camerati

Premessa: nessuna bufala da queste parti, qualche considerazione da parte di un blogger che sente il bisogno di raccontare anche cose, e non solo fare debunking.

C’è una foto che dall’8 gennaio 2018 circola sul web:

Siete in tanti ad avermela segnalata, alcuni convinti sia fasulla, alcuni che sia una foto d’epoca, altri un fotomontaggio tra immagini di oggi e di ieri (e con ieri s’intende il ventennio fascista). Partiamo dall’inizio la foto è la testimonianza di una commemorazione che si è tenuta il 7 gennaio a Roma (e pare anche in altre città italiane, ma con decisamente minore impatto).

La manifestazione commemorativa è per ricordare la strage di Acca Larentia, avvenuta il 7 gennaio 1978 a Roma. Due giovani attivisti del Fronte della Gioventù furono uccisi in un agguato. A loro si aggiunse un terzo morto, ucciso da un capitano dei Carabinieri qualche ora dopo, durante gli scontri con la polizia che seguirono l’attentato (e ritengo andrebbe aggiunto anche un quarto morto, Alberto Giaquinto, minorenne, ucciso anche lui dalle Forze dell’Ordine l’anno successivo, durante le manifestazioni in ricordo dei tre del 1978). Leggere queste pagine di cronaca fa male, perché dimostra come il nostro Paese abbia attraversato periodi davvero bui, dove la lotta politica era affiancata dalla violenza, qualunque fosse lo schieramento.

Sono stati anni terribili per il nostro Paese, anni di cui purtroppo alcuni hanno perso la memoria, quando invece i morti da tutte le parti sono stati troppi. Sarebbe bello che a scuola venisse insegnata anche questa storia recente (anche se sarebbe molto importante farlo nella maniera corretta, senza ideologie in tasca), e invece spesso nel programma si fatica a finire la Seconda guerra mondiale.

L’originale è a colori, non è chiaro chi l’abbia scattata, si trova all’interno di un video diffuso su un canale YouTube:

La mia impressione che la foto non sia photoshoppata viene dalle immagini che la precedono e seguono, la folla è sotto gli occhi di tutti. Non c’è trucco, non c’è inganno:

La ragione delle tante segnalazioni è che molti sono allibiti dalla marea di gente. Ma c’è una cosa che vorrei che notaste tutti, sembrano tantissimi, ma in realtà, sono molti meno di quelli che appaiono. Il trucco è vecchio come il marketing dell’Impero Romano, basta mettere in fila la gente, distanziandola per bene, su linee precise, per fare grandissimo effetto. Ma se guardate con attenzione si tratta di file da sette persone, distanziate di circa un metro le une dalle altre.

In questa foto non ci sono più di 70/80 persone

Marciare in quella maniera è un ottimo sistema per sembrare molti di più di quelli che si è in realtà: le foto, specie dall’alto, riprendono la scena in obliquo, senza che ci si accorga dello spazio che c’è tra una fila e l’altra, dando così l’impressione di una massa molto compatta. Sicuramente fa strano vedere così tanta gente marciare perfettamente unita, ma come avrete capito è una direttiva impartita appositamente per dare quest’impressione.

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Ma quanti sono?

Per provare a calcolare i partecipanti ho seguito un’altra strada (sempre empirica, basata sulle immagini che circolano). Si vede la scena davanti alla sede del MSI, teatro dell’agguato:

Da Google la stessa zona (via Evandro, angolo Acca Larenzia) si presenta così:

veduta dall'alto con G Maps

È una strada a senso unico dove si parcheggia da ambo i lati, con ampi marciapiedi. Lo spazio in cui stanno le persone nel video (AREA 1) è di circa 15 metri per 25=375 metri quadri.  Come c’insegna Wu Ming, in ogni metro quadro ci stanno circa 4 persone fitte, quindi, 375*4= qui ci stanno fitte 1500 persone – senza tenere conto di alberi e cassonetti. L’AREA 2 è circa 10metri*17=170mq, seguendo sempre la regola del 4 per metro quadro=680 persone. Poi se ne vedono un po’ sulla scalinata, e forse altri alle spalle. 2180 persone.

Apologia di fascismo?

