La dieta del gruppo sanguigno

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GRUPPOSANGUIGNO

Oggi le segnalazioni giunte all’indirizzo di posta elettronica ci portano a parlare della dieta del gruppo sanguigno. Non sono poche le persone che seguono questa pseudodieta e c’è chi la segue con la speranza di ottenere miglioramenti anche miracolosi. Il lato più preoccupante è chi diffonde queste sciocchezze infondante: spesso abbiamo dottori registrati all’Ordine dei Medici che sfruttano l’aura di autorità della laurea conseguita per imporre una linea di pensiero pericolosa.
Poiché gli pseudomedici sarebbero troppi da denunciare e smontare, preferisco per ora limitarmi al solo argomento alla mano. In calce all’articolo lascerò comunque un ammonimento nel caso in cui vi imbatteste in una di queste figure e un paio di consigli su come agire.

Partiamo dalla pseudoscienza. La dieta del gruppo sanguigno nasce da una teoria del naturopata James D’Adamo, ripresa in seguito dal figlio Peter James. Secondo i due naturopati, esisterebbe un legame tra malattie e gruppo sanguigno dovuto al modo in cui si legano alcuni batteri. Alcuni gruppi sanguigni sarebbero più esposti a una determinata malattia, perciò a ciascuno dei quattro gruppi sanguigni si fa corrispondere un profilo dietetico specifico e assolutistico per contenere i rischi. Nello specifico,

  • Il gruppo 0 osserva un regime di sole carne, frutta e piante.
  • Il gruppo A segue una dieta simile a quella vegetariana.
  • Il gruppo B, oltre a carne e vegetali, può assumere anche latticini.
  • Il gruppo AB segue con moderazione il gruppo A e il gruppo B.

Seguendo questa dieta sarebbe possibile ridurre – addirittura eliminare! – l’incidenza di malattie croniche o condizioni patologiche particolari, come le malattie cardiovascolari. Alcuni fra coloro che propongono questa dieta la impongono a discapito di farmaci e terapie più adatte; nel peggiore dei casi, inveiscono contro i farmaci stessi, definendoli “inutili”, e invitando a non discuterne con un medico. Si tratta di uno standard di certuni naturopati, che vedono nel farmaco qualcosa di velenoso e inutile, elogiando il “naturale” perché più sicuro.
Coloro che pretendono di sostituirsi alla evidence-based medicine propugnano due scopi: il primo, screditare il metodo scientifico senza alcuna prova della sua inefficacia; il secondo, arricchirsi alle spalle del malato spacciandosi come loro coscienziosi salvatori.

La dieta del gruppo sanguigno si dimostra antiscientifica già nelle premesse. A parte l’incredibile arbitrarietà dei modelli alimentari da seguire, la definizione di gruppo sanguigno è in realtà ben più complessa. Come riporta correttamente la definizione di Wikipedia, il gruppo sanguigno è una classificazione determinata

tramite la presenza o l’assenza di antigeni sulla superficie dei globuli rossi. Questi antigeni possono essere proteine, carboidrati, glicoproteine o glicolipidi dipendenti dal sistema di classificazione usato e alcuni di essi sono presenti anche sulla superficie di altri tipi di cellule di vari tessuti.

Oltre ad A e B dobbiamo ricordarci del sistema Rh, detto anche fattore Rhesus (Rh+ o Rh-), così si arriva a otto combinazioni possibili: A+, A-, B+, B-, AB+, AB-, 0+ e 0-. Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

La dieta dei naturopati fa riferimento alle prime scoperte dello scienziato austriaco premio Nobel per la Medicina, il dottor Karl Landsteiner – vi rimando alla sua pagina wiki per maggiori informazioni. Il sistema AB0 è considerato senza dubbio il più importante, ma la Società Internazionale Trasfusioni di Sangue (IBTS) riconosce a oggi più di una trentina di sistemi per definire il gruppo sanguigno, che avviene in base agli antigeni presenti sulla superficie del globulo rosso. Ciascun gruppo comprende in sé un insieme di antigeni che possono presentarsi contemporaneamente ad A e B e possono essere il risultato di alcune malattie, come per esempio la sindrome di McLeod (qui in italiano). Infine, alcune combinazioni di antigeni risultano tipiche di alcune etnie.

