Pamela rituali

Che il delitto di Macerata, a differenza di omicidi simili, abbia smosso l’opinione pubblica è un dato di fatto. Come da antica tradizione però ci sono sempre dei dettagli macabri che vengono aggiunti per aumentare il livello di indignazione.

Indignare…

E pensare che sia necessario aumentare il livello di indignazione in un caso del genere sembra folle, ma esagerare è funzionale ad uno scopo: imprimere maggiormente la storia nella mente delle persone. Di cosa parliamo?

Soprattutto i portali “alternativi” danno risalto a questo dettaglio, ma vari quotidiani citano questa intervista ad Alessandro Meluzzi, psicologo psichiatra e sedicente criminologo, oltre che arcivescovo di un rito cristiano ortodosso non riconosciuto, dove parla del trattamento riservato al cadavere:

Dal cadavere mancano alcune parti: il collo (a cui probabilmente è stato inferto il colpo letale dello sgozzamento) e gli organi genitali. Sono presenti segni di un colpo in testa e la lingua è stretta tra i denti, come è tipico dei traumi cranici. Poi c’è una coltellata all’addome. Dopo di che, il corpo è stato accuratamente disossato e lavato nell’ipoclorito di sodio

e

D. C’è incertezza sul cuore della ragazza. È stato ritrovato?

R. Non si sa, ma che il cuore manchi non stupisce. Nei bambini soldato della Sierra Leone mangiare il cuore della prima donna vittima era il rito iniziatico per acquisire coraggio. Il cannibalismo rituale, nella mafia nigeriana, non è l’eccezione. È la regola. Sono cose normali per quel contesto, ma da noi non ne parliamo; forse per non apparire razzisti.

Innanzitutto nella intervista a Meluzzi la parola fegato compare zero volte, mentre lo psicologo si lancia in ipotesi sul perché potrebbe essere stato mangiato il cuore. Il problema di fondo è che il cuore non è stato asportato:

Piccoli frammenti di brandelli di pelle di Pamela sono stati ritrovati sul terrazzo. Si esclude categoricamente il prelievo e la scomparsa di organi interni, mentre manca tutta la pelle del collo. Gli organi genitali sono stati completamente fatti a pezzi, forse per nascondere un abuso di carattere sessuale. Nella lavatrice dell’alloggio è stato individuato del sangue, rilasciato probabilmente durante il lavaggio di indumenti degli assassini o stracci usati per pulire la scena del crimine. Sangue anche su alcuni sacchetti di plastica rinvenuti in casa.

Ipotesi, supposizioni, senza nessuna verifica

Neanche il collo mancherebbe, ma “solo” la pelle di questo. L’ipotesi che mancassero organi dal corpo non è originale di questa intervista, ma sin dall’inizio è stata fatta girare questa ipotesi senza supporto di prove, soprattutto considerando che l’autopsia finale è stata consegnata il 12 febbraio, pochi giorni fa.

Ora, Meluzzi è un personaggio un po’ particolare e la sua opinione su un qualcosa che non è successo è relativamente utile. Le sue parole vanno prese per quelle che sono, e cioè la sua opinione personale non ottenuta da informazioni di prima mano sulla indagine.

Anche il Procuratore di Macerata conferma che non manchi nessun organo e che non ci sia alcun indizio sul coinvolgimento di nessuna mafia:

 “E’ destituita di ogni fondamento la notizia relativa all’assenza di significative parti del corpo di Pamela Mastropietro, che sono state nella stragrande maggioranza recuperate e ricomposte in occasione degli accertamenti medico-legali eseguiti dal prof. Mariano Cingolani”

Al momento – aggiunge – sono “da escludere assolutamente” l’ipotesi di “antropofagia” e di “riti voodoo connessi al decesso”. La 18enne romana, “a dire del consulente medico-legale prof. Cingolani – continua il procuratore – è stata ragionevolmente uccisa a seguito di azione criminale dolosa”. E “non risultano, al momento, interferenze di organizzazioni criminali extracomunitarie nella vicenda criminosa

 

Come sempre bisognerebbe aspettare che le indagini facciano il loro corso, così come chi già si stracciava le vesti quando il primo arrestato non veniva considerato l’assassino:

Prima si è sempre indagati

Questa immagine condivisa migliaia di volte non ha alcun senso: Bossetti, come scritto, è stato correttamente prima indagato e poi condannato dopo un regolare processo; Oseghale, a quel momento, era stato trovato con i due trolley con i pezzi del corpo. Dai primi riscontri l’ipotesi di reato era di occultamento e vilipendio di cadavere perché non c’erano elementi per attribuire a lui l’omicidio. Infatti all’inizio non erano state rilevate le ferite da taglio e l’ipotesi principale era che fosse morta per overdose. Proseguendo le indagini ora sono tre gli indagati, e solo lasciando lavorare gli inquirenti si potrà accertare chi abbia fatto cosa.

Possiamo lasciar indagare chi di dovere senza inventarci dettagli inutili e indignarsi per nulla? Grazie.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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