L’accusa

Tutta la bagarre nasce per un post su Facebook, ripreso da tantissimi quotidiani:

Sono incazzata nera… Mia mamma operata ieri (89) anni è stata trasferita di stanza in Ospedale a Parma perché la mamma della bimba ricoverata nella stessa stanza e’ mussulmana e quindi non può stare nella stessa stanza di notte con mio fratello che va a fare assistenza alla mamma… Dopo vari divetbi ( mi dovevi avvisare che veniva un uomo ecc ecc mia mamma già disorientata ecc e stata spostata di stanza !!; Ma noi siamo cittadini italiani o che cosa? Se non puoi far notte in ospedale con un uomo in stanza chiami tuo marito non che debbano spostare un anziano per la tua religione e per evitare casini!!!; Andate Affanculo voi e le leggi che ve lo permettono compresi i cattocomunisti!!!!

Questo il post pubblicato da Marina Battistolli, infermiera diplomata figlia appunto della signora che è stata spostata di letto. Vediamo di chiarire la situazione, perché l’indignazione è una cosa che fa presa sulla pancia di tutti ma un po’ di spirito critico bisogna che impariamo ad averlo, no? I giornali, per la stragrande maggioranza, riportano solo le parole della signora Battistolli. Parole indignate. Parole che però raccontano davvero poco.

La parola alla difesa

Come dimostra il comunicato fatto circolare dall’Ospedale Maggiore di Parma e che solo pochi hanno inserito negli articoli che riguardano la vicenda:

“Il trasferimento della signora nella stanza a fianco, dal letto 7 al letto 9 – precisa Giuseppe La Torre coordinatore infermieristico dell’unità operativa – non è ovviamente stato imposto ai famigliari della signora, ma è stato eseguito insieme a loro; tant’è – prosegue La Torre – che da quanto verificato il nipote della paziente si è dimostrato molto gentile con gli infermieri aiutandoli a spostare gli oggetti della nonna, presenti sopra al comodino”.

Le cure e la degenza della signora sono quindi proseguite nella stanza a fianco insieme a un’altra paziente di simile età anagrafica.

“Il trasferimento –ribadisce il Prof. Enrico Sesenna, direttore della Chirurgia Maxillo Facciale- è stato concordato dall’équipe e veniva incontro alle rispettive esigenze. Ci sembra del tutto ragionevole – conclude il primario – mantenere un clima sereno e collaborativo da parte di tutti, in special modo quando questo non causa disagi ai pazienti e ai loro congiunti“.

E concludono:

Quanto poi alla presenza di letti in corridoio, dichiarata dalla signora Mariella Battistotti, si precisa che in Chirurgia Maxillo-facciale la presenza di letti e barelle tecniche fuori dalle stanze di degenza fa parte della normale attività di consulenza specialistica che la struttura svolge per il Pronto soccorso. Non erano quindi pazienti ricoverati che non avevano una stanza, ma pazienti in attesa di una prestazione specialistica presso gli ambulatori d’urgenza chirurgica presenti all’interno del reparto. E, come sempre avviene, non appena terminate le cure fanno ritorno nella struttura di afferenza.

Concludendo

Quindi per riassumere: la signora è stata trasferita nella stanza attigua, non certo in corridoio, senza che ci sia stata particolare insistenza da parte della famiglia albanese. In corridoio ci sono normalmente letti per chi è l’ in attesa di essere visitato al Pronto Soccorso. La signora Battistolli è infermiera, queste cose le dovrebbe sapere, non trovate anche voi? Ma indignare serve a una narrativa ben precisa, quella che vuole gli stranieri come causa di tutti i problemi nel nostro Paese.

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maicolengel at butac punto it

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