Autismo e Vaccini ama fare disinformazione, perché loro senza quella chiuderebbero sito e pagine social in due giorni. E difatti, senza nessun senso critico, ripropongono per l’ennesima volta studi fuffa, dati in pasto a lettori preoccupati che non hanno la più pallida idea di come valutare criticamente i dati che ci vengono presentati.

Una prima valutazione – 8 febbraio 2017 – ha evidenziato che:

▶ Tutti i 16 vaccini verificati contengono piccole tracce di mercurio.
▶ Otto dei 16 vaccini contengono piccole tracce di nichel.
▶ Sei dei 16 vaccini contengono piccole tracce di arsenico.
▶ 15 di 16 vaccini contengono piccole tracce di uranio.
▶ Tutti i 16 vaccini contengono piccole tracce di alluminio, anche se non dichiarato.
Gardasil, Gardasil 9 e Synflorix, contengono il doppio di alluminio come indicato.
▶ Il contenuto di alluminio nei cosiddetti vaccini inattivati è da 1000 a 6000 volte superiori al limite per l’acqua potabile!

Tutti questi vaccini analizzati in Germania dimostrano ancora una volta che siamo in presenza di farmaci inquinati sui quali i controlli di sicurezza sono quanto meno insufficienti.

La metodica utilizzata è diversa da quella di Nanodiagnostics e non vede le particelle ma gli atomi dispersi nei vaccini. Si tratta di sostanze che, se possono occasionalmente condividere la chimica, sono fisicamente molto diverse.

…Si può ragionevolmente affermare che le analisi di Nanodiagnostics e quelle di Micro Trace Minerals sono complementari, e i risultati aggravano quanto già avevamo appreso con le indagini sulle particelle.

Dei risultati pubblicati da Nanodiagnotics avevamo già parlato, e sono stati smontati non solo su BUTAC ma da tanti esperti nel campo, le affermazioni di Montanari sono arrivate anche sul tavolo dell’EMA, che a sua volta le ha smontate con una mail che sta attendendo il permesso per venire tradotta e pubblicata.

Ma oggi non voglio parlare ancora di Montanari, perché quelli riportati da Autismo e Vaccini (che si guarda bene da mettere una firma all’articolo, sia mai che si attirino le ire dell’Ordine) vengono da altra fonte e di loro vorrei parlarvi.

Già entrando nel loro sito basta usare Google Translate per accorgersi che siamo per l’ennesima volta di fronte a una pagina in difesa del consumatore che non nasconde il suo interesse per i vaccini NON obbligatori e per qualsivoglia discriminazione verso i bambini NON vaccinati.

Wir bereiten derzeit eine Verfassungsklage gegen z. B. gegen den einseitigen Ausschluss Ungeimpfter aus dem Unterricht vor.

Le uniche attività di cui ci parlano sono appunto studi sui vaccini, lotte legali per ammettere bambini non vaccinati a scuola, e una causa (persa) contro quello che definiscono uno stalker via mail. Non si parla d’altro sul sito, eppure sono attivi da tre anni.

Studi di laboratorio dicono che

Una veloce visita sul sito del laboratorio che ha fatto le analisi mi mostra una struttura che esiste da 40 anni, che si occupa di analisi di laboratorio e che ha sicuramente certificazioni sufficienti per risultare seria. Loro hanno solamente effettuato delle analisi, o meglio delle prove, su alcuni campioni a loro pervenuti. Senza emettere alcun giudizio, come del resto richiede la ISO 17025: i pareri e le interpretazioni dei risultati ottenuti di solito non vengono mai espresse nei rapporti di prova. Dico di solito perché spesso capita che venga richiesto una sorta di parere relativo alla conformità dei risultati con le norme, nel caso in cui ovviamente esistano norme che impongano dei limiti (ad esempio io scrivevo, se il cliente lo richiedeva espressamente: “il campione analizzato risulta conforme/non conforme al Reg. 2073/2005 relativamente ai parametri considerati”). Ma torniamo ai risultati e ai test. Anche in questo caso possiamo notare che non è stato fatto il “bianco”: cioè quella prova che dovrebbe, per dirla in soldoni, darmi un’idea del rumore di fondo dello strumento. In questo caso il bianco avrebbe dovuto richiederlo il cliente, chiedendo l’analisi, ad esempio, di una fiala di acqua per iniezioni intramuscolo (quelle fiale con le quali spesso diluite il principio attivo prima di farvi punzecchiare i glutei). Analizzando quell’acqua potremmo avere un’idea di cosa ci portiamo dietro come sostanze di partenza e in quali concentrazioni. I risultati ottenuti devono poi essere utilizzati tenendo conto della composizione di questi farmaci. Vi porto un esempio di facile comprensione: uno dei vaccini presi in esame è il CERVARIX (ne ho preso uno a caso tra i 16 analizzati). Sul sito torrinomedica si trova agilmente la scheda del vaccino (il bugiardino o foglietto illustrativo), vediamo insieme cosa dice alla voce composizione:

1 dose (0,5 ml) contiene:

Proteina L1 del Papillomavirus1 umano di tipo 162,3,4 20 microgrammi

Proteina L1 del Papillomavirus1 umano di tipo 182,3,4 20 microgrammi

1Papillomavirus umano = HPV

2adiuvato con AS04 contenente:

3-O-desacyl-4’- monofosforyl lipide A (MPL)3 50 microgrammi

3adsorbito su alluminio idrossido, idrato (Al(OH)3) 0,5 milligrammi Al3+ in totale

4Proteina L1 nella forma di particelle non infettive simili al virus (VLPs) prodotte mediante tecnologia del DNA ricombinante impiegando un sistema di espressione del Baculovirus che usa cellule Hi-5 Rix 4446 derivate da Trichoplusia ni.

06.1 Eccipienti

Sodio cloruro (NaCl)

Sodio diidrogeno fosfato diidrato (NaH2PO4.2H2O) Acqua per preparazioni iniettabili

Come si vede chiaramente  in ogni fiala da 0,5 mL sono contenuti in totale 0,5 mg di ione alluminio; 0,5 mg in 0,5 mL corrispondono a 1 g di alluminio per ogni litro di vaccino. E quanto ne hanno trovato? Secondo le analisi nella fiala ci sono 388749,64 microgrammi di alluminio su litro di vaccino che corrispondono a 0,38874964 grammi su litro. E in 0,5 mL quanto mai ce ne sarà? Basta una semplice proporzione, roba da scuole medie al massimo:

0,38874964 grammi :1 litro = x: 0,0005 litri
cioè (0,0005*0,38874964)/1 = 0,00019 grammi

che corrispondono a 0,19 mg (più di due volte e mezzo in meno rispetto a quanto viene dichiarato sul foglietto illustrativo).

Con lo stesso procedimento possiamo calcolare il “reale” inquinamento di questo farmaco. AGBUG, cioè il cliente, ha richiesto per questo farmaco la determinazione dei seguenti elementi (in grassetto gli elementi per cui il risultato è diverso da “non rilevabile” o “inferiore al LOD”, limit of detection): cromo,  ferro, cobalto, rame, manganese, molibdeno, selenio, vanadio, zinco, calcio, magnesio, germanio, litio, stronzio, tungsteno, alluminio, antimonio, arsenico, bario, berillio, piombo, cadmio, cesio, gallio, nichel, palladio, platino, mercurio, argento, tallio, titanio, uranio, bismuto, zinco, zirconio. Tutti i risultati sono espressi in microgrammi su litro, cioè ppm, parti per milione. Il risultato dell’alluminio lo abbiamo già convertito, adesso seguendo lo stesso procedimento prendiamo i risultati degli altri e rapportiamoli alla dose di farmaco:

cromo: 47,24 mcg/L ovvero: 0,00000002362 mg su 0,5 mL
ferro: 104,47 mcg/L ovvero: 0,00000005223 mg su 0,5 mL
litio: 5,42 mcg/L ovvero: 0,00000000271 mg su 0,5 mL
tungsteno: 94,69 mcg/L ovvero: 0,00000004734 mg su 0,5 mL
gallio: 18,99 mcg/L ovvero: 0,00000000949 mg su 0,5 mL

Quantità davvero minime e irrisorie, un po’ come le nanotracce trovate al microscopio. Da dove arrivano quindi questo microtracce? Per esempio dall’acqua. Nonostante l’acqua per le preparazioni iniettabili sia acqua pura sono ammesse comunque delle tracce di alcune sostanze (pag. 12 e seguenti):

LA FU XI (Farmacopea Ufficiale edizione XI, ndTS) DA’ LA SEGUENTE DEFINIZIONE: “L’ACQUA PER PREPARAZIONI INIETTABILI E’ ACQUA PER LA PREPARAZIONE DI MEDICINALI PER SOMMINISTRAZIONE PARENTERALE. L’ACQUA E’ USATA COME VEICOLO […] E PER LA DISSOLUZIONE O DILUIZIONE DI SOSTANZE O PREPARAZIONI PER SOMMINISTRAZIONE PARENTERALE […]”. L’ACQUA PER PREPARAZIONI INIETTABILI […] DEVE RISPONDERE AGLI STESSI SAGGI DELL’ACQUA DEPURATA […] IN PIU’ NON DEVE CONTENERE PIU’ DI 0.25 U.I. DI ENDOTOSSINE BATTERICHE/mL.

Alcuni dei requisiti chimico fisici dell’acqua depurata secondo la FU XI:

• METALLI PESANTI <1 ppm
• NITRATI:<0.2 ppm
• ALLUMINIO <10 µg/LITRO
• CONDUTTIVITA’ = NON PIU’ DI 4.3 µS/cm A 20°C
• SOSTANZE OSSIDABILI = N. V. CON 0.1 ml DI POTASSIO PERMANGANATO 0.02 M
• CLORURI = N. V. CON 0.2 ml DI ARGENTO NITRATO 0.1 M
• SOLFATI = N. V. CON 0.1 ml DI BARIO CLORURO 0.25 M
• AMMONIO <0.2 ppm
• CALCIO E MAGNESIO = AL DI SOTTO DEL LIMITE CORRISPONDENTE A 0.5 ml DI SODIO EDETATO 0.01M

Questo è uno dei motivi principali per cui si dovrebbe sempre richiedere anche una prova in “bianco”.

