alqaeda-foa

Tantissimi ci avete segnalato un articolo di Marcello Foa sul Corriere del Ticino, onestamente della storia raccontata di seconda mano non ne avevo granché voglia visto che Foa cita una fonte verificabile e sufficientemente autorevole; senza leggere le sue personali opinioni voglio solo riportarvi quelle che ritengo le parti importanti del lungo documento pubblicato sulle pagine del Bureau of investigative journalism:

The work consisted of three types of products. The first was television commercials portraying al Qaeda in a negative light. The second was news items which were made to look as if they had been “created by Arabic TV”, Wells said. Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage. It would be voiced in Arabic and distributed to TV stations across the region, according to Wells.

The American origins of the news items were sometimes kept hidden. In 2005, revelations that PR contractor the Lincoln Group had helped the Pentagon place articles in Iraqi newspapers – sometimes presented as unbiased news – led to a DoD investigation.

The third and most sensitive programme described by Wells was the production of fake al Qaeda propaganda films. He told the Bureau how the videos were made. He was given precise instructions: “We need to make this style of video and we’ve got to use al Qaeda’s footage,” he was told. “We need it to be 10 minutes long, and it needs to be in this file format, and we need to encode it in this manner.”

A firsthand account of Bell Pottinger’s top secret work in Iraq from The Bureau on Vimeo.

Quindi si sta parlando di un operatore nel settore delle comunicazioni, free lance, pagato da un’importante agenzia per un lavoro da svolgere in Iraq sotto il comando del Pentagono e altre agenzie governative americane.

LEGGI ANCHE:  (qui) Non è la RAI

I tre compiti richiesti:

Creare spot commerciali che dipingessero Al Qaeda sotto una cattiva luce, creare servizi giornalistici video come se fossero stati fatti dalla tv araba, da distribuire sul territorio locale. L’origine americana degli stessi in alcuni casi è stata tenuta nascosta ai telespettatori. Ma punto più importante era la produzione di falsi filmati propagandistici, usando vere riprese di Al Qaeda, trappole per incauti possibili affiliati dell’organizzazione terroristica. Il giochino era semplice, tali filmati messi su CD venivano abbandonati in zone dove erano effettuati interventi dalle forze americane.

The CDs were set up to use Real Player, a popular media streaming application which connects to the internet to run. Wells explained how the team embedded a code into the CDs which linked to a Google Analytics account, giving a list of IP addresses where the CDs had been played.

The tracking account had a very restricted circulation list, according to Wells: the data went to him, a senior member of the Bell Pottinger management team, and one of the US military commanders.

Wells explained their intelligence value. “If one is looked at in the middle of Baghdad…you know there’s a hit there,” he said. “If one, 48 hours or a week later shows up in another part of the world, then that’s the more interesting one, and that’s what they’re looking for more, because that gives you a trail.”


The Pentagon confirmed that Bell Pottinger did work for them as a contractor in Iraq under the Information Operations Task Force (IOTF), producing some material that was openly sourced to coalition forces, and some which was not. They insisted that all material put out by IOTF was “truthful”.

Quindi il Pentagono ha confermato il lavoro svolto, senza entrare nello specifico. Non siamo di fronte a un complotto, ma a un’operazione di identificazione delle minacce. In un periodo storico come quello attuale onestamente non mi sorprende né mi allarma.  L’autore del lungo (e molto interessante) servizio sul Bureau of investigative journalism non fa cenno a sotterfugi, non evidenzia complotti, racconta una storia di investigazione e manipolazione dell’informazione atta a precisi obbiettivi. La stessa identica manipolazione che senza grandi mezzi viene tentata da partiti politici in tante parti del mondo.

LEGGI ANCHE:  La tutela della corretta informazione

A volte con risultati imbarazzanti:

Ovvio che il tipo di operazioni fatte siano state mantenute segrete, raccontarlo avrebbe significato vanificare le possibilità di successo.

Grazie a Foa per l’ottima lettura, purtroppo non ho letto il suo articolo, non so se raccontava altro (anche se ho il presentimento ci fossero insinuazioni di complotti e false flag), ma come sempre la parte più interessante di una notizia è la fonte, che racconta nella maniera più diretta fatti e misfatti, quello mi bastava.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!