SPAZIOFUFFA

Dato che qualcuno si è lamentato perché stiamo trascurando il filone paranormale/antichi misteri, ho deciso di analizzare un bell’articolo di un blog che già ha regalato tante emozioni a noi di Butac.it

alieniSì, non è un articolo nuovo, ma mi è capitato questo link tra le mani e mi sembrava un peccato lasciarlo scappare. L’Universo Vibra è un blog di informazione alternativa che ha anche un ottimo metodo di creazione degli URL

http://blog.luniversovibra.com/non-tutti-i-presenti-alla-conferenza-ha-concordato-con-le-teorie-degli-esperti-dr-seth-rausch-uno-storico-tedesco-pensa-sono-andati-troppo-in-la-chiamando-la-civilta-marziana-atlantide-non/

Vediamo cosa ci raccontano:

Alcuni scienziati svizzeri sostengono che si può dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la città perduta di Atlantide era su Marte e i suoi astronauti commerciavano con l’antico Egitto per un periodo di tempo significativo!

Ancora più incredibile, sostengono di avere le prove per dimostrare che il leggendario “Re Tut”, morì in un incidente spettacolare di una navetta spaziale con equipaggio alieno.

“La civiltà marziana è stata distrutta da un meteorite, mentre l’Egitto era ancora ai suoi inizi”, ha detto il Dott. Stephan Weisz ad un raduno di giornalisti e scienziati a Berna, in Svizzera. Ma gli Atlantidei hanno lasciato il segno sia sulla Terra che su Marte. Le fotografie ‘top secret’ scattate su Marte da sonde americane, mostrano chiaramente i resti di templi sulla superficie del pianeta rosso (che rosso non è).

“Le Piramidi d’Egitto e la capacità di mummificare il corpo umano, sono sicuramente il frutto di tecnologie che non hanno avuto origine sulla Terra, ma da qualche altra parte, in questo caso Marte. E’ nostra convinzione che gli Atlantidei abbiano donato queste tecnologie agli egiziani in cambio di oro.”

Il Dr. Weisz e un suo collega, l’egittologo Conrad Vetsch, hanno affermato che una pergamena egiziana recentemente decifrata, li ha portati a credere che Atlantide fosse situata su Marte. Il rotolo descrive una civiltà tecnologicamente avanzata esistente oltre il nostro pianeta “nel vasto oceano nero dello spazio.”

Si allude anche ai viaggi spaziali e all’uso di una navetta per trasportare gli extraterrestri su una nave madre spaziale legata alla superficie della Terra.

“I ricercatori sanno da tempo che gli egiziani sono stati esposti al volo perché un modello elaborato di quello che loro chiamano un aliante, è stato trovato nella tomba di Tut”, ha detto il Dott. Weisz al gruppo. “Alla luce delle informazioni raccolte dalle pergamene, ora vediamo che l’aliante era infatti la replica di una navetta spaziale; ed è proprio questa navicella spaziale ad essersi schiantata con a bordo Re Tut”.

Non tutti i presenti alla conferenza hanno concordato con le teorie degli esperti. Il Dr. Seth Rausch, uno storico tedesco, pensa che i ricercatori svizzeri siano andati troppo in là, chiamando la civiltà marziana Atlantide: “Non dubito che gli Egiziani fossero in contatto con gli extraterrestri”, ha detto l’esperto, “ma fino a quando non ispezioniamo le rovine su Marte, non c’è modo di sapere se sono i resti di Atlantide. A mio parere, se Atlantide è esistita, è esistita qui sulla Terra.”

L’astronomo norvegese Elling Gade, ha concordato che: “Atlantide sarebbe potuta essere la colonia di una civiltà aliena, ma sicuramente si trovava su questo pianeta”.

Come mai questi scienziati, che conoscono e dimostrano l’inter-azione dell’antico Egitto con gli alieni, non si sorprendono circa i templi presenti su Marte?

Di cos’altro le élite scientifiche sono consapevoli, che noi non conosciamo? Perché pensano che la nostra storia e le cose che possono determinare ciò che siamo, siano fuori dalla nostra preoccupazione?

Come vi abbiamo insegnato si cerca subito se c’è un link alla fonte – è ovvio che non è farina del loro sacco, infatti questo “articolo” ha girato su tutti i blog italiani di cose alternative – e questa volta c’è, ma è un file PDF di una newsletter, del 2009, immancabile anche il viaggio nel tempo del bufalorologio, hostato sul sito del Fitzwilliam Museum dell’università di Cambridge. La fonte allora è autorevole questa volta! Non proprio, perché in realtà quella non è la fonte della notizia, ma semplicemente una newsletter sulle antichità, dove hanno riportato la vera fonte annunciandola così:

And now…we know for certain what happened to cause the demise of that most famous Pharaoh, Tutankhamun!  Forget palace intrigue, forget hunting accidents, forget food poisoning from eating a bad hyena pizza.  We have the real answer!!!!!

Credo sia abbastanza chiaro che venga presentato come un articolo DA RIDERE, una stupidata che hanno trovato online e che riportano in chiusura delle newsletter come contenuto simpatico. E il link è questo, che si presenta così:

weeklyCon un po’ di magia del web però possiamo vedere la pagina come si presentava nel 2012:

BERN – Swiss scientists say they can prove beyond a doubt that the Lost City of Atlantis was on Mars, and its astronauts traded with ancient Egypt for thousands of years!

Even more incredible, they claim to have the evidence to show that the legendary King Tut died spectacularly in a space shuttle crash with an alien crew.

