ImolaOggi, Monti, l’italiano e la soglia di povertà

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Era da un po’ che non mi segnalavate un articolo di ImolaOggi, la speranza era che avessero chiuso. Non è così, anzi, ma il titolone che mi è arrivato tra i messaggi alla pagina non potevo lasciarmelo sfuggire:

Ex ministro di Monti: “Volevamo portare gli italiani alla soglia di povertà”

Avevo visto il servizio, ritrovarlo negli archivi di Sky è cosa un filo più difficile, ma non credo sia necessario. La stessa notizia che riporta ImolaOggi è presente anche su altre testate, testate dove l’interesse per la verità è pari o uguale a zero, ma che hanno ancora uno zoccolo duro di soggetti che evidentemente si fidano.

“C’è una grossa differenza tra ciò che avevamo immaginato e quello che si dice sarà il reddito di inclusione, ovvero che nel nostro schema la famiglia e le persone venivano portate alla soglia di povertà“.

Davvero Giovannini ha fatto una gaffe del genere raccontando che aveva intenzione di portare gli italiani a essere poveri? Questo il succo di quanto riportano Libero e ImolaOggi, e io mi domando il quoziente intellettivo di chi non ha colto. Ovviamente le parole di Giovannini intendevano esattamente l’opposto, si stava parlando di come portare famiglie che attualmente vivono sotto la soglia di povertà a migliorare le proprie condizioni fino ad arrivare a quella cifra che è considerata appunto la soglia di povertà.

Come spiega Wiki:

Se ad esempio prendiamo una famiglia composta da due persone nel 2008 in Italia veniva considerata relativamente povera se aveva un reddito medio inferiore alla soglia di 1.000 euro mensili, mentre per una famiglia con due figli a carico la soglia era di 1.630 euro mensili.

E difatti Giovannini nel resto del servizio spiega che voleva portare le famiglie più povere ad arrivare a quei mille euro mensili, proprio per stare su un livello di qualità della vita lievemente migliore di quello in cui si trovavano. Giovannini spiega che quelle che sono le proposte attuali a suo avviso non riusciranno a portare gli stessi risultati, ma questa è politica e non m’interessa.

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Ma la disonestà di Libero e di ImolaOggi è tanta. La fonte però non sono loro, ovviamente, perché aver qualcuno su cui scaricare la responsabilità di un servizio fatto coi piedi è sempre tanta roba. ImolaOggi cita Libero, e Libero citava WallStreetItalia, che a sua volta partiva da un tweet di Luca Battanta :

Purtroppo il livello di soggetti che si fidano delle parole di questi diversamente giornalisti è alto, non essere in grado di distinguere tra una bufala, manipolazione dei fatti e vita reale è grave, ci fa percepire il mondo che ci circonda nella maniera sbagliata. E la colpa non è della rete o dei social network, la colpa è di chi se ne infischia di pubblicare notizie volutamente manipolate per dare ad intendere al proprio (e)lettore quello che fa comodo a loro. Sia chiaro, è politica, e se a farlo sono politici in tv può andare bene, fa parte del loro modus operandi. Ma che invece ci siano giornalisti che si prestano a questo giochino, giornalisti che “in teoria” scrivono su testate nazionali, non organi ufficiali di un partito, beh questo per me è gravissimo. Manipolare l’opinione di chi crede a queste notizie è semplicissimo, ma la cosa è inquietante.

Non è con il mio debunking o con il debunking in generale che risolveremo il problema, ma solo con l’istruzione, questo spero che sia chiaro a tutti. Non siamo noi demistificatori di fuffa a poter portare davvero un cambiamento, siete voi, imparando a leggere meglio, leggere di più, verificare. Senza il vostro intervento, senza il capire che ci stanno prendendo per i fondelli da anni siamo destinati a soccombere alle fake news, oggi più di ieri, domani più di oggi. E la cosa a me preoccupa non poco.

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So già che qualcuno di voi continuerà a vedere nelle parole di Giovannini quello che ci hanno visto Libero, ImolaOggi e Battanta, potete venire a commentare livorosi, io vi aspetto a braccia aperte come sempre, perché non è colpa vostra, ma del sistema che non è stato capace di darvi sufficienti mezzi per percepire quando qualcuno vi sta a pijà per i fondelli.

È già da qualche settimana che cerchiamo di pubblicare semplici guide, che aiutino il navigatore a non incappare nelle bufale. Questa era una di quelle classiche notizie che se aveste seguito i suggerimenti delle nostre MiniGuide a nessuno sarebbe venuto in mente di far girare.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.