ELETTROSMOG

ELETTROSMOG? No, elettrobufale!

(e qualche parola inventata)

 

Ogni giorno che passa, sia io che scrivo che tu che leggi ingeriamo arsenico disciolto nell’acqua che beviamo, ingeriamo e respiriamo sostanze cancerogene come quelle contenute nel basilico o nelle parti bruciacchiate della pizza, della carne o pesce alla griglia e subiamo anche la radioattività di fondo, esistente da sempre sul nostro pianeta, oltre che buscarcene un pochino pure dallo spazio assieme a radiazioni varie.

Domanda: perché allora non siamo tutti morti?

Risposta: perché ciò che fa (solo) bene e ciò che fa (solo) male non esiste. Tutto fa bene e male allo stesso tempo: dipende solo dalle quantità!

L’arsenico fa bene o male? Dipende: se ne prendi mezzo microgrammo non ti succede nulla, così come non ti succede nulla se assieme a cinque foglie di basilico ti mangi anche l’estragolo in esse contenuto, una sostanza cancerogena. Anche la radioattività di fondo e le normali radiazioni che ci becchiamo dal sole in genere non creano problemi. Ma in forte quantità come nella zona di Chernobyl, di problemi ne creano davvero parecchi.

Tuttavia capita che a fronte di queste situazioni pseudopericolose qualcuno voglia creare dell’allarmismo raccontandoci solo mezza verità. No, signori miei, non si può raccontare la mezza verità distorcendola a proprio uso e consumo. Magari per vendere il proprio prodotto.

Mi sto riferendo ai contenuti di una pagina web di “LAM – Centro di geobiologia e naturopatia” dove ci raccontano cose abbastanza vere, ma amplificandole e distorcendone talmente i contenuti da sconfinare del terrorismo scientifico se non proprio nella bufala. I contenuti criticabili sono frasi estrapolate da ciò che possiamo leggere nella pagina di cui sopra:

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E’ risaputo che tutto ciò che esiste, con temperatura diversa dallo zero assoluto, possiede ed emette una sua specifica radiazione elettromagnetica che, quando è nociva per l’uomo e per il suo habitat, è di fatto definibile con il termine di elettrosmog.

A volte è davvero difficile spacciare la pseudo verità.  Il problema è che qua non la si racconta giusta. Proprio per nulla.

