La segnalazione di questa notizia l’ho vista durante la pausa pranzo, per fortuna il menù di oggi non prevedeva pasta al pomodoro o avrebbe rischiato di rovinarmi il pasto. La segnalazione infatti riguarda questa fotografia:

Il documento riportato è un falso. La notizia è una bufala.

Per i più pigri l’articolo finisce qui, per gli altri prosegue con un’analisi abbastanza dettagliata del perché è un falso e con alcuni consigli per verificare futuri documenti simili.

A un primo sguardo si notano subito delle “stranezze”: in alcuni campi compilati dal funzionario del Ministero della Salute, l’inchiostro è in due diverse tonalità: una nera nera che spicca, e una tendente al grigio chiaro. Effetto tipico di quando si usa un programma per la modifica dei file in formato pdf. Questo contrasto si ha soprattutto quando il pdf che si vuole modificare non è l’originale, ma è ad esempio la scansione di una stampa. Ma ammettiamo che invece sia il documento originale. Come possiamo fare per capire se siamo di fronte a un richiamo vero o a un richiamo farlocco, inventato dal sabotatore di turno? È abbastanza facile. Basta innanzitutto guardare nella sezione Avvisi di Sicurezza del sito del Ministero della Salute e cercare nella sezione di nostro interesse (in questo caso la sezione Richiamo di prodotti alimentari da parte degli operatori). In questo caso in data 6 novembre non abbiamo nulla. Nessun richiamo, nessun ritiro. In caso avessimo ancora dei dubbi possiamo sempre andare a fare un giro sul sito della UE dedicato alle allerte (RASFF) di cui vi ho già parlato in passato. Anche qui il nulla cosmico relativamente all’arsenico nella passata di pomodoro. Nel caso in cui ancora pensassimo che sia il Ministero della Salute sia la UE ci vogliano intossicare con l’arsenico nella passata di pomodoro, o che la lobby della passata abbia corrotto tutte le autorità possibili, riprendiamo in mano il documento e cerchiamo ulteriori informazioni. Nell’era di internet ci vogliono pochi secondi.

Il documento riporta il numero di identificazione dello stabilimento, che in questo caso è MA AGR 1898. La Mutti è una società italiana, con stabilimenti in Italia, per cui il numero di identificazione dello stabilimento dovrebbe cominciare con IT. Il numero di riconoscimento dello stabilimento però viene assegnato ai sensi del Reg. CE 853/2004 per la produzione di alimenti di origine animale, quindi la Mutti che produce passata di pomodoro non ha ottenuto questo numero (e come avrebbe potuto?). Ohibò, e allora? La UE mette a disposizione di tutti noi alcune banche dati interessanti, tra cui la lista degli stabilimenti dei paesi UE e dei paesi non UE autorizzati all’importazione. Così veniamo a sapere che questo numero appartiene a uno stabilimento del Marocco (non proprio un noto produttore di pomodori, eh). A pagina 3 potrete trovare a chi appartiene il numero 1898. Sempre grazie a Google possiamo facilmente scoprire che DURANTE IMPORT di Ospiate di Bollate e ENGEL PRODUZIONI sita in via Forlimpopoli 13 di non si sa bene quale Comune, o non esistono o nulla hanno a che vedere con la passata di pomodoro. Il motivo del richiamo poi… “Riscontrate tracce di Arsenico (As)”. Le tracce erano superiori al limite consentito dalla legge? Dettagliamo un pochino di più le informazioni che si forniscono ai consumatori e a chi deve effettuare il ritiro (sul sito RASFF ad esempio di solito vengono riportati i quantitativi di sostanza indesiderata riscontrati, ma del resto il RASFF non riporta nulla a riguardo).

Chi ci ha segnalato questo simpatico documento falso, ha riportato anche un link a Fanpage, sito di cui solitamente mi fido come dell’autenticità di una moneta da 3 euro, ma che in questo caso riportava una notizia corretta. Curioso notare come il numero di autorizzazione, il numero di lotto, la data di scadenza e l’indirizzo del produttore fossero gli stessi. Coincidenze? Io non credo (cit.)

Vorrei sapere chi è quel simpaticone che si diverte a falsificare questo tipo di documenti,  peraltro vorrei dirgli che come falsificatore è poco credibile, anche se sono sicura che abbia creato panico e falsi allarmismi, oltre al rinvigorimento di vecchie polemiche sulla passata di pomodoro e sulla sua provenienza. Scherzi di “pessimissimo” gusto.

Thunderstruck @ butac punto it

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