Il Knockout Game e lo pseudogiornalismo, vol. 3

maicolengel butac 2 Dic 2014
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E ci risiamo: lo pseudogiornalismo sensazionalistico ci ricasca. E lo fa alla grande, inventando la notizia dove non c’è! È la terza volta che parliamo di questa vicenda – leggete qui e qui – e sarà l’ultima. Non è mia intenzione ritirare fuori l’argomento.

I cretini sono sempre pronti a inventarsi un titolo. Ormai lo saprete bene: scrivere che qualcuno “ha ricevuto un pugno”, “una sberla” o “uno spintone”, è una notizia che non vende perché “troppo normale”. Titolare con toni allarmistici “il knockout game ha colpito ancora” attira sempre qualche lettore in più. Quelli più superficiali.

Un pugno tirato a caso icarlino-knocoutn mezzo alla strada NON È UN GIOCO O UNA MODA. Nessuno ha alcuna prova per sostenere queste tesi, nessuno in Questura ha parlato di “gioco”; nessuno degli arrestati ha mai sostenuto d’averlo fatto per partecipare a un gioco, né esiste un gioco del genere online od offline, se è per questo. Non c’è alcuna base alla storia, né prove che mettano in evidenza l’esistenza di un “gioco” del genere. Niente, nulla, zero assoluto. Solo squallidi racconti di serie Z, spacciati come “cronaca” da giornalisti fancazzisti. Il caso della scorsa settimana a Bologna rientra ahimè nella casistica: come spiegato dalla Questura, si tratta di un episodio di violenza gratuita, gli stessi che succedono da sempre in tantissime città al mondo.

Non sto scrivendo che non ci siano soggetti che abbiano spiegato di averlo fatto per divertimento una volta “pizzicati”. Ci sono, ci sono da sempre; con YouTube, ancora di più. Esisterà sempre il gradasso che vuole farsi “bello” facendo l’idiota, ma dare un nome alla “cosa” è a mio avviso sbagliato: vuol dire renderla vera, anche quando si tratta d’episodi di violenza – gratuita o meno – che esistevano anche senza affibbiargli un marchio.

Sapete una cosa? Domani orinerò per strada e mi farò un paio di selfie col dindolòn di fuori; poi pubblicherò le foto su Facebook e mi vanterò di aver inventato il Peeing game! Secondo la logica di questi giornalari, d’ora in avanti chiunque verrà colto a far pipì per strada starà sicuramente partecipando al mio “gioco”. Nella realtà, resteranno i soliti cretini pronti a lordare le nostre città in mancanza di altro da fare.

Farne un caso è cercare la notizia, ma parlare di un fantomatico gioco di cui non esiste traccia se non sui giornali è cercare di trasformarlo in una “moda”. La mia è una considerazione personale, ma penso sia giusto dirla: anche se il gioco continua a essere un’invenzione giornalistica, sono convinto che più il giornalaro di turno ne parlerà, più aumenteranno le probabilità che qualcuno scelga di emulare la vicenda.

Logicamente, perché vi sia un gioco dovranno esistere regole ben precise, assieme a qualcuno pronto a tenere un punteggio; alla fine della fiera, ci sarà persino chi pubblicherà il suddetto punteggio. E invece c’è solo il nulla, la fuffa, dietro articoli che starebbero bene insieme ad articoli del calibro di “Cane morde uomo”. L’inutilità più totale, fuffa riempitiva usata per non parlare d’altro e – a volte, per qualcuno – usata a scopo politico.

Giornalisti e blogger, smettete di cercare il titolone a tutti i costi e cominciamo a fare informazione seria. Date al lettore le notizie vere, raccontatele nella maniera corretta. È per questo che avete iniziato a scrivere. Non deludete i sogni del bambino che siete stati.

Con affetto,
maicolengel
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