Fukushima e lo pseudogiornalismo

7
6

fukushiama-disinformazione2

Lo so, mi correggerete subito, l’articolo di cui parlo non è di un giornalista ma di una blogger, come me, che ha il proprio spazio  blog proprio sul Fatto Quotidiano. Ma per il 70% di chi ci arriva sopra quello è Il Fatto Quotidiano, la notizia assume “validità” solo perché leggono il titolo della testata italiana.

Purtroppo chi l’ha scritta è un docente universitario, un fisico, che dovrebbe saperne ben più di così, dovrebbe esser capace di titolare la cosa per non trarre in inganno, dovrebbe pensarci 10 volte a cosa sta per scrivere.

Ma è  fisico,  docente universitario, ma anche attivista ambientale, e forse l’attivismo le ha messo un po’ di prosciutto sugli occhi…

Fukushima, neanche il robot resiste alle radiazioni del reattore distrutto

Questo il titolo riportato, e per chiunque la cosa si traduce con un, le radiazioni sono così potenti da aver messo fuori uso anche il robot. Ma è davvero così?

Maria Rita d’Orsogna ci spiega che:

Il robot ha resistito solo tre ore, ‘ammazzato’ dalle radiazioni: a un certo punto si è incastrato, non mandava più segnali né immagini e hanno deciso di tagliare il cavo. Si è mosso di soli dieci metri. In quelle tre ore ha registrato livelli di radioattività di 9.7 sieverts per ora che ucciderebbe un essere umano in ora sola. Almeno il robot ne ha vissute tre di ore. Era in programma una seconda missione ma è stato tutto fermato a causa dell’enorme livello di radioattività.

Ci linka anche degli articoli, che forse lei non ha letto, o conta sul fatto che voi non siate in grado di leggerveli da soli, visto che il racconto fatto è  diverso da quanto riportato dal suo articolo:

Tokyo Electric Power Company (TEPCO) deployed the remote-controlled robot on Friday inside one of the damaged reactors that had suffered a meltdown following a devastating earthquake and tsunami in 2011.  It was the first time the probe had been used. The robot, set out to collect data on radiation levels and investigate the spread of debris, stalled after moving about 10 meters, according to a statement released by TEPCO. A newly released report and footage from the robot shows that a fallen object had blocked its path and left it stranded. TEPCO decided to cut off the cable connected to the device Sunday as it had already covered two-thirds of the originally planned route.

(La) Tokyo Electric Power Company (TEPCO) ha messo in funzione il robot telecomandato venerdì all’interno di uno dei reattori danneggiati che avevano subito la fusione del nocciolo a seguito del devastante terremoto e dello tsunami del 2011. È  la prima volta che  il robot viene utilizzato. Il robot, che è stato mandato a raccogliere dati sui livelli di radiazioni e indagare la diffusione di detriti,  si è bloccato dopo aver percorso circa 10 metri, secondo una dichiarazione rilasciata da TEPCO. Un rapporto appena rilasciata e riprese dal robot mostra che un oggetto caduto aveva bloccato il suo percorso facendolo  arenare li. Domenica la TEPCO ha deciso di tagliare il cavo collegato al dispositivo  avendo già coperto due terzi del percorso inizialmente previsto.

Quindi il robot non si è bloccato per colpa delle radiazioni, si è bloccato a causa di un oggetto caduto che ne ha bloccato il percorso, percorso che non doveva essere di mille chilometri, ma di 15 metri, di cui 10 sono stati fatti, sufficienti per capire lo stato delle cose. Passate le 10 ore per cui era stato costruito avrebbe comunque cessato di funzionare. Lo capite vero che la notizia letta così è decisamente differente? Che quanto riportato sul Fatto non è altro che un po’ di sana propaganda anti nucleare? Non dico mica, ci sta che uno sia contrario al nucleare, ci sta che si lamenti, che non voglia le centrali ecc ecc. Ma disinformare e raccontare male i fatti non fa bene a nessuno. Io mi fiderò meno di qualsiasi altra cosa faccia questa, probabilmente brava, professoressa di matematica alla Northridge, l’Università statale della California. Ogni cosa che dirà e scriverà d’ora in poi andrà verificata e non condivisa, perché potrebbe essere che abbia sparso ulteriore disinformazione a favore della propria personale opinione.

LEGGI ANCHE:  Il pianeta sole si sta spegnendo!

maicolengel

Articolo precedenteVacanze in Italia 35 euro al giorno
Articolo successivoGlutine un tanto al chilo
45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.