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La corretta informazione non esime dalle responsabilità di cui si fa portatrice, fra le quali non dovrebbe mancare l’applicazione dello spirito critico in qualunque momento.

Uno degli amministratori de Il degrado mentale degli utenti vegazzari pubblica sulla propria pagina un articolo di DirettaNews.it, datato 6 novembre 2015 (occhio alla data). L’intento alla base della pagina sarebbe quello di perculare pesantemente una certa marmaglia antisociale ed elitista che si nutre di disinformazione.

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E lo fa con un articolo decisamente grossolano.

“Come si fa a rimettere il tappo ad una bottiglia di Champagne?
Chiedetelo a un vegano!”

Sono ore che mi solletico le ascelle e continuo a non trovarci nulla di divertente. Capiamoci: il riferimento va a quella ondata di certi salutisti dell’ultimo giorno che “godono” delle malattie ottenute da chi non è “come loro”. Il fatto è che si tratta, da parte di Degrado, di una mossa suicida.

L’articolo di DirettaNews titola e scrive di un presunto dietrofont da parte dell’Organizzazione Sanitaria Mondiale (OMS). Il riferimento è al putiferio sollevato dopo la “rivelazione scottante” sulle carni rosse.

Carni rosse, il dietrofront dell’Oms: “Mancano dati certi”

Hanno il sapore del dietrofront le parole di Kurt Straif, responsabile del Programma monografie dello Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, braccio operativo dell’Oms, che nelle scorse settimane aveva annunciato di voler includere la carne trattata – nello specifico carne rossa e insaccati – nell’elenco degli alimenti pericolosi per il cancro, scatenando un autentico putiferio. “Non era allarmista l’annuncio sul pericolo di sviluppare tumori mangiando carni rosse e lavorate”, si giustifica ora Straff, che aggiunge: “Sì, ci sono dei rischi ma i risultati finali dello studio, pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, saranno resi noti soltanto a metà del 2016”.

Interessante! Non si ricordava un dietrofront così impacciato da… boh, direi da quando tutti i politici hanno cambiato casacca. Un evento storico, senza ombra di dubbio, ma non trovate che manchi qualcosa? Insomma, qual è la fonte di questo dietrofront?

DirettaNews non lo fornisce. Anzi, ricorre a un pessimo espediente acchiappaclick: ciascun link fornito rimanda ad altri articoli ospitati sullo stesso sito della notizia. Inutile dire che si tratta di puro sciacallaggio parassitico: l’articolista di DirettaNews, non pago di avervi fornito un’informazione incompleta, si permette addirittura di guadagnare dai vostri click, proponendovi altro materiale grossolano di produzione propria .

La disonestà intellettuale di DirettaNews non finisce qui. Una rapida ricerca ci porta all’origine di quelle frasi: un’intervista a Kurt Straif rilasciata il 27 ottobre 2015 per EuroNews. Esatto: ben 10 giorni prima del pezzo redatto dall’articolista. Non esattamente l’argomento del giorno, non credete?

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Kurt Straif (AIRC)

Sandrine Delorme conduce l’intervista al dottor Kurt Straif subito dopo quanto diffuso dall’AIRC, di cui potete trovare una comoda spiegazione qui, a cura del dottor PA. Oltre alle opportune domande di approfondimento, il dottore viene incalzato da una frase del ministro francese per l’agricoltura, Stephane Le Fol; secondo tale ministro, l’AIRC non avrebbe dovuto divulgare una notizia del genere.

Euronews: “France’s Agriculture Minister Stephane Le Fol has said, “I don’t want a report like this spreading panic among people.” Hasn’t the Cancer Research Agency (IARC) been quite alarmist with this report?”

La domanda è abbastanza eloquente e vorrebbe mettere in luce un possibile allarmismo da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. La risposta di Straif lascia ben intendere che non è l’informazione in sé (la cancerogenicità della carne rossa o trattata) a essere allarmistica, quanto piuttosto il modo in cui essa è stata maneggiata e data in pasto all’opinione pubblica.

Straif: “No, I don’t believe we are alarmist at all. We [the IARC research scientists] state clearly what we have evaluated and of course we have also quantified the risk. From that, it’s up the government [policy makers] or individuals to decide what to do with the information. It’s rather others that are alarmist, but we’re not.”