  1. Tanto per cominciare “tutto ciò che esiste, con temperatura diversa dallo zero assoluto” è esattamente tutta la materia che conosciamo: gas, liquidi e solidi. Anche perché il III principio della termodinamica parla chiaro: allo zero assoluto, cioè a -273,15°C, non si può arrivare. Sarebbe quindi stato molto più breve scrivere che “tutto ciò che esiste… ecc… ecc…” ma forse così facendo si è voluto dare una parvenza scientifica per aumentare la propria credibilità. In tal caso viene da chiedersi perché.
  2. Mi potete spiegare quale radiazione elettromagnetica emette un bicchiere d’acqua? Se gli elettroni non subiscono accelerazioni (magari indotte da una fonte energetica esterna) come può il campo elettrico (che è completamente trascurabile) trasformarsi in un campo elettromagnetico? Cioè da dove proviene il campo magnetico in un bicchiere d’acqua? Io sinceramente non lo so: chi ce lo spiega? Ho detto un bicchiere d’acqua ma avrei potuto dire un sasso, una mela, un tavolo o un libro.
  3. Il DPCM N. 199 dell’ 8 luglio 2003 prevede precise soglie di inquinamento da campi elettromagnetici, indicate separatamente per il campo elettrico E (espresso in V/m) e per il campo magnetico H (espresso in A/m) in base a diverse bande di frequenza. Ovviamente più la frequenza sale più i valori di campo E e H diventano significanti. Potete valutare ciò nella tabella sopra linkata dove si nota anche un limite alla densità di potenza espressa in W/m².
  4. Per quanto invece riguarda la frequenza di 50 Hz presente nella rete elettrica europea (e non solo) il DPCM 200 sempre dell’ 8 luglio 2003 prevede un limite di 100 µT per l’induzione magnetica (molto meno della vostra calamita del frigo o dell’ufficio) e 5000 V/m per quanto riguarda il campo elettrico (qua siamo su valori da stazione elettrica). Tuttavia considerate che 1 ampere/metro è circa equivalente a 1,2 µT e che nelle comuni abitazioni la tensione di rete è di 230 volt ± 10% con una corrente massima disponibile di 16 ampere (qualcuno può avere più potenza, quindi correnti massime di 25 A – dipende dal contratto). Domanda: con questi parametri in essere quali danni può fare un campo elettromagnetico? Siamo in una casa, non sotto il ponte radio di una grossa emittente radiotelevisiva. Sarebbe bello che gli autori del sito in questione ci rispondessero a dovere, ma temiamo che ciò non accadrà.
  5. Anche all’aperto la situazione non è pericolosa così come qualcuno ce la vuol far credere. Hai un elettrodotto da 15 KV vicino a casa? Il campo elettrico cala col quadrato della distanza pertanto io dormirei sonni tranquilli, ma voi fate come preferite.
  6. Cosa è la geobiologia? È Wikipedia a risponderci: Nella pratica, con la geobiologia, si ipotizza di misurare dei presunti “aspetti energetici” di un determinato luogo. Secondo i sostenitori della pratica, esisterebbero diverse caratteristiche di un luogo che influenzerebbero tramite presunte “energie” gli esseri viventi”.
  7. A scuola ci hanno sempre insegnato che l’energia, ovvero la capacità di compiere un lavoro, si presenta sotto cinque forme: elettrica, chimica, magnetica, cinetica e termica. Chissà  se per “aspetti energetici di un luogo” si alludeva all’energia termica sfruttata a Larderello? Noi siamo molto più pessimisti e riteniamo che sia in atto un magro tentativo di sovvertire ciò che sta scritto sui testi scolastici.

Infatti, a riguardo delle fonti presenti nell’ambiente che emettono elettrosmog naturale come: le reti magnetotelluriche, l’irraggiamento cosmico e solare, la radioattività, i temporali, ecc.., il medico e ricercatore tedesco Ernst Hartmann dichiarò, a partire dal 1961, dopo anni e anni di sperimentazioni su migliaia di cavie, eseguite nei suoi centri, che è a causa di questi fattori nocivi che nel 65% dei casi si instaura nell’individuo “La malattia” (dai semplici disturbi, fino alle malattie croniche come il cancro).

  1. Cosa sono le reti magnetotelluriche? Di questa parola non c’èFuff'o meter traccia da nessuna parte se non tra i venditori di “biomagneti”. Signori miei, come la mettiamo? La parola non esiste! Forse è stata solo inventata ad hoc: qua siamo nella fuffa più totale e quando si arriva ad inventarci le parole c’è da chiedersi perché.
  2. I temporali non creano elettrosmog: altra distorsione della realtà. Forse chi scrive ha fatto un po’ di confusione con i fulmini temporaleschi che con le loro alte tensioni creano un altrettanto alto campo elettrico. Ma state tranquilli: se siete ad esempio dentro un’automobile o un treno e state per essere colpiti da un fulmine, sì, i vostri peli sulle braccia si raddrizzeranno per effetto elettrostatico, ma non potete essere più al sicuro di così. Al contrario invece se vi trovate isolati all’aperto non sarà certo l’elettrosmog il vostro problema, ma piuttosto quello di trovare un luogo sicuro al riparo dai fulmini. Ah, dimenticavo: mai nessun campo magnetico prodotto da un fulmine ha accalappiato auto o convogli ferroviari a sé, quindi state tranquilli che se esso vi ucciderà lo farà per folgorazione e non certo per capottamento, deragliamento o spiaccicamento.
  3. Qualcuno si è dimenticato di dire che E. Hartmann dal dopoguerra si dedicava come medico alla “geobiologia” e alla “radiestesia” (rabdomanzia) che, molto sinceramente, credo siano pratiche che non godano proprio dell’avvallo della comunità scientifica. Infine egli fu il padre di un prodotto chiamato “Polyxan” utilizzato in naturopatia (!) e medicina alternativa (!!) come prodotto omeopatico (!!!). Riscontri scientifici? -273,15! PS: la medicina è una e una soltanto. Punto. Se è alternativa non è medicina: prima di mettere la vostra salute nelle mani di Manitù, riflettete per bene.
  4. In rete non vi è traccia della ricerca citata dove si parla di un risultato del 65% di “malattia”. Ordunque dove mancano i riscontri, il fuff-o-meter schizza a fondo scala. Augurasi chiarimenti.rabdomante