Alcuni tra i tanti che me l’hanno segnalata mi hanno chiesto se non fosse una manifestazione denunciabile per apologia di fascismo, ma anche qui ci sono alcune cose da spiegare. Già l’anno scorso la Corte si è espressa su questa manifestazione concludendo che:

Passando all’esame della fattispecie concreta, emergente dal materiale probatorio, il Giudice:

escludeva che le modalità di svolgimento della manifestazione avessero creato il pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista e che quindi fosse ravvisabile il reato di cui alla L. n. 645 del 1952, art. 5;

evidenziava la natura della manifestazione e del corteo, organizzati al solo fine commemorativo di tre defunti, tutti storicamente vittime di una violenta lotta politica che aveva attraversato diverse fasi storiche, sottolineando che le manifestazioni di carattere fascista e con indubbia simbologia fascista erano finalizzate a detta commemorazione, in segno di omaggio e di umana pietà, senza alcuna finalità di restaurazione fascista;

– rappresentava, inoltre, le modalità ordinate e rispettose del corteo, svoltosi in assoluto silenzio, portando i manifestanti le fiammelle in mano accompagnati dal solo suono dei tamburi senza inni, canti, frasi o slogan evocativi dell’ideologia fascista, senza comportamenti aggressivi, minacciosi o violenti nei confronti dei presenti, armi o altri strumenti;

sottolineava, inoltre, che lo stesso contenuto dello striscione era limitato a rendere “onore ai camerati caduti”, senza aggiungere riferimenti a lotte o rivendicazioni politiche, e che anche il comunicato del comitato organizzatore unitario del 15 aprile 2014 aveva fatto riferimento a detta finalità;

escludeva, alla luce della complessiva valutazione delle circostanze e modalità del corteo, e pur in presenza di ostentazione di simboli e saluti fascisti, che la manifestazione avesse assunto connotati tali da suggestionare in concreto la folla inducendo nei presenti sentimenti nostalgici in cui ravvisare un serio pericolo di riorganizzazione del partito fascista.

Quindi manifestazione autorizzata, saluto romano pure. Quello che però è importante è aver presente che pur sembrando una massa immane di persone sono in realtà un numero esiguo, specie se si considera che il tutto è avvenuto a Roma, città da quasi tre milioni di abitanti. Pensare che su quasi tre milioni solo questi abbiano partecipato dimostra quanto sia poco sentita questa “nostalgia del passato”. Secondo un’analisi fatta da Wu Ming e pubblicata sul Twitter quelle nella foto non sarebbero più di un migliaio di persone.

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I dubbi sul fatto che sia stata photoshoppata vengono da alcune anomalie, come ha evidenziato Giornalettismo. E sempre come ha spiegato Wu Ming con quest’altra fotografia, “quel corteo descritto come «lunghissimo» e «immenso» è lungo poco più di 300 metri”:

Quel corteo descritto come «lunghissimo» e «immenso» è lungo poco più di 300 metri (via @xho).

Nelle segnalazioni che abbiamo ricevuto, e nei commenti alla foto però sono in tanti ad insistere che sia un photoshop. Io non sono un fotografo professionista, ma ho già visto quei difetti si tratta di effetti ottici dovuti alle condizioni di scatto, schiacciato, che oltretutto genera una serie di anomalie abbastanza comuni. Ho visto discutere di una cunetta che non ci sarebbe vicino al sotto passaggio, post eterni, quando basta guardare uno dei video per accorgersi che anche in video si nota un qualche genere di avvallamento, che magari dal vivo non si nota affatto, ma è chiaro che un’immagine con quella profondità possa metterlo più in evidenza che l’occhio umano. Insomma, tanti, tantissimi a cercare di sbufalare la foto, perché è così importante dimostrare che sia un montaggio? Come ha sottolineato Wu Ming e come avevo fatto anche io in maniera più empirica, quelli nella foto non sono 6-7mila persone, sono forse 1000, forse 1500. Ma nell’area dell’effettivo saluto della commemorazione è facile superassero le duemila presenze.

Il bianco e nero oltretutto aiuta moltissimo nell’effetto vintage commemorativo. Basta vederne una a colori e con altra angolazione per rendersi meglio conto della situazione:

E ancora un’altra immagine che mostra il serpentone:

Per capirci, a Bologna (città con decisamente meno abitanti di Roma) nel 2008 il corteo degli studenti anti-riforma Gelmini era composto da circa diecimila giovani. Ma facevano molta meno scena, erano chiassosi, scomposti e ammassati. Il rigore della marcia ordinata fa miracoli.

Tutte foto che arrivano da provenienza diversa, tutte che mostrano un lungo serpentone, ben distanziato, ben inquadrato. Per me siamo al massimo di fronte a numeri esagerati (come capita spesso). Non ho ancora visto quali siano le presenze secondo la questura, ma tanto chi ci piglia mai…

maicolengel at butac punto it

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