La chimica assolve l’olio di palma

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Dario Bressanini, docente di chimica all’Unins e divulgatore scientifico, nel contesto di una conferenza organizzata dalla Camera di Commercio di Torino e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha dichiarato che l’olio di palma è stato demonizzato ingiustamente negli ultimi mesi, a causa di “una campagna mediatica senza riscontri scientifici”.

Va molto di moda creare un solo alimento colpevole ed esaltare ‘supercibi’ che fanno bene, ma gli allarmismi ed i facili entusiasmi hanno poco senso, anzi sono controproducenti. L’unica strada da seguire per la salute è la dieta variata senza eccessi. Ed è molto meglio che le industrie alimentari mettano in etichetta cosa c’è piuttosto che apporre scritte su cosa non c’è nei prodotti (…) ha poco senso additare un elemento complesso come qualsiasi grasso alimentare dandogli la colpa di causare patologie, quando se le stesse molecole sono contenute in altri oli. Per certe applicazioni i sostituti suggeriti al posto dell’olio di palma sono cento volte peggio. E l’olio di palma ha anche dei vantaggi come, ad esempio la resistenza all’ossidazione. Certi grassi insaturi che vanno tanto di moda, invece, come olio di mais o girasole, sono a rischio di processi di ossidazione che possono formare sostanze tutt’altro che benefiche per l’organismo umano.

Per quanto riguarda l’aspetto ambientale, Stefano Savi dell’Rspo, la Tavola Rotonda sull’olio di palma sostenibile, ha osservato:

Anche se l’Europa mettesse al bando la vendita di prodotti con olio di palma ci sarebbe comunque il mercato di India e Cina a sviluppare la domanda. La strada da seguire è quella della certificazione, che ormai rappresenta il 18% della produzione totale, 109 mila produttori e un’estensione complessiva di 257 mila ettari.

Certo è abbastanza prevedibile che chi ha demonizzato fino a oggi l’olio di palma non farà marcia indietro tanto facilmente, ma piuttosto insisterà nel trovare giustificazioni a questa demonizzazione, esattamente com’è successo ogni volta che ci sono state novità sulla questione e si è cominciato a capire che i rischi per la salute su cui si basava la campagna non erano quelli che si volevano far credere. Chi vorrà rimanere ancorato alle proprie convinzioni riterrà più attendibili le dichiarazioni partite da chi chiedeva di sostituire l’olio di palma col burro, spiegando che:

Secondo i nutrizionisti l’assunzione giornaliera di dosi elevate di questo ingrediente può risultare dannosa per la salute a causa della presenza dei grassi saturi.

…il burro invece no, vero?

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Che la campagna fosse fondamentalmente di stampo economico è stato evidente fin dall’inizio, ma siccome siamo delle capre molti prodotti contenenti olio di palma sono stati eliminati dal mercato per accontentare i consumatori.

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“OLIO DI PALMA: quando i consumatori fanno la differenza.” Madòòò che bravi questi consumatori pieni di spirito critico!

Sono stato sostituiti da oli vegetali (poi si è levato un grido da parte dei consumatori: “Ma questi biscotti fanno cacare!”), spero non idrogenati dato che l’introduzione dell’olio di palma in tempi recenti è stata causata proprio dell’eliminazione dei grassi idrogenati dagli ingredienti di tali prodotti in quanto dichiarati dannosi per la salute (ma in Italia non ancora messi fuori legge). Come ha sottolineato Dario Bressanini, invece che dichiarare con tutta questa enfasi cosa NON contengono tali prodotti, sarebbe il caso di indicare chiaramente cosa contengono. E, aggiungo io, che i consumatori cominciassero a informarsi su cosa mangiano, su cosa sono e come funzionano i valori nutrizionali, su qual è l’alimentazione corretta da seguire nel quotidiano; altrimenti si finisce davvero per essere felici che l’olio di palma sia stato sostituito dal burro, dagli oli vegetali o dai grassi idrogenati.

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“ADDIO OLIO DI PALMA! Coop sostituisce l’olio di palma in tutti i suoi prodotti alimentari a marchio Coop.” Sì ma… lo sostituisce con cosa?

PER I PIÙ PIGRI (riassunto delle puntate precedenti sull’olio di palma):

  • Sostituire l’olio di palma col burro è inutile da un punto di vista nutrizionale perché i valori sono molto simili, ed entrambi vanno assunti in quantità contenute, soprattutto da parte dei bambini
  • Sostituire l’olio di palma col burro è inutile da un punto di vista ambientale perché per soddisfare la richiesta bisognerebbe comunque disboscare per adibire le aree coltivabili a pascolo, e poi lo sfruttamento delle mucche? E i vegani? E i marò? (Scusate, non sono riuscita a trattenermi)
  • Non è possibile sostituire i grassi saturi (palma, burro) con oli vegetali, perché non sono adatti alle stesse ricette
  • Per utilizzare i grassi insaturi (girasole, arachidi, soia, mais ecc) al posto di quelli saturi nelle stesse ricette bisogna ricorrere a processi chimici tra cui l’idrogenazione, dichiarata dannosa per la salute anche in minime quantità
  • Le coltivazioni di piante da olio che non siano la palma sono molto meno produttive e richiederebbero la deforestazione di aree ancora più ampie di quelle utilizzate oggi per la coltivazione della palma da olio
  • La campagna contro l’olio di palma è partita da siti affiliati ad aziende di import/export di prodotti italiani che hanno usato le preoccupazioni per la salute per proteggere i propri interessi economici, che non sarebbero minimamente interessati alla gran parte della popolazione
  • Molte aziende e GDO (grande distribuzione organizzata) hanno soddisfatto le richieste dei consumatori eliminando l’olio di palma dai loro prodotti con gran clamore, cercando di tenersi i clienti ma di fatto legittimando una campagna insensata e abbassando la qualità dei loro prodotti, spesso senza nemmeno dichiarare con cosa è stato sostituito l’olio di palma, tanto basta sbandierare che è stato eliminato
  • Un buon modo per rispettare le preoccupazioni etiche è quello delle certificazioni di coltivazioni sostenibili, le leggi nei Paesi produttori ci sono già, chi non le rispetta non ottiene la certificazione
  • Chi vorrà continuare a sostenere che l’olio di palma faccia male parlerà di un complotto, chi vorrà sostenere che la Rspo nasconda chissà quali oscuri interessi economici probabilmente a breve comincerà a parlare di Big Oil come per le medicine si parla di Big Pharma, chi ha una mentalità complottista e poco razionale difficilmente può essere convinto a lasciar perdere le reazioni di pancia e ragionare col cervello
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PER CHI VUOLE APPROFONDIRE (le puntate precedenti sull’olio di palma):

Un po’ di chiarezza sull’olio di palma

Olio di palma, qualche precisazione in più

BigFood e l’olio di palma?

noemi at butac punto it

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