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Non so con certezza se la dieta preveda anche il fattore Rhesus, ma i due naturopati D’Adamo affermano che vi sia un legame fra “batteri che causano le malattie” (sic!), ciò che mangiamo e il gruppo sanguigno. Se questo legame fra regime da seguire e presenza o meno degli antigeni fosse vero, perché non tenere conto anche degli altri antigeni? Con gruppo sanguigno, i D’Adamo intendono l’espressione e la combinazione di due soli antigeni, A e B. Quali sarebbero gli effetti di questi presunti “batteri portatori di malattie” sugli altri antigeni? Possibile che non vi siano controindicazioni nella dieta e che la dieta per il gruppo A non interferisca con gli altri gruppi? Come la mettiamo infine per chi ha “sangue raro“?

Un altro punto della dieta è il ruolo delle lectine. Come riporta Query Online, il pensiero condiviso dai D’Adamo è chiaro:

se introdotte nell’alimentazione di persone con il gruppo sanguigno sbagliato, [le lectine] avrebbero causato l’agglutinazione delle cellule sanguigne con conseguente precipitazione delle medesime, l’innesco di un processo infiammatorio e la sintomatologia da pseudointolleranza.

Un classico della naturopatia: il falso allarmismo basato su paroloni incomprensibili ai più, giusto per mettere paura e passare per “affidabili”. In realtà, le lectine contenute nei cibi sono poche e molto termolabili. Questo non comporta alcun problema per il nostro corpo.

I due naturopati vantano di possedere numerose prove a proprio favore e di aver condotto molte ricerche nel campo. Per queste ultime, PubMed risponde al loro nome con la desolazione più nera. Esiste però uno studio che tenta di trovare una relazione tra il sistema AB0 e flora batterica: nello specifico, alcuni batteri sarebbero più presenti in un gruppo sanguigno rispetto a un altro. Qui trovate lo studio in questione e, come leggerete, non c’entra nulla con quanto espresso dai D’Adamo.

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Quanto alle prove, in questi casi si dovrebbe parlare di cartelle cliniche che dimostrerebbero in modo inequivocabile l’efficacia della dieta. Ovviamente, queste cartelle non sono state viste da nessuno all’infuori del circolo dei D’Adamo. Che ci sia davvero qualcosa sotto, alla stregua di quanto loro incolpino alla medicina basata su prove?

Inutile dire che la dieta del gruppo sanguigno non funziona. Uno studio del Toronto Nutrigenomic and Health Institute condotto su 1455 persone conferma che l’appaiamento della dieta con il presunto gruppo sanguigno corretto non lascia intravedere alcuna differenza rispetto ai gruppi non associati. Lo studio è visibile per intero qui e non è di difficile comprensione.

Insomma, l’ennesima cialtronata diffusa da emeriti incompetenti per spillare soldi. A farvi ricorso sono in molti e chi vi abbocca non sono solo i meri interessati a una nuova dieta, bensì chi soffre di condizioni non curabili (diabete in primis!) e cerca nei “rimedi alternativi” il sollievo alla disperazione.

Un piccolo monito: di solito il naturopata ha abbastanza sale in zucca da non suggerirvi di abbandonare tutte le medicine. Nel caso doveste imbattervi in uno di questi soggetti o leggiate testimonianze di persone che hanno “abbandonato i farmaci” in favore di questa dieta, denunciate tutto all’Ordine dei Medici. Per maggiori dettagli, controllate sul sito del FNOMCeO e digitate il nome di chi sta divulgando questa fuffa.

Restate scettici, restate diffidenti. Se volete perdere peso, fatelo con coscienza: affidatevi a un vero nutrizionista esperto, non certo a un naturopata qualunque.

Il Ninth
(theninth chiocciola butac punto it)

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