Questa percentuale è negli ultimi anni sensibilmente aumentata, a causa della presenza sempre più numerosa nell’habitat di fonti emananti elettrosmog artificiale tra cui annoveriamo: i ripetitori in generale, gli apparecchi di telefonia mobile (cellulari, cordless, ricetrasmittenti, ecc…),gli strumenti che funzionano con la corrente elettrica o a batteria (computer, videogame, forni a microonde ed elettrici, termocoperte, radiosveglie, phon, tutti gli elettrodomestici, ecc…), le condotte della corrente elettrica (elettrodotti, impianti elettrici domestici ed industriali,ecc…), i radar, le radiofrequenze, le reti wireless e così via. Per completare il quadro va considerato inoltre che alle fonti sopracitate si sono aggiunte ultimamente tutte quelle legate alle scansioni satellitari (GPS, radar militari e civili, televisive, ecc…) che, dal momento che inviano costantemente dallo spazio i loro segnali in ogni zona della Terra fanno ormai sì che ognuno di noi, ovunque si trovi, sia sempre “trapassato” da questi campi elettromagnetici alteranti.

Ma non è vero quasi nulla !

  1. I ripetitori emettono sì forti quantità di campi elettromagnetici, ma allontanandosi il suo effetto si riduce drasticamente. Insomma, se hai le antenne a cinquecento metri o più, non ti succede nulla. Diverso se ci vivi sotto 24h al giorno per 365 giorni all’anno.
  2. Anche i cellulari si comportano (in un certo senso) come dei “minuscoli ripetitori” ma le potenze in gioco sono talmente piccole che con un auricolare potete telefonare tranquilli per ore. Nel caso invece lo teniate all’orecchio, il lieve surriscaldamento del padiglione auricolare è del tutto normale. Ma sappiate che non c’è nessun studio che ne sancisce con certezza la dannosità o l’innocuità: nessuno dice che fanno sicuramente male così come nessuno dice che sicuramente non creano problemi. Nel dubbio usate l’auricolare: sfido chiunque a dimostrare che a 30-40 cm un cellulare vi faccia male. Men che meno i cordless che hanno potenze inferiori.
  3. I computer emettono elettrosmog? Assolutamente no. Il campo elettromagnetico che emettono, considerato che il case funge da parziale schermo, è talmente minimo che non si può certo parlare di elettrosmog. I forni a microonde sono totalmente schermati e anche qua parlare di elettrosmog non ha senso. Termocoperte? Radiosveglie? Ma scherziamo? Le termocoperte hanno solamente una resistenza elettrica, mentre la radiosveglia è totalmente elettronica. Il peggio che vi può capitare è… quello di avere un campo magnetico paragonabile al campo magnetico terrestre, 30-60 µT, quello in cui tutti noi viviamo da sempre. Phon? Tutti gli elettrodomestici? Siamo nell’ultra-fuffa: notizie inventate con lo scopo di creare allarmismo. Certamente il motore della vostra lavatrice o del vostro phon potranno emettere un campo elettromagnetico, ma esso è paragonabile all’arsenico che ogni giorno beviamo nell’acqua o alla cancerogenicità del basilico. C’è, ma è come se fosse zero! Non  diciamo sciocchezze per favore, anche perché allora dovremmo dire che il sole provoca cecità. Sì, se lo guardi fisso per dieci minuti. Ma di fatto quant’è la percentuale di ciechi prodotta dal sole su sette miliardi di persone?
  4. Di elettrodotti ne abbiamo parlato prima e anche della rete elettrica domestica: 230 volt con correnti fino a 16A max 25A. Regolarmente, durante un consumo medio, non si assorbono più di 1-3 ampere. Solo se accendete una lavatrice, lavastoviglie, condizionatore, stufetta o forno elettrico andate verso il massimo del vostro limitatore. In definitiva di quale elettrosmog parliamo? Ce lo vogliamo inventare?
  5. I radar sono ben lontani dalle nostre case e anche qui il campo cala fortemente con la distanza. Inoltre nell’articolo si parla di “radiofrequenze” come se fosse un dispositivo paragonabile al radar, dimostrando poca padronanza tecnica. E le reti wireless? Anch’esse, sì, creano un campo elettromagnetico, ma è talmente basso che parlare di elettrosmog fa sorridere. Infatti rispettano precise omologazioni proprio inerenti alle emissioni di radiofrequenza. Per cui se rispettano i parametri ministeriali sono regolari e di nessun pericolo.
  6. Infine i segnali satellitari: sono talmente deboli che il vostro navigatore GPS o telefonino GPS in casa non li riceve. Ma fa fatica pure in montagna a ridosso di grandi rocce oppure in centro tra palazzi e portici, a riprova che i segnali sono molto deboli. Lo ripeto: vogliamo inventarci un’emergenza? Fare allarmismo? Per me il problema non sussiste, ovvero, le emissioni ci sono ma sono assolutamente innocue.
  7. Chissà cos’è un campo elettromagnetico alterante? Io so di correnti alternate che generano campi elettromagnetici alternati: sono in ogni trasformatore elettrico. Ancora parole insignificanti, forse inventate.

