Il tranviere militante di Casapound

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Un profilo di Facebook ieri, in preda all’indignazione per l’altro tragico omicidio di cui si parla in questi giorni, quello di Jessica Faoro, ha pubblicato un post che riportava:

“Tacete perché io non sono stata ammazzata da un extracomunitario? Oppure state tacendo perché chi mi ha assassinata era un bianco, italiano, tranviere di Milano e militante di Casapound?”

Questo post è rimasto online dalle 10:12 della mattina dell’11 sino alle 00:44 del 12 febbraio, meno di 24 ore, su un profilo di nessuna notorietà che ha ottenuto oltre 5000 condivisioni, ovviamente indignate. Tra i tanti commenti che ho visto la discussione principalmente era incentrata sul tema “fascisti/antifascisti”. Non sulla morte della povera Jessica, non sui fatti ancora poco chiari di questa tragica vicenda di cui si parla meno proprio perché non strumentalizzata da nessuno, e forse è meglio così per rispetto dei genitori di questa povera ragazza. Quello che però non va bene è quando se ne parla per fare politica, come tanti già fanno sui fatti di Macerata, e quel post fino a quasi l’una del mattino del 12 febbraio faceva politica. Oltre 5000 persone l’hanno condiviso, molti proprio per quell’attacco ben preciso. Ma poco prima dell’una quel “militante di Casapound” è magicamente svanito.

“Tacete perché io non sono stata ammazzata da un extracomunitario? Oppure state tacendo perché chi mi ha assassinata era un bianco, italiano e tranviere di Milano?”

Non era supportato da nessuna fonte, nessuna cronaca identifica il presunto assassino reo confesso come un militante di alcun partito, tanto meno di Casapound. La sua pagina Facebook pubblica è molto vuota se si eccettuano le tantissime partite a giochini online. Evidentemente qualcuno ha chiesto conto dell’affermazione, e l’autore del post ha corretto in mancanza di fonti a supporto. Purtroppo gli oltre 5000 condivisori iniziali non rileggeranno mai il post ora modificato, altrimenti si accorgerebbero che l’accusa che ha fatto indignare tanti è svanita. Resta un assassino (presunto), una persona degna di una condanna severa, ma non c’è molto altro da dire, se non rispettare chi la conosceva e chi le voleva bene, senza speculare anche su questo omicidio. Ma è per questo che sembra che le testate non se ne occupino, c’è una vittima e c’è una confessione. La notizia “è vecchia”, finché non ci sono nuovi sviluppi. Mentre sul caso di Macerata si è scatenata la lotta politica senza confine, con strumentalizzazioni d’ogni tipo.

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Alle vittime purtroppo pensano per davvero in pochi.

Ma è il giornalismo e noi non ci possiamo fare nulla…

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.