Nel weekend tutti i giornali italiani hanno riportato con grande clamore una sentenza uscita da un tribunale della California.

Il Manifesto:

Glifosato, una sentenza storica

Difesa dell’ambiente. Per la prima volta in un’aula di tribunale viene riconosciuto che la Monsanto era al corrente dei rischi per la salute umana del prodotto messo in commercio.

Il Tempo:

“Il glifosato è cancerogeno”, maxi risarcimento per il giardiniere che ha sfidato la Monsanto

Qualcuno ha già emesso “sentenze” anche da noi, come su Repubblica edizione Firenze:

Rossi: “La Toscana punirà chi fa uso del glifosato in agricoltura, è cancerogeno”

E così via, la maggioranza degli articoli che ho visto circolare, se si eccettuano rari casi, non fa altro che riportare tout court la sentenza, spiegando molto poco, e senza chiedere alcun parere scientifico di sorta. Giornalismo 2.0, condotto riportando fatti letti da altra parte, senza nessuno spirito critico, esattamente come quando si riportano le sentenze dei tribunali nostrani su collegamenti tra vaccini e autismo.

Ma questo a mio avviso non è affatto fare informazione, questo è solo copiare e incollare veline giornalistiche, abbellendole con qualche dettaglio, senza informare veramente il lettore.

Su BUTAC l’argomento glifosato l’abbiamo trattato davvero molte volte, con articoli ricchi di fonti, e non ho nessuna voglia di riscrivere le stesse cose trite e ritrite. Quello che mi preme farvi presente è che la sentenza americana non è scienza, come non lo sono mai le sentenze dei tribunali. Oltretutto in questo caso si tratta di una sentenza data tramite il parere di una giuria popolare, che non è composta a sua volta da scienziati. Come riporta CNBC:

The jury at San Francisco’s Superior Court of California deliberated for three days before finding that Monsanto had failed to warn Johnson and other consumers of the cancer risks posed by its weed killers.

Che tradotto:

La giuria del tribunale superiore della California a San Francisco ha deliberato per tre giorni prima di decidere che la Monsanto non aveva avvertito Johnson e altri consumatori dei rischi di cancro posti dai suoi diserbanti.

La cosa che trovo più curiosa è che pochi mesi fa un altro giudice, sempre della California, aveva sentenziato in maniera diametralmente opposta sulla richiesta da parte di alcuni che i prodotti contenenti glifosato dovessero riportare in etichetta ulteriori avvertenze:

“It is inherently misleading for a warning to state that a chemical is known to the state of California to cause cancer based on the finding of only one organization (International Agency for Research on Cancer—IARC—which only found that substance is probably carcinogenic), when apparently all other regulatory and governmental bodies have found the opposite, including EPA.”

Even with additional evidence provided by the state’s Attorney General in this case, the judge ruled in favor of the chemical’s safety. “The heavy weight of evidence in record is that glyphosate is not known to cause cancer.”

Che tradotto:

Nell’ingiunzione preliminare il giudice afferma: “È intrinsecamente fuorviante affermare con un avvertimento che una sostanza chimica è nota allo stato della California come causa di cancro sulla base degli studi di una sola organizzazione (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro-IARC) che ha scoperto che la sostanza è probabilmente cancerogena, quando apparentemente tutti gli altri organismi regolatori e governativi hanno trovato il contrario, incluso l’EPA.”

Anche con prove addizionali fornite dal Procuratore generale dello Stato in questo caso, il giudice si è pronunciato a favore della sicurezza della sostanza chimica. “La maggioranza delle prove documentate afferma che il glifosato non è noto per causare il cancro.

Quindi per riassumere una giuria popolare ha condannato (in primo grado, si attende l’appello per sapere come andrà a finire, ma questo pochi giornali lo riporteranno, lo sappiamo bene) la Monsanto, sostenendo che avrebbe dovuto riportare in etichetta qualcosa che un giudice dello stesso Stato aveva negato due mesi fa.

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La notate anche voi l’incongruenza?

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Per approfondire l’argomento glifosato vi propongo una selezione degli articoli presenti su BUTAC sull’argomento, non tutti, c’è da stancarsi a leggere.

Sull’ultimo articolo fossi in voi mi soffermerei un po’ di più, non è lungo rispetto agli altri, ma è la dimostrazione di come sia in atto una battaglia ben precisa da parte di alcuni soggetti, presenti nelle redazioni di tanti media italiani ed esteri.

Non credo sia necessario aggiungere altro, spero che quanto sopra sia comprensibile a tutti.

maicolengel at butac punto it

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