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Sulla base di quanto prima dichiarato si deduce quindi che l’elettrosmog è ormai praticamente presente in ogni luogo e che di conseguenza in questo agente altamente inquinante, che non ha odore, non si vede e non si sente, siamo sempre tutti e tutto ciò che ci circonda immersi in maniera costante, con le conseguenze nocive che ne possono derivare per il nostro organismo e per l’habitat.

Assolutamente no! Siamo pieni di onde elettromagnetiche anche prodotte da dispositivi elettrici/elettronici ma di elettrosmog si può parlare solo in presenza di forti quantità di tensione (volt) e corrente (ampere) legati alla frequenza. Quindi ad esempio 1 KVA a 50 hz produrrà meno elettrosmog di 1 KVA a 500 Mhz. Ma comunque parliamo di elettrodotti (a 50 Hz) e di ripetitori radio televisivi, militari, ecc… per le alte frequenze. Adiacenti ad essi, sì, l’elettrosmog c’è. Altrove c’è solo a uso e consumo di chi vi vuol vendere i propri prodotti contro l’elettrosmog. Infatti leggendo oltre nell’articolo vengono proposti biomagneti al silicio contro questo pseudo-elettrosmog molto fittizio.

L’articolo si conclude con delle immagini che si sostiene provenire dalla “fotocamera multispettrale Lisa-MS” in cui si mostrano diverse zone di colore a testimonianza di una presunta diversa ossigenazione tra il prima e il dopo trattamento. Noi non abbiamo elementi per valutare tutto ciò semplicemente perché non troviamo le caratteristiche di questa fotocamera. Anzi, non troviamo proprio nulla, manco chi la vende, il costo, la marca… Zero totale. Vorremmo comperarla ma… sembra quasi che non esista… Ci chiediamo perché mai si esibiscano prove ottenute da un apparecchio di cui in rete non troviamo traccia. Abbastanza bizzarro tutto ciò.

Ognuno può decidere cosa fare in quanto noi ci proponiamo solo di demistificare chi vuole distorcere i fatti inventandosi termini o situazioni inesistenti.

E adesso chiudiamo per andare in ascolto musicale: avrei voluto ascoltare “Radioactivity” dei Kraftwerk, ma così facendo produrrei solo elettrosmog. Opterò quindi per un classico dei Pink Floyd: “The dark side of the moon”, sempre ammesso che il famoso prisma di Thorgerson non emetta anch’esso elettrosmog.

In tal caso non mi rimane che controbattere con “Magnetic fields”di J. M. Jarre.

Lola Fox

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