Ieri ci siamo occupati della Melegatti, oggi invece pensiamo alla Bauli. Sta diventando virale un post che recita così:

Martedì mattina, mio figlio fa colazione con il cornetto Bauli, ma all’improvviso una sorpresa sconvolgente, una blatta cotta nel cornetto sigillato, mio figlio dopo ore di malore e vomito va in ospedale e denuncia alle autorità competenti (NAS) per far ritirare tutto il lotto. Queste cose non dovrebbero succedere in una azienda di fama mondiale. Ma che ci fanno mangiare. Vi prego di condividere l’accaduto gravissimo.

Il post su Facebook comincia a circolare il 3 dicembre, ho potuto verificare che ai NAS è giunta la denuncia di cui si parla, quindi non siamo di fronte a una bufala. Ma ritengo ci siano considerazioni doverose da fare. Questa è ovviamente una pessima pubblicità per la Bauli, che ha già provveduto a chiedere alla signora (tramite Instagram) che lo sta diffondendo di seguire un iter:

La signora che diffonde il messaggio non è la classica casalinga sprovveduta, è un’imprenditrice sanitaria, credo sappia bene che danno può fare la viralità di un post del genere. Come BUTAC ho verificato telefonicamente e confermo che la denuncia è pervenuta ai NAS. Ma a oggi non risultano lotti di croissant ritirati dal mercato. È possibile che una blatta sia entrata nella confezione durante l’impacchettamento? Potrebbe essere penetrata nella confezione in fase di stockaggio? Prima di puntare il dito ritengo vadano fatti accertamenti che dimostrino come sono andate le cose e di chi sia la responsabilità. E sono i NAS a dover accertare i fatti e la gravità degli stessi. Perché se ci fosse un’invasione di blatte negli stabilimenti Bauli non ci sarebbe una singola denuncia, ma dieci, cento, mille. Il fatto che al momento non risultino lotti ritirati o che non ci sia il web intasato di denunce per cornetti con l’ospite indesiderato fa pensare si tratti di una casualità. Casualità che però potrebbe costare molto cara all’azienda italiana. Sia chiaro, è un diritto dei danneggiati (anche psicologicamente, sia chiaro) essere rimborsati.

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Una cosa che non tutti hanno colto è che il figlio della signora non è un bimbo, ma un ragazzo di 30 anni, sposato, con moglie in dolce attesa, ovvio che la futura nonna si preoccupi per la situazione. Come spiegava “Trekkingtv.it“:

Martedì scorso l’uomo insieme alla moglie, incinta all’ottavo mese, seduto al tavolo della cucina, ha fatto la raccapricciante scoperta. Un primo, e ovviamente, unico morso al croissant e poi la disgustosa visione della blatta. Marito e moglie si sono sentiti male e sono subito corsi in bagno a vomitare. Preoccupazione per la donna in attesa di un bambino, che dopo l’iniziale malore si è ripresa. Per Antonio, invece, con il passare delle ore la situazione non migliorava: emicrania, nausea e rigetti continui lo hanno costretto a  ricorrere a controlli ospedalieri. Vomito psicologico la diagnosi e prescrizione del farmaco Plasil. Sono passati alcuni giorni, ma ancora l’uomo si sente male ripensando alla vicenda. Nella denuncia presentata contro la Bauli, è presente anche una documentazione fotografica.

Evidentemente il ragazzo usa poco i social, in compenso la futura nonna mi pare abbia un perfetto controllo della situazione, la signora ha pubblicato la sua denuncia un po’ ovunque, da Instagram a Youtube, dove da pochissimo circola un video con lei che spiega che il figlio si è sì sentito male, ma che all’ospedale hanno spiegato essere solo il trauma psicologico di vedere la blatta che ha influito sul suo stare male, non una patologia causata da un croissant avariato. Il rischio che per una casualità un’azienda possa subire un danno d’immagine immenso è grosso, non sarebbe il caso attendere l’esito delle indagini dei NAS prima di indignare l’Italia intera?

Come alla Melegatti anche alla Bauli lavorano operai italiani, 1214 dipendenti secondo Wikipedia. Anche la Bauli è italiana, non della Nestlé come sento spesso ripetere, anzi è proprio la Bauli ad avere acquisito dalla Nestlé alcuni marchi italiani che erano entrati a fare parte del multinazionale.

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Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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