Il Codacons e le vaccinazioni pediatriche

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C’è poco da fare, le iniziative regionali in favore dell’obbligo delle vaccinazioni pediatriche per i bambini che vogliono iscriversi alla scuola materna e agli asili sono servite perlomeno a far gettare la maschera ad associazioni e siti che fino a poco tempo fa cercavano di tenere i piedi in più staffe. Qualche giorno fa abbiamo parlato di come AttivoTV si sia mostrato per quello che realmente è, un sito di antivaccinisti che se ne infischia di far girare storie vecchie di due anni se possono servire ad allarmare i genitori e a farli indignare contro chi ha proposto l’obbligo vaccinale.

Oggi parliamo, per l’ennesima volta, del Codacons. Un’associazione nata con lo scopo di difendere i consumatori, un’associazione che viene citata come affidabile dai giornalisti che la nominano più e più volte nei loro articoli. Ma evidentemente sul tema vaccinazioni il Codacons di affdabile non ha proprio nulla. Vediamo come titolavano qualche giorno fa:

VACCINI: I TRIBUNALI ITALIANI SI SONO ESPRESSI CONTRO OBBLIGO VACCINAZIONE PER INGRESSO IN SCUOLE E ASILI

La notizia è grossa, quindi i tribunali italiani secondo il Codacons avrebbero detto che l’obbligo vaccinale non va bene. Siamo sicuri? Sentiamo cosa ci spiegano nel loro articolo:

“quanto all’asserita impossibilità dell’oggetto della delibera, che riguardando solo le vaccinazioni obbligatorie, implica la possibilità per i cittadini di sottoporre i loro figli alle sole vaccinazioni per le 4 malattie citate, laddove secondo i ricorrenti non esisterebbero nel mercato e nelle strutture pubbliche vaccini limitati a dette 4 vaccinazioni… non si può costringere nessun genitore a sottoporre il figlio alla vaccinazione non obbligatoria per legge, quindi è indiscutibile il suo diritto ad accettare solo quelle obbligatorie e non le altre“.

Queste sarebbero le conclusioni, a detta di Rienzi, di una sentenza del TAR del Friuli. Conclusioni pesanti, che secondo Rienzi aprirebbero la strada a migliaia di ricorsi da parte di genitori arrabbiati. Conclusioni che però sembrano non esser così definitive visto che su Il Piccolo troviamo un articolo che sostiene esattamente l’opposto:

Nelle motivazioni della sentenza, il Tar sottolinea che in Italia l’obbligo per l’antidifterica, l’antitetanica, l’antipoliomielitica e l’anti epatite B non è mai stato abrogato e che «si è solo consentita una specie di obiezione di coscienza» che non comportava conseguenze per l’iscrizione dei figli.

Questo avveniva in passato, mentre oggi non è più possibile opporsi, proprio perché il Comune ha emanato un nuovo regolamento sui temi della precauzione e della salute pubblica. Il municipio è «legittimato» a farlo.

Non è in discussione la potestà genitoriale, ma come quest’ultima deve cedere il passo all’interesse generale. L’iscrizione a un asilo comporta in effetti la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, puntualizzano i giudici amministrativi, «per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di precauzione sanitaria, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri».

Quindi, visto quanto riportato dal TAR del Friuli, l’interpretazione del CODACONS è quantomeno fantasiosa.

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Ma non è finita qui, perché sempre in questi giorni il CODACONS ha titolato anche su un’altra sentenza:

VACCINI: CASSAZIONE RIBALTA DECISIONI SU DANNI DA VACCINAZIONE. BIMBO RIMASTO DISABILE A CAUSA DEI VACCINI OBBLIGATORI VA RISARCITO

Ma anche qui come ci spiega RiV le cose non stanno come titolato:

…il Ministero aveva contestato al danneggiato il superamento del termine di decadenza, previsto dalla legge, per poter chiedere il risarcimento. Secondo la famosa legge 210/92, infatti, c’è un termine di 3 anni in cui può essere presentata la domanda di indennizzo. A detta degli avvocati del Ministero della Salute questi 3 anni erano passati quando è iniziato tutto l’iter mentre la Corte di Cassazione ha ricordato loro che i 3 anni partono da quando gli accertamenti medico-legali hanno stabilito il nesso di causalità.

Quindi, la Corte di Cassazione non si esprime sul nesso di causalità e non sentenzia che la patologia da cui è affetto il ricorrente sia stata o meno causata dal vaccino ma solo sul dato contestato dal Ministero.

Avete letto tutto con attenzione? Bene, se trovate testate giornalistiche che riportano solo la versione del Codacons sappiate che vi trovate di fronte a redazioni che non sono interessate a fare informazione, ma solo a diffondere allarmismo e disinformazione.

Io fossi in voi cambierei letture.

BUTAC fa parte di TeamVaxItalia, e insieme a RiV, IoVaccino e tantissime altre realtà di divulgazione cerca di portare avanti un po’ di corretta informazione sulle vaccinazioni pediatriche, a differenza dei tanti giornali che da sempre ritengono il Codacons una realtà davvero in difesa del consumatore.

maicolengel at butac punto it

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