Glifosato, de nuevo tu?

maicolengel butac 7 Set 2016
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GLIFOSATO

E’ ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la Sla e il morbo di Alzheimer

Cattura

Premessa, come sempre: chi scrive fa il demistificatore per passione, non sono un biologo, un chimico, uno scienziato, quanto riporto è frutto solo ed unicamente della verifica delle fonti. Non ho un laboratorio di ricerca dove ripetere gli studi fatti per poter ribattere quanto riportato qua sopra, ma solo un piccolo blog dove cerco di trasmettere l’amore per la corretta informazione, e la curiosità nella verifica delle fonti.

La notizia di cui sopra gira dall’inizio dell’estate, in Italia l’ho vista passare così:

Lo si può leggere in uno studio del Massachusetts Institute of Technology (Mit). La seconda notizia, non meno importante della prima, è che l’associazione di produttori di grano duro del Sud Italia GranoSalus promuoverà autonomamente l’analisi chimica sui prodotti derivati dal grano (pasta, pane e altro). E li renderà pubblici pubblicandoli sulla rete. Sapremo finalmente quale pasta (e quale pane) mangiare. E, soprattutto, quale pasta non dovremo mai più acquistare (con riferimento – con molta probabilità – ai marchi altisonanti e super pubblicizzati)

Lo studio non è del Massachusetts Institute of Technology, bensì lo si trova pubblicato sul Journal of Biological Physics and Chemistry, testata a impact factor 0,29 secondo ReserchGate, testata edita da Collegium Basilea, che si descrive così:

The aim of the Collegium Basilea is to promote disinterested, independent scientific enquiry, and to make the results available to society. Its mission is to encourage and enable scientists to pursue work which, because of its fundamental, transdisciplinary, innovative or speculative nature, would be difficult to pursue elsewhere.

La “pubblicazione” è inconsistente, si tratta solo di speculazioni e cherry picking di studi fatti da altri senza alcuna dimostrazione. Come lo sono quasi tutte le pubblicazioni che arrivano da Collegium Basilea e le testate ad esso collegate. Con questo non vi sto dicendo che io sia sicuro al 100% che non ci sono correlazioni tra glifosato e altro, ma solo che questo studio non è uno studio. I due autori sono Anthony Samsel e Stephanie Seneff, la seconda è una nostra vecchia conoscenza (che ci fece tanto divertire), Samsel invece è un perfetto sconosciuto, o meglio, lui firma da anni articoli “scientifici” sul tema ambientale. Ma la sua pagina Linkedin non riporta studi di alcun genere, la compagnia per cui afferma di lavorare da quarant’anni non ha alcuna referenza online, perdonatemi ma mi sento di definirlo scienziato tanto quanto potremmo definire me giornalista.

Della Seneff vi riporto solo quanto dice la sua pagina Wiki:

In 2011, she began publishing controversial papers in low-impact, open access journals on biology and medical topics that have received “heated objections from experts in most every field she’s delved into”

Si occupa di scienze informatiche, comunicazione uomo-macchina. Nessuno dei due scienziati ha le credenziali per parlare degli argomenti citati, e infatti manipolano gli studi fatti da altri per portarli alle conclusioni che stanno loro più a cuore. Gli studi di Samsel e della Seneff venivano presi in giro già nel 2013 sull’Huffington Post, sempre contro il glifosato, sempre contro il cattivone di tutti i film ambientalisti, la cattiva Monsanto…

Anche qui, non vi sto dicendo che Monsanto sia la fatina dei dentini, ma un conto è attaccare una multinazionale con delle prove, degli studi, delle dimostrazioni. Un conto è attaccarli sulla base del nulla. Sì, perché il giochino della manipolazione degli studi altrui è ridicolo, gli autori degli altri studi spiegano chiaramente i risultati, e tali risultati non portano mai alle conclusioni di Samsel e Seneff.

Diffidate di chi vi trasmette queste notizie: se ne sono gli autori sono inaffidabili, se sono amici che l’hanno trovata in giro soffrono di condivisione compulsiva senza verifica dei fatti.

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