelle ultime 36 ore gli articoli che riportano questo titolo e questa immagine ce li avete segnalati a decine.

Adesso è ufficiale, siamo tutti in pericolo, ma l’ordine dato ai media è: “Non dite nulla alla gente”

L’articolo pur riprendendo il titolo da pezzi complottistici sulle scie chimiche parla di vaccinazioni pediatriche, la storia è vecchia e nota, qui su BUTAC l’abbiamo già trattata in più di un articolo qualche mese fa. Sensazionalismo e allarmismo, null’altro, lo studio a cui si fa riferimento porta le firme di soggetti che conosciamo bene su BUTAC. Sarebbe bastato cercare “BUTAC vaccini e Germania fiale analizzate” per trovare subito il nostro articolo del 23 febbraio 2017:

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Cercando con altri chiavi di ricerca sempre provenienti dal pezzo de Il Fatto dal Web ne avreste trovati altri, perché sullo studio delle fiale in Germania abbiamo parlato più volte. Con fonti, link, spiegazioni. Io onestamente fossi in un genitore preoccupato mi sentirei molto preso per i fondelli da un articolo con quel titolone da complottista di scarsissimo livello. Ma pare l’articolo abbia oltre 25mila condivisioni, il nostro se andrà bene supererà di poco le mille.

Concludendo

Imparare a cercare su Google o su altri motori di ricerca significa provare ad aiutarci nello scavare in quest’immensa montagna di letame col cucchiaino da caffè.

Dover essere noi a fare la ricerca per voi è frustrante, sembra di essere di fronte a un muro di gomma, che rimbalza qualsiasi sforzo atto a darvi gli strumenti per essere voi stessi verificatori dei fatti.

Perdere tempo a rispondere ai tanti che non sono capaci di usare i motori di ricerca sta diventando un impegno a tempo pieno quando BUTAC continua a essere un’attività volontaria, sono anni che veniamo accusati di essere pagati dai poteri forti, beh a volte mi piacerebbe vedere questi “poteri forti” sganciare soldini, almeno avremmo modo di tirare su una vera redazione. BUTAC, pur avendo amici che donano via Paypal o Patreon, ha entrate che non superano i 400 euro al mese, che tolte le spese significano davvero il nulla. Quando non vi rispondiamo o magari sembriamo sgarbati non vogliatecene, è che essere trattati come il cavalier servente della bufala alla lunga logora.

maicolengel at butac punto it

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