“The Martian Civilization destroyed itself or was destroyed by a meteor while Egypt was still in its prime,” Dr. Stephan Weisz told a gathering of reporters and scientists in Bern, Switzerland. But the inhabitants left their mark both on Earth and Mars. Top secret photographs taken by America’s Martian probes clearly show the remains of temples on the surface of the planet.

“Egypt’s pyramids and the ability to mummify the human body are definitely the result of technologies that originated not on Earth but someplace else, in this case Mars. It is our belief that the Atlantans traded these technologies to the Egyptians for gold.”

Dr. Weisz and a colleague, Egyptologist Conrad Vetsch, said that a recently deciphered Egyptian scroll first led them to believe that Atlantis was located on Mars. The scroll describes a technologically advanced civilization existing beyond our own planet “in the vast, black ocean of space.”

It also alludes to space travel and the use of a shuttle craft to ferry manlike extraterrestrials from a space-bound mother ship to the surface of Earth.

“Researchers have long known that the Egyptians were exposed to flight because an elaborate model of what they called a glider was found in Tut’s tomb,” Dr. Weisz told the group. “In light of information gleaned from the scrolls, we now see that the glider was in fact the replica of a space shuttle. And it was just such a space craft that crashed with Tut aboard.”

Not everyone attending the conference agreed with the experts’ theories. Dr. Seth Rausch, a German historian, thinks they went too far in calling the Martian civilization Atlantis. “I don’t doubt that the Egyptians were in contact with extraterrestrials,” said the expert. “But until we actually inspect the ruins on Mars, there is no way to know if they are the remains of Atlantis.”

“In my opinion, if Atlantis did exist, it existed here on Earth.”

Norwegian astronomer Elling Gade agreed. “Atlantis might have been the colony of an alien civilization. But it most definitely was located on this planet,” he said.

Ecco a voi il testo originale per correttezza di informazione. Come possiamo vedere però non ci sono date e nessun dato preciso sul dove e sul perché giornalisti e scienziati fossero riuniti. Prima di analizzare il testo però mi voglio soffermare sulle foto che vengono prodotte. Soprattutto questa:

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In basso, Piramidi e Templi su Marte

Ora, guardate quella foto, come è possibile che sia di Marte? A parte la stranezza di essere in bianco e nero, da che cavolo di angolazione è stata fatta? Poi, quella roba in basso a destra sono chiaramente alberi e quella chiazza scura è un lago o una piscina artificiale considerando la forma. Ricorda stranamente le foto di Stonehenge di inizio 1900 che avevo trattato per un’altra bufala. Infatti la foto è del pianeta Terra, più precisamente in Iran:

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Il palazzo di Firouzabad

Stranamente la foto è stata ritagliata togliendo la didascalia – foto aerea del 1936 – e sul web è stata riciclata prima come costruzione sulla Luna, dopotutto il colore sarebbe più adatto, e una volta che è circolata centinaia di volte e quando il quoziente intellettivo è stato fatto scendere abbastanza è stata riciclata come costruzione su Marte. L’immagine tagliata l’ho trovata su centinaia di blog in tutte le lingue immaginabili! L’attività di riciclaggio senza cervello che viene fatto su questi blog delegittima già da sola l’affidabilità di qualsiasi cosa che venga scritto da loro. L’altra foto è di una delle “statue marziane”, cioè di quelle strutture in pietra che sembrano statue.

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collage professionale

Se la “statua” vista così può sembrare impressionante, rende un po’ meno vista nel suo contesto reale:

marspiccw7Che senso avrebbe costruire una statua lì? Inoltre ci sarebbe solo la testa e non assomiglia per niente alle statue egiziane messe a confronto. Non sto a tirare fuori la questione pareidolia, già trattata centinaia di volte quando si analizzano queste cose. Sulla frecciatina sul colore del pianeta – “che rosso non è“- potete leggere qui. Passiamo ai nomi.

Stephan Weisz: scienziato in non si sa cosa, cercando online c’è un ingegnere software della Intel, un rabbino morto nel 1949, e un medico di fine 1800.

Conrad Vetsch: egittologo, c’è un oculista a Richmond, un parlamentare del Cantone dei Grigioni e un ragazzo di un liceo francese.

Seth Rausch: storico, troviamo un batterista e un viner.

Elling Gade: astronoma, non cerco neanche.

OK, quindi i quattro esistono solo in questa storia. Non ci sono le foto super segrete delle quali parla Weisz, non ci sono tracce della pergamena di Vetsch e Rausch nella storiella ha il ruolo di persona esterna che, anche se in disaccordo, supporta l’idea delle rovine su Marte, delle quali non abbiamo nessuna foto o dato.

Perché i marziani avrebbero dovuto scambiare le tecnologie per mummificare e costruire le piramidi con l’oro? Considerando che viaggiavano nello spazio, non erano in grado di estrarselo da soli? Non soddisfatto del tempo perso finora ho deciso di cercare la fonte più vecchia possibile della storia. Eccola:

1994

Un fantastico tabloid Weekly World News del 1994 (il bufalorologio è esploso in questo momento), dove scopro che i nomi dei personaggi coinvolti sono diversi, quindi loro stessi – Weekly World News – hanno riciclato la notizia cambiando i nomi dei personaggi di fantasia. Per capire di che razza di giornale si sta parlando basta leggere la pagina “About” sul loro sito, dove troviamo anche questo:

mib2Direi che posso chiudere qui. 😀

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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