Quisquilie mancanti

In questi rapporti di prova mancano comunque dei dati, alcuni utili all’interpretazione, altri richiesti dall’accreditamento alla norma ISO 17025 che vantano: l’incertezza di misura, un riferimento al metodo utilizzato, un riferimento al LOD (limite di rilevabilità)  e al LOQ (limite di quantificazione) del metodo, la frase “i risultati sono indicativi del solo campione analizzato”, la data di inizio e fine analisi, e altre diciture simili a queste che ho trovato su uno dei rapporti di prova che maneggio quotidianamente tra cui:

La riga contrassegnata da asterisco (*) indica che la prova non è accreditata da Accredia. Se non diversamente specificato, l’incertezza è estesa ed è stata calcolata con un fattore di copertura k=2 corrispondente ad un livello di probabilità di circa il 95% o come intervallo di confidenza calcolato ad un livello di probabilità di circa il 95%. LoD: limite di rilevabilità, individua un intervallo di confidenza dello zero ad un livello di probabilità del 99%. LoQ: limite di quantificazione; “n.r.”: non rilevato, indica un valore inferiore a LoD; “tracce (x)”: indica un valore compreso tra LoD e LoQ, tale valore è puramente indicativo; “<x” o “>x” indicano rispettivamente un valore inferiore o superiore al campo di misura della prova.

Sembrano tutte quisquilie, vero? Invece no. Sono dati fondamentali. L’utilizzatore dei risultati finali non è il “consumatore medio”, ma una persona addetta ai lavori che sa valutare nell’insieme tutte le informazioni riportate in un rapporto di prova, confrontandole anche con specifiche tecniche ed eventuali limiti massimi forniti da procedure interne, linee guida quali le GMP e normative.

Un altro dato mancante è la forma in cui sono stati trovati questi elementi. Sono semplicemente disciolti in forma atomica nel farmaco o erano “legati” ad altri elementi a formare dei composti? Quisquilia pure questa? No. Anche se non credo esistano metodiche analitiche in grado di stabilire la provenienza di un elemento per tutti gli elementi della tavola periodica. Vi faccio un esempio pratico: l’arsenico, un elemento tossico, può finire  nella nostra catena alimentare e quindi intossicarci. Ma tutti i composti dell’arsenico sono tossici? In realtà no, o saremmo tutti morti da parecchio. I composti inorganici dell’arsenico (sali di arsenico) sono tutti, chi più chi meno, molto tossici. L’arsenobetaina, composto organico dell’arsenico e fonte principale dell’arsenico trovato nei pesci, in tutti i pesci, è assolutamente innocua. Esistono, a tale scopo, laboratori che hanno messo a punto delle metodiche per effettuare la “speciazione” dell’arsenico, proprio per distinguere tra arsenico inorganico e organico.

Questo per dire che oltre a sapere cosa c’è dentro, per emettere un giudizio di reale tossicità per il nostro organismo abbiamo bisogno di dati molto più complessi di qualche numero.

Alla luce di quanto ho cercato di spiegarvi, vi invito a riprendere le dichiarazioni iniziali di Autismo e Vaccini e a verificare se davvero in tutti e 16 i vaccini sono state ritrovate “piccole tracce di mercurio”, se 8 su 16 contengono piccole tracce di nichel e 15 su 16 piccole tracce di uranio.

Per i non addetti ai lavori, che spesso non sanno fare una banale equivalenza o una proporzione o risolvere un’espressione matematica da prima media, tutti questi numeri invece sono fonte di allarmismo. Un allarmismo completamente ingiustificato ma che viene cavalcato a spron battuto da tutti gli antivaccinisti che anche in questo caso hanno dimostrato come sia facile manipolare l’informazione ricevuta per i propri scopi.

Maicolengel & Thunderstruck @ butac. it

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NOTA: avrei voluto approfondire ulteriormente l’argomento “concentrazioni di metalli trovate nei vaccini” perché è un argomento molto interessante, almeno per me. Mi rendo conto però che oltre a diventare estremamente prolissa avrei rischiato di annoiarvi, cosa che probabilmente è già avvenuta con questo articolo. Nel caso siate interessati potrei rifare una guida sulla falsa riga di quella che uscì sulla microbiologia alimentare. Vi chiedo scusa per aver impiegato così tanto tempo alla stesura di questo “pippone” di articolo, ma ho un lavoro che ultimamente mi sta causando mal di testa fotonici. Ringrazio il grande capo Maicolengel non solo per la prima parte dell’articolo ma anche per l’immensa pazienza che ha con me. TS.