La brutta abitudine di fermarsi al titolo!

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CHIAMATEARMI-BLITZQUOTIDIANO

Da ieri circola sui social il link ad un articolo di BlitzQuotidiano.

titolo attira uTonti

Il titolo messo così è un classico esempio di clickbaiting, si spinge il lettore ad andare a vedere cosa stia succedendo, se non a condividere direttamente senza neppure andare a leggere la vera notizia.

Lo si spinge in maniera oltremodo truffaldina, visto che si parla di migliaia di lettere ricevute. Quando basterebbe fare lo sforzo di andare a verificare la notizia per accorgersi che:

“Chiamata alle armi” contro terrorismo: ma lettera è scherzo

La lettera di arruolamento aveva il simbolo del ministero. Ma era uno scherzo. 

“Oggetto: addestramento formativo militare Classe 1985-1986-1987-1988-1989-1990″. Inizia così la lettera di “chiamata alle armi” che alcuni cittadini del comune di Cinto Caomaggiore, in provincia di Venezia, si sono visti recapitare a casa. Le giovani leve italiche sarebbero state chiamate ad un arruolamento coatto “nell’Esercito italiano, visto lo stato di allerta che ha colpito l’Italia”.

Cinto Caomaggiore è un comune da 3282 abitanti, anche volendo non credo che ci possano essere MIGLIAIA di nati nelle classi sopraindicate, quindi anche il claim iniziale era fuffa, le lettere arrivate a Cinto se sono molte sono nell’ordine delle poche centinaia.

Ma se condividiamo da BlitzQuotidiano in maniera normale l’articolo mostra fin da subito lo “scherzo”:

blitz1armi

È solo al primo giro della notizia che hanno sfruttato il trucchetto, portando sul loro sito chiunque si fosse incuriosito. Per fortuna dai like sembra pochi.

Ma il problema non sono quelli, ma i tanti che pur “preoccupati” dalla cosa non abbiano indagato neppure andandosi a leggere l’articolo stesso di Blitz, articolo che appunto fin da subito spiega lo scherzetto.

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Questo non è giornalismo, questo è puro e spudorato clickbaiting. Lo stesso che da BlitzQuotidiano viene usato in migliaia di altri casi, l’idea che abbiano oltre 70mila follower mi lascia sempre stupito. Ma (per fortuna) a combattere questo tipo di acchiappa lettori siamo sempre di più. Peccato che al tempo stesso ci siano ancora tanti che commentano e condividono senza neppure prendersi la briga di leggere tutto. Ecco quelle sono persone per cui non ho alcuna stima.

Siate Utenti, non uTonti.

maicolengel at butac.it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.