La qualità della controinformazione: Ubuntu e Carlo

Neil 6 Gen 2016
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Ovvero come chi vorrebbe fare controinformazione abbia in realtà lo stesso quoziente intellettivo di un sasso.
Con questa rubrica ho trattato quei post o articoli così chiaramente e palesemente stupidi per dimostrare che chi condivide certe cose non è in grado di capire che si tratta di scemenze colossali, solitamente fatte apposta per prendere in giro gente come loro. Le Piccole Perle invece sono generalmente create con intenti “seri”, ma si rivelano comunque bufale, mezze bufale o comunque contengono informazioni parziali o manca qualche informazione chiave.
Grazie ad una talpa mi è stato segnalata questa immagine che avevo già visto molto tempo fa

10553528_938384072904916_2274423682455930956_nSOLO IN ITALIA
Ubuntu
36 anni, congolsese – pregiudicato – vive in un bilocale messo a disposizione da comune in cui risiede
Carlo
78 anni, piemontese – incensurato – da due mesi vive in un parco perché lo Stato gli ha pignorato la casa!!!
È UNA VERGOGNIA!!!

L’immagine è stata condivisa in un gruppo fan Facebook di un noto politico italiano.
Facciamo finta di non aver visto l’enorme watermark nel mezzo della immagine per il momento. Questo tipo di immagine con il confronto tra due situazione diverse è un classico della controinformazione e delle “proteste sociali” on-line. Generalmente non valgono un fico secco in quanto prive di fonti e spesso i dati vengono scelti con un criterio arbitrario, ovviamente favorevole al punto che si vuole mettere in evidenza, se non addirittura inventati o falsati.
Davanti ad una immagine così forte come avranno reagito i moderati e attenti fan del noto politico
 
furbonie ancora
furboni 2e ancora
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Dopo varie ore e svariati commenti nessuno si è soffermato a guardare bene l’immagine. Questa è l’ennesima dimostrazione del fenomeno del bias di conferma 

È un processo mentale che consiste nel ricercare, selezionare e interpretare informazioni in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quelle che confermano le proprie convinzioni o ipotesi