Le Iene allarmano il Paese. Con un servizio basato solo e unicamente su singole testimonianze, senza che nessuno porti davvero prove che dimostrino qualcosa di illegale fatto dalla grande distribuzione.

Le Iene hanno intervistato soggetti che lavorano (o hanno lavorato) nella grande distribuzione, e che raccontano (nel totale anonimato) a Giulio Golia di come merci scadute vengano rimesse in circolo con grossi rischi per la salute dei consumatori. Ma è davvero così?

Vediamo di fare un minimo di chiarezza, anche se ovviamente, come le Iene non portano vere prove, anche io non potrò fare molto.

Le date di scadenza sulle confezioni che vedete nei supermercati non sono il termine ultimo entro cui quella merce può essere consumata. Sono l’equivalente del best before, meglio prima, tradotto in italiano come “da consumarsi preferibilmente entro il”, ovvero passata quella data il prodotto è ancora perfettamente commestibile, solo che non ha più le stesse proprietà organolettiche.

Giorgio Donegani, nutrizionista, spiegava in un’intervista di qualche anno fa:

La data di scadenza è un termine oltre il quale davvero il prodotto può non essere più sicuro per la salute. Comunque anch’essa, tranne qualche eccezione, è sempre decisa dal produttore. Solo per alimenti come le uova fresche e il latte fresco c’è una data di scadenza imposta dalle legge, che per le uova è 28 gg e per il latte fresco 6 gg.
Tutto il resto (scatolame, biscotteria, pasta, conserve) è sottoposto al TMC, termine minimo di conservazione, indicato con “da consumarsi preferibilmente entro” o “best before”, che rappresenta il termine secondo il quale, per il produttore, l’alimento conserva tutte le sue proprietà specifiche, naturalmente in adeguate condizioni di conservazione. Va da sè che le aziende alimentari hanno convenienza a fare girare il più possibile i prodotti e quindi i TMC sono spesso a breve termine. Ma anche allontanandosi dalla data di superamento del TMC, se vengono meno i requisiti della qualità organoelettica del prodotto, non vengono intaccati quelli della sicurezza.

Avete letto con attenzione? Le aziende hanno convenienza a fare TMC brevi, ma anche se superati i prodotti possono essere ancora usati senza alcun rischio per la salute. Perché tutto questo Giulio Golia nel suo servizio non lo racconta?

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Mi pare abbastanza normale, anzi mi pare che sia eticamente corretto, che una bistecca che ha passato il TMC venga sfruttata per fare un trito, con un nuovo TMC. Buttarla sarebbe un grave spreco alimentare. Non capirlo è sciocco.

Su un sito americano dedicato alla sicurezza alimentare si trova questa spiegazione che vi riporto e traduco:

Is food safe after it expires?
Expiration dates refer to quality, not safety. For example, if a refrigerated product was kept below 40 degrees and was well packaged and handled, it may look and smell a little funny, but would not necessarily be considered unsafe. If it was left out on a warm counter for hours or contaminated by something else, it may harbor harmful bacteria that could cause food-borne illness. (Perishable foods should never be thawed on the counter for longer than 2 hours because, while the center of the food may remain frozen, the outer surface may enter the Danger Zone, the range of temperatures between 40° and 140°F, in which bacteria multiply rapidly.) For this same reason, you should never eat meat, poultry, eggs or sliced fresh fruits and vegetables that have been left out for more than 2 hours (1 hour in temperatures hotter than 90°F). But this could happen to any food and is not related to expiration dates.

Il cibo è sicuro dopo la sua scadenza? Le date di scadenza si riferiscono alla qualità, non alla sicurezza. Ad esempio, se un prodotto refrigerato è stato tenuto sotto i 40 gradi ed è stato ben confezionato e manipolato, può sembrare e odorare un po’ strano, ma non è necessariamente considerato pericoloso. Se è stato lasciato fuori su un espositore caldo per ore o contaminato da qualcos’altro, può ospitare batteri nocivi che potrebbero causare malattie trasmesse dagli alimenti. (Gli alimenti deperibili non dovrebbero mai essere scongelati sul bancone per più di 2 ore perché, mentre il centro del cibo può rimanere congelato, la superficie esterna può entrare nella Zona di pericolo, l’intervallo di temperature tra 40 ° e 140 ° F, in cui i batteri si moltiplicano rapidamente.) Per lo stesso motivo, non dovresti mai mangiare carne, pollame, uova o frutta e verdura fresca affettata che sono state lasciate fuori per più di due ore (un’ora a temperature più calde di 90° F). Ma questo potrebbe accadere a qualsiasi cibo e non è correlato alle date di scadenza.

I gradi di cui si parla sono Farenheit, che vanno convertiti in Celsius. 40° F sono circa 4.4° C.

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Ovvio che se invece la merce a cui si fa riferimento è veramente scaduta, nel senso che ha passato anche quella data (non leggibile dal consumatore ma facilmente rintracciabile via codici a barre dal venditore), vada buttata via. Ma esistono controlli in Italia, abbastanza seri, che si accorgerebbero di una situazione di questo tipo. Vedete, esistono registri di carico e scarico della merce, se io NAS vedo che tu hai acquistato due tonnellate di manzo ad agosto, e hai sugli scaffali una tonnellata di macinato a novembre senza averlo comperato, faccio in fretta a fare 2+2 e a farti chiudere bottega. Anche senza bisogno di fare accurate analisi.

Diffondere allarmismo senza portare serie prove è fare clickbaiting, e questo perdonatemi è squallido. Si colpisce un settore senza dargli alcuna possibilità di difesa. Giornalismo a tesi e infotainment sono una delle più grosse piaghe della società attuale, bisogna porci rimedio perché così non se ne esce.

Nel 2016 la nostra Thunderstruck aveva scritto un esauriente articolo per spiegare termini minimi di conservazione e data di scadenza.

maicolengel at butac punto it

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