AGGIORNAMENTO DEL 20/03/2015

  • Mi è stato insegnato che per evidenziare che un articolo NON è un articolo ma un comunicato stampa basta mettere virgolettato il titolo.
  • Mi è stato insegnato che NON occorre avvertire il lettore che l’articolo non è scritto dalla testata che lo pubblica.
  • Mi è stato insegnato che non posso dire che si tratta di pseudogiornalismo: è diffamazione

Quindi seguendo le richieste del Direttore di OkSiena Alessandro Pagliai ho dovuto eliminare alcune parti del pezzo.

AGGIORNAMENTO DEL 18/03/2015

Una delle testate (OKSiena) che hanno pubblicato la notizia ci ha contattato via mail. Il loro direttore ci comunica che :

il nostro pezzo è esattamente un comunicato stampa della Lega nord che abbiamo ricevuto e pubblicato. Ma questo Voi non l’avete scritto.

È vero non l’avevamo scritto, anche perché non si evinceva dal titolo e neppure dall’articolo, ma solo dalla fonte finale, un comunicato stampa a mio parere va bene evidenziato per distinguerlo dalle notizie scritte e verificate.

OkSiena non l’aveva fatto, ora ci ha spiegato.

Benissimo, anzi no malissimo, perché secondo quanto riportato da Tiemme la Lega Nord ha pubblicato un comunicato stampa fasullo e l’ha diffuso tra le testate giornalistiche,  o forse è colpa di un troll di una fazione avversa? Questo è il giornalismo italiano oggi…
TIEMME-COLLE

Quest’articolo è stato scritto ieri mattina, ma nel corso delle verifiche mi ero bloccato perché non avevo dichiarazioni ufficiali da TIEMME. A fine giornata mi è arrivato un loro comunicato stampa e nel frattempo la sbufalata era già scritta anche senza verifiche: non servivano!

Queste le parole con cui sembra che siano state aggredite due donne italiane a Siena. Così almeno ci raccontano il Grande Cocomero, Imola Oggi e OkSiena.

I fatti stavolta sarebbero questi:

La scorsa settimana era partita una segnalazione alla Tiemme da parte di due giovani ragazze italiane che hanno denunciato il fatto di essere state impedite a salire sul pullman da parte di alcuni immigrati musulmani frequentatori della Moschea di Colle in quanto, secondo la loro religione, le donne non avrebbero dovuto prendere i mezzi pubblici in presenza di uomini di fede musulmana. Dopo un accenno di diverbio ed insulti, le ragazze si sono viste costrette a non salire sul mezzo pubblico che fa da spola dal centro cittadino alla Moschea.

La prima domanda che mi viene da fare fosse vero il racconto è: Ma l’autista dov’era? L’unico che può rifiutare l’accesso all’autobus in mancanza di controllori è lui. Sarà stato sgridato per questa sua mancanza? Nell’articolo di Grande Cocomero non si fa cenno alla cosa, ma si prosegue raccontando di quanto accaduto a seguito della segnalazione.

…venerdì mattina alcuni controllori della Tiemme, coadiuvati dagli uomini dalla Polizia Municipale del Comune di Colle Val d’Elsa, hanno effettuato un massiccio controllo che ha portato ad elevare numerose multe per la mancata esibizione di regolare biglietto di trasporto.

La segnalazione delle due donne non ha trovato riscontro nelle verifiche fatte qualche giorno dopo. Visto che di episodi simili non se ne riportano, sarà forse stata una segnalazione falsa?

Chiunque può chiamare un’azienda di trasporti sostenendo cose così. Non è detto che però i fatti si siano svolti davvero in quel modo e l’unico che potrebbe confermare o smentire è l’autista del pullman, nonché gli altri passeggeri. Di questi non c’è traccia nell’articolo.

Grande Cocomero ci teneva a riportarci il messaggio di un politico della zona, il segretario provinciale della Lega Nord Riccardo Galligani.

