Poche righe per trattare una storia che sta crescendo, e probabilmente rischia di diventare virale in poco tempo, visto quante testate nostrane pendono dalle labbra del Daily Mail (vergogna, vergogna, vergogna)!

Titola il tabloid britannico Daily Mail:

Deadly disease monkeypox infects 10% of people who come into contact with sufferers: Professor warns hospital staff may be most at risk while they battle the first UK case EVER

Si usano parole in maiuscolo, si sfrutta il sensazionalismo della parola deadly che significa mortale, si cerca l’attenzione di quel pubblico che si fa suggestionare da queste storie. Tutto per raggranellare un po’ di lettori in più. Sia chiaro, è vero, nel Regno Unito è stato trovato un caso di vaiolo delle scimmie nell’uomo. Il contagiato, già messo sotto stretta osservazione in un reparto malattie infettive, è un soldato nigeriano arrivato in UK per un programma d’addestramento.

BBC e la razionalità

Per fortuna nel Regno Unito oltre al Daily Mail esiste anche la BBC, che spiega la vicenda con toni decisamente più moderati. Sia chiaro, viene confermato il fatto che vi sia un paziente che ha contratto la malattia. Ma viene anche spiegato che nella maggior parte dei casi un’infezione causata dal vaiolo delle scimmie non ha un decorso letale. Nei due casi di epidemie analizzati fino a oggi (una negli Stati Uniti con 71 casi e una in Sudan) nessun contagiato è morto.

Fare allarmismo e sensazionalismo piace moltissimo, specie a quei siti dove, con quegli ingredienti, si porta a casa la pagnotta.

Non è una passeggiata di salute

Questo non significa che sia una passeggiata di salute prendersi il vaiolo delle scimmie, c’è fino al 10% di possibilità di rimanerci secchi. Difatti tutti i soggetti che erano entrati in contatto col contagiato sono stati rintracciati e messi anch’essi sotto osservazione. Per fortuna, essendo un militare in una caserma, è stato facile ricostruirne i movimenti dall’atterraggio. Incluso rintracciare i 50 colleghi che hanno volato con lui dalla Nigeria. Per ora sembra che in Italia la storia non sia ancora stata ripresa in termini troppo sensazionalistici, ma sono le 22:05 di lunedì 10 settembre 2018, ho come il sentore che entro domani altri li seguiranno a ruota, quindi tanto vale essere preparati. Ma ci si può far vaccinare con il normale vaccino antivaiolo, che sembra essere uno dei sistemi per combattere l’infezione virale (ci si può vaccinare fino a 14 giorni dopo esser stati essere stati esposti a possibile infezione). Purtroppo il fatto che il vaiolo sia stato debellato da anni in Europa fa sì che non tutti siano già vaccinati.

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Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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