Gli aforismi online

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citazioni

Da quando esistono i social network esistono i meme, immagini che vengono condivise con frasi che possono far sorridere, riflettere o anche solo trasmettere un messaggio inutile (il più spesso delle volte).

Negli ultimi anni il fenomeno si è diffuso a macchia d’olio, e sono spuntate frasi celebri dette da personaggi più o meno noti…frasi che stanno diventando cavalli di battaglia per tanti, che le citano come se le avessero studiate sui libri di scuole…e non lette per sbaglio tra un gattino che fa le fusa e un video su youporntube.

La maggioranza delle frasi attribuite a celebrità defunte (ma anche vive) sono false: sono frasi estrapolate dai propri discorsi, rimescolate per far dire qualcosa che si adatti maglio al nostro spirito del momento, al messaggio che vogliamo trasmettere…peccato però che così facendo in trent’anni nessuno saprà più distinguere tra una VERA citazione e una FALSA citazione.

Una delle immagini che mi ha sempre fatto molto sorridere è questa di Abraham Lincoln, l’avevo postata sulla pagina Facebook di Bufale poco tempo dopo aver aperto la paginetta, e ancora oggi a quasi un anno di distanza mi fa sorridere e la trovo condivisibile in pieno, che dice il buon presidente americano?

“Il problema con le citazioni su Internet è che è difficile verificarne l’autenticità”

 

Ovviamente Abraham non l’ha mai detta, Internet non esisteva (occorre che lo specifichi?)
Questa è ovviamente fatta in maniera da far risaltare subito l’incongruenza tra la frase e il personaggio…ma ne circolano di ogni genere,da Einstein a Churchill, dalla Monroe a Kennedy…alcune buone, altre totalmente fasulle. Molte, come l’immagine di apertura con Picard (di Star Trek) che dice a Harry (Potter) di usare la forza (Star Wars) e si firma Gandalf (Il signore degli anelli), fanno ridere (chi ha la sufficiente cultura nerdica da capirle), altre sono solo stupide…e altre ancora sono volutamente disinformazione.
Una che mi avete postato sulla pagina Facebook è questa di Winston Churchill, che ha re iniziato a circolare dopo la polemica sull’arte (non) cancellata dalla scuola italiana:

Churchill non ha mai detto nulla del genere, ma fare una verifica in merito è chiedere troppo all’uTonto medio che condivide tutto….ci avevano però pensato i giornalisti del Telegraph inglese a studiare la cosa già qualche tempo fa, dimostrando che questa citazione è falsa…liberamente interpretata da un brano di uno dei tanti libri scritti post seconda guerra mondiale. La frase nel libro appare così:

At the same moment, the Director of the National Gallery, Kenneth Clark, suggested that the paintings in the National Gallery should be sent from London to Canada. Churchill was likewise against this suggestion and emphatically so. “No,” he minuted, “bury them in caves and cellars. None must go. We are going to beat them.”

nel mio inglese spicciolo

Nello stesso momento il direttore della Galleria Nazionale Kenneth Clark suggerì che i dipinti della Galleria venissero preparati e spediti in Canada, ma Churchill era contrario alla cosa: NO, disse, seppelliteli nelle grotte e nelle cantine. Nulla deve andarsene. Noi andiamo a vincere!

Non sono proprio la stessa cosa…

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Una delle citazioni che vedo apparire sulle pagine complottiste più spesso è riferita ad Albert Einstein e dice così:


“It would be my greatest sadness to see Zionists do to Palestinian Arabs much of what Nazis did to Jews.”

Sarebbe un grande dispiacere vedere gli Sionisti fare agli arabi della Palestina quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei 

Citazione falsa, falsissima, oltretutto completamente assurda visto che il buon Albert era un sostenitore degli Sionisti…guarda caso la “fonte” di quella frase è da vedersi in una lettera aperta scritta da Einstein nel 1948…che diceva così:

Among the most disturbing political phenomena of our times is the emergence in the newly created state of Israel of the “Freedom Party” (Tnuat Haherut), a political party closely akin in its organization, methods, political philosophy and social appeal to the Nazi and Fascist parties

Uno dei fenomeni politici della nostra epoca che mi disturba di più è il Freedom Party creato nello stato d’Israele, un partito politico che ricorda nella sua organizzazione, nei suoi metodi e nei suoi aspetti sociali i Fascisti e i Nazisti.

Ovvero Einstein se la prendeva con UNO dei tre partiti che si erano creati in Israele, uno solo, guarda caso il più contestato e estremista…mentre Einstein come già detto difendeva i Sionisti di sinistra e centro…

Come riconoscere una citazione falsa? Non è facile, come ci ha dimostrato Daniele Virgilito su Wired Italia, basta poco a modificare wikipedia e a burlarsi di migliaia se non milioni di persone con citazioni fasulle.
Che bisogno c’è di condividere questa robaccia? Beh intanto diciamo che spesso supportano tesi altrimenti bollabili come sciocchezze, il citar qualcuno noto che parla di scie chimiche ed anti vaccinismo ad esempio dona  un’aurea di rispettabilità alla cosa:

se l’ha detto Einstein ci sarà qualcosa di vero…

e così via, come sempre il mio suggerimento è di controllare sempre il più possibile quello che si condivide, capire se si tratta di porcheria o meno…e in dubbio, evitare la condivisione.

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maicolengel at butac punto it

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Per la stesura di questo pezzo mi sono avvalso di queste fonti:

http://skepticaesoterica.com/debunking-fake-albert-einstein-quotes/
http://funny2.com/fakequotes.htm
http://blogs.telegraph.co.uk/technology/micwright/100010200/winston-churchill-on-arts-funding-how-twitter-twists-history-to-suit-modern-agendas/
http://www.wired.it/internet/2014/01/15/come-ho-fregato-tg-politici-e-giornali-con-wikipedia/

Se avete una vostra citazione falsa preferita linkatemi l’immagine, sarà un piacere pubblicarle tutte qui sotto a futura memoria!

 

 

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.