Il “patronato” Agitalia

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È da un bel po’ che evito di parlare degli articoli che hanno come principale fonte Agitalia (come anche AIDAA) due delle svariate associazioni che per colpa di giornalisti poco attenti riescono a campare di iscrizioni e donazioni senza che dietro ci siano vere strutture che lavorino come certi articoli di giornale vorrebbero farci credere.

Le ragioni? Beh la prima e più importante è che le testate più serie sembrano aver capito l’antifona, ed è da un po’ che noto che gli articoli che hanno queste associazioni come protagonisti faticano a trovare spazio, e anche quando lo trovano vengono rimossi alla velocità della luce. Vedi il caso del Secolo XIX che a quest’indirizzo giusto una settimana fa aveva pubblicato un articolo dal titolo:

Foto in topless, carabiniera denuncia Facebook per diffamazione

Articolo che già sabato era stato eliminato.

Quello che dispiace è vedere blog, come Emilia Romagna Mamma, dedicato ai genitori, spacciare notizie come questa:

Meningite, 500 euro per i vaccini ai figli: “Si specula sulla salute”

A differenza di Consigli da mamma a mamma Emilia Romagna (pagina Facebook che frequento da tempo, su invito della sua fondatrice, proprio per aiutare a districarsi in un mare di bufale), Emilia Romagna Mamma pubblica senza controllo alcuno, e così sulle loro pagine compare anche l’articolo di cui sopra, a dimostrazione che la redazioni di ER Mamma non fa alcuna verifica delle fonti da cui pesca news.

Per vaccinare le sue tre gemelline di tre anni con il vaccino antimeningococco B, come consigliato dal pediatra di famiglia, la spesa complessiva ammonta a 498 euro. A quel punto una mamma di Monza si è rivolta al patronato Agitalia che ha segnalato il caso ai media.

… Agitalia poi informa che tutti coloro che sono interessati a ricevere informazioni gratuite sulla azione collettiva contro il ministero della Salute per il rimborso del ticket delle vaccinazioni possono inviare una email ad [email protected], allegando copia dell’avvenuto pagamento della prestazione sanitaria.

Il Tirreno ad inizio anno aveva provato a fare chiarezza sui costi dei vaccini per il meningococco:

Se la vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi, per il meningococco B l’offerta varia da Regione a Regione. Prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno. Al momento è gratuito a macchia di leopardo: in Basilicata, Liguria, Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Nelle altre è a pagamento. Nel Lazio ad esempio costa 80 euro a dose. La vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al terzo, quinto e undicesimo mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale. Anche la vaccinazione contro lo pneumococco è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al terzo, quinto e undicesimo mese di vita del bambino.

Purtroppo la situazione è ancora la stessa, il vaccino contro il meningococco B non è gratuito su tutto il territorio, ma solo in alcune regioni. Ma questo non significa che abbia senso diffondere l’invito di Agitalia, visto che è noto che siamo di fronte a un’associazione/agenzia/patronato il cui unico interesse è raccogliere iscrizioni (a suon di 150 eurini a cranio se non erro) per poi non fare nulla. Chi diffonde il marchio Agitalia (o Farditalia che è un nuovo marchio che abbiamo visto girare, con gli stessi soggetti dietro) sta (consapevolmente o meno) contribuendo a tirare un bidone ai propri lettori.

LEGGI ANCHE:  AGITALIA e la stampa

Sarebbe bello che la verifica dei fatti partisse proprio dall’eliminare soggetti come questi dalle redazioni di giornali e blog.

Per chi fosse curioso qui potete trovare tutti gli articoli su BUTAC che hanno per protagonisti gli avvocati di Agitalia, e non sono due o tre.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.