Quanto segue non sbufala nulla, il sito di cui parliamo esiste, e tratta una sorta di educazione sessuale, se siete qui solo per sapere cosa è vero o falso questo articolo non ha nulla d’interessante, potete proseguire oltre!

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Prendiamo due giornali, Il Giornale e The Times britannico, due testate che hanno storie diverse, ma che bene o male sono testate nazionali. Nei giorni scorsi una notizia è apparsa su entrambe le testate, la stessa identica notizia, così ha titolato il Times:

Website tells migrants how to handle the Germans

Così il Giornale:

Ecco il manuale che spiega ai migranti come fare sesso con le donne europee

L’immagine di apertura scelta dal Times:

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L’immagine di apertura scelta dal Giornale:

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L’apertura del Times:

Germany has set up a website for migrants giving explicit advice on how to have sex and behave in relationships as part of a drive to educate its 1.1 million new arrivals in the cultural norms of their adopted country.

Quella del Giornale:

Il governo tedesco ha inaugurato una pagina web esplicitamente illustrata dedicata esclusivamente a promuovere il sesso interrazziale tra “rifugiati” non bianchi e persone europee.

Questa è la pagina di apertura di zanzu.de, il sito realizzato dal governo tedesco:

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Il sito è, come spiegato da entrambi le testate, creato per aiutare le relazioni personali di carattere sessuale tra etnie e tradizioni totalmente differenti. Ma mentre il Giornale usa toni forti, il Times spiega in maniera pacata il perché e il percome. Senza per forza ricorrere a frasi lievemente razziste, decisamente supponenti, come quel rifugiati tra virgolette. Ma come? Zanzou spiega chiaramente che è stato realizzato per migranti (non immigrati, non rifugiati),  in particolar modo quindi si rivolge soggetti che non hanno intenzione di fermarsi a lungo in Germania. Le lingue in cui è tradotto sono 12: tedesco, inglese, francese, russo, turco, farsi, bulgaro, polacco, albanese, rumeno, spagnolo e olandese. Perché dovrebbe rivolgersi solo ai “non bianchi”?  Il Times parla di migranti, nessuno cerca di passarlo come un sito specializzato per rifugiati. Anche “non bianchi” viene evidenziato più volte nell’articolo del Giornale (basandosi solo sul fatto che alcune immagini ritraggono persone di colore diverso, ma da nessuna parte è detto che sia rivolto a “non bianchi”, la differenza di colore è solo per evidenziare due persone che vengono da posti diversi). In quello del Times come su Zanzou stesso questa precisazione non viene mai fatta. È vero, in alcune immagini si vedono persone di colori diversi, ma in altre sono tutte dello stesso colore. Se è per questo si vedono anche organi sessuali maschili e femminili di forme e dimensioni diverse.

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Non è un sito per “non bianchi” ma uno strumento per tutti. Sostenere diversamente non è fare giornalismo, ma cercare un pubblico composto da analfabeti funzionali, non c’è da andarne fieri.

Zanzu spiega moltissime cose, per immagini, usando linguaggi visivi, quindi si parla di malattie, di comportamenti, di situazioni, di aiuti, tante informazioni pertinenti l’educazione sessuale, e tante altre riguardo la legislazione vigente. Un vademecum utile, specie a chi non padroneggia la lingua del paese ospite.

Voi lo capite che pur essendo la stessa notizia letta con qui due titoloni lì prende tutt’altra direzione? In un caso è qualcosa per cui scandalizzarsi, nell’altro si tratta di informazione pura, senza etichette, senza giudizi. Quello dovrebbe essere il mestiere del giornalista, quello dovrebbe essere “dare una notizia”. Sta al lettore decidere come sentirsi, decidere come la pensa, magari approfondire seguendo i link forniti, non all’autore del pezzo. Non in questo caso. Un editoriale può essere un modo di dare la propria opinione, ma le pagine chiamate cronaca (non politica) dovrebbero sempre cercare di riportare i fatti, solo quelli, meno sono gli aggettivi che si usano meglio è. Ma ovviamente questa non è una “legge”, solo la misera opinione di uno che non sa scrivere e neppure debunkare, pagato dai poteri forti per disinformare, è la dura vita del blogger.

C’è un bell’articolo che spiega ed analizza tutto il sito Zanzou e le distorsioni fatte dal Giornale (simili a quelle fatte anche da altri) lo trovate qui a firma Davide Bennato.

Qui sotto nei commenti mi viene evidenziato che anche il Times strumentalizza in parte la cosa, visto che comunque usa il titolone sui Tedeschi e parla di sensibilizzazione dopo i fatti di Colonia, la cosa più importante però che mi viene evidenziata (grazie Frauke) è che il sito esiste già da Novembre in versione belga, realizzato da centro di esperti per l’educazione sessuale (fiammingo). Oggi è solo stato ampliato localizzando alcune parti del sito e aggiungendo lingue alle traduzioni. Onestamente a me il pezzo del Times non era sembrato così strumentalizzante, ma posso sbagliarmi.

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maicolengel at butac.it

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