“Questi fatti sono preoccupanti. È inaccettabile che nel terzo millennio, in Italia, alcuni ospiti vogliano impedire, addirittura a giovani ragazze, di salire sui mezzi pubblici in loro presenza solo per motivi religiosi. Mi attendo un’immediata condanna da parte dell’Imam della Moschea. Qualora ce ne fosse ancora bisogno, questa è la dimostrazione di come l’integrazione dell’Islam con la nostra società sia quasi impossibile. Se questi sono i valori che insegna la religione islamica è meglio starne il più lontani possibile. Voglio ringraziare a nome di tutte le donne e gli uomini liberi colligiani l’iniziativa dell’azienda Tiemme, che non ha lasciato inascoltata la denuncia di queste giovani ragazze. Siamo preoccupati dal fatto che persone clandestine possano nascondersi nella Moschea senza che nessuno se ne accorga. Auspichiamo che questi controlli siano fatti sempre più spesso, anche perché è evidente che la Moschea sia un catalizzatore di persone talvolta violente, irrispettose delle libertà fondamentali della persona e per giunta irregolarmente presenti sul nostro territorio. L’attenzione, soprattutto in questo momento in cui l’Isis minaccia la nostra libertà ed il nostro modello di società, deve essere massima.”

La frase virgolettata compare a oggi su tre testate: Grande Cocomero, OkSiena e ImolaOggiQuesto invece è il comunicato stampa che TIEMME mi ha inviato nel pomeriggio, dopo che ieri mattina avevo chiesto delucidazioni:

comunicatoTIEMME

“A Colle Val d’Elsa nessuna segnalazione di discriminazione a bordo dei nostri autobus”

“Nessuna segnalazione di discriminazione è pervenuta in azienda in merito ai servizi urbani che effettuiamo nel comune di Colle Val d’Elsa. I controlli che abbiamo effettuato a bordo nei giorni scorsi sono di routine e mirati esclusivamente a contrastare i casi di evasione tariffaria”.

Tiemme, azienda di Tpl che opera nei bacini di Siena, Grosseto, Arezzo e nel comprensorio di Piombino, interviene per fare chiarezza in merito all’episodio registrato nei giorni scorsi nel comune di Colle Val d’Elsa, oggetto di interventi e commenti da parte di alcuni esponenti della Lega Nord.

“In azienda non sono pervenute segnalazioni, né in forma scritta né verbale, in merito a presunti casi di discriminazione verificatasi a bordo dei nostri bus – precisa il Presidente di Tiemme, Massimo Roncucci -. Per questo non ci riconosciamo nella ricostruzione fatta sulla stampa dalla Lega Nord che riferisce di utenti che hanno impedito ad alcune donne di salire a bordo della linea urbana 202 per motivi etnici/culturali. Anche da quanto chiarito dal nostro autista al successivo passaggio alla stessa fermata, la mancata salita a bordo delle donne è riconducibile solo al sovraffollamento del mezzo e non a motivazioni di altro genere”.

“Inoltre va precisato che i controlli effettuati venerdì 13 marzo a Colle Val d’Elsa, hanno interessato tutti i servizi urbani – aggiunge Roncucci – e rientrano nella routine della nostra attività che effettuiamo costantemente sul territorio, nell’ottica di arginare i casi di evasione tariffaria e tutelare la maggioranza dei nostri passeggeri che acquista il biglietto o sottoscrive l’abbonamento. Abbiamo effettuato verifiche in collaborazione con l’amministrazione comunale di Colle Val d’Elsa durante le quali abbiamo elevato 7 sanzioni a passeggeri presenti sulla linea urbana 202 e, durante successivi controlli sugli altri servizi urbani, abbiamo conteggiato un totale di 47 passeggeri sprovvisti di titolo di viaggio, compresi cittadini colligiani e studenti”.

Tre testate hanno dunque riportato il tutto senza conferme. Perfino la segnalazione è fasulla!

Voi lo capite, vero, che se TIEMME spiega di non aver ricevuto alcuna segnalazione, l’articolo è totalmente inventato? Lo capite che questo denota un modo di far politica bugiardo e ridicolo?

Fossi in loro, mi vergognerei un poco; fossi nel segretario provinciale della Lega, emetterei in fretta e furia un bel comunicato stampa in cui prendo le distanze. So che nessuno farà nulla di tutto questo… mal che vada, as usual, faranno sparire gli articoli incriminati. “Siamo in Italia”, d’altronde; pigliarsi responsabilità non è cosa per i nostri politici/giornalisti!

maicolengel