Il riferimento ai titoli gridati delle testate internazionali non manca: poco prima, interpellato sul rischio cancro, Straif spiega che quello legato alla carne rossa e trattata non è eguale a quello del tabacco, poiché il fumo è “chiaramente legato” a venti tipi diversi di neoplasie.

euronews: “What level of meat consumption will raise our risk of getting cancer?”

Straif: “There was an approximately 18% increase in risk for every 50 gram portion of processed meats eaten daily. The risk is not as strong as from tobacco. Smoking is clearly linked to around 20 different cancers. Other risks are from exposure to asbestos or air pollution, for example.”

Una cosa che farebbe fischiare le orecchie degli articolisti di DirettaNews… come dite? Non lo avete mai fatto? E questo cos’è, il figlio del peccato?

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No, dico: ci vuole una laurea per riportare esattamente ciò che è stato detto? Forse quelli di DirettaNews erano troppo impegnati a pigiare F5 sulla pagina di Lucia Javorčeková, mentre tutti gridavano di uscirle. Per loro, ha senso pubblicare un articolo impreciso, senza controllo, con un titolo allarmistico e infondato, due giorni prima dell’annuncio da fonti autorevoli. Perché aspettare? L’occasione fa l’uomo ladro di click e soldi dalla pubblicità! Giusto, Libero?

Nessun dietrofront, dunque. Siti come DirettaNews.it sono il frutto della sfiducia nell’informazione e nella capacità di ricevere notizie imparziali da parte dei quotidiani di sempre, percepiti come “organi di partito” e votati a una “disinformazione di regime” (quale dei tanti avuti in Italia?). Questi siti pensano all’informazione alla stregua di come Pierre Cardin guarda alla moda prêt-à-porter: “questa notizia sta bene condivisa su Facebook e raccontata con piglio ammiccante, o con un titolone urlato? Tanto la gente non bada al contenuto, l’importante è che si veda bene allo specchio.”

Sono siti disinformativi da cui tenersi alla larga – o quantomeno metterli nella black list di AdBlock. E Il degrado mentale degli utenti vegazzari, con questa condivisione, dimostra l’esatto contrario di ciò che pretende di insegnare ai suoi utenti.

L’abilità di distruggere il sancta sanctorum dei vegani o dei cialtroni è insignificante, in confronto alla potenza dello spirito critico. Quello stesso spirito critico che è stato adoperato da uno degli utenti, e al quale Degrado è stato richiamato, ma che l’admin ha bellamente deciso di ignorare mettendo in ridicolo la questione, idioticamente mancando il punto della stessa critica.

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Bufala? Ma dove? L’OMS ha dichiarato che i dati certi si sapranno a metà 2016. E sai che delle carni lavorate di cui parla l’OMS in Italia non vengono praticamente vendute? Ah questo non lo sapevi? E NON tutte le carni rosse causano NON TUTTI i tipi di cancro.
Però poi siamo noi a fare disinformazione.
CLAP CLAP CLAP

Già me lo immagino, mentre prova l’applauso finale, di fronte al riflesso dello schermo.

Così come qualche giornalista sciacallo fiuta l’affare riproponendo i propri link per aumentare i soldi dalla pubblicità, lo stesso può fare quel tipo di pagine che si vantano di andare contro un certo target, con tanto di dichiarazione d’intenti. Non è così che si conduce una guerra – e cito! – contro “tutti coloro che diffondo la pseudoscienza […] con i loro strumenti di disinformazione e decontestualizzazione”. Così si fa scempio della corretta informazione e rendete la razionalità una sgualdrina.

Siate scettici, siate diffidenti. Non basta mettere in mostra il santone di turno, o il vegano che spara stronzate: chiunque ha un bias cognitivo, che ne sia conscio oppure no.

Il Ninth
([email protected])

P.S. (di maicolengel)

La notizia è stata ripresa anche da tantissime altre testate italiane, sintomo che la verifica dei fatti, anche su notizie di questa importanza non la fa proprio più nessuno. È triste vedere il giornalismo italiano andare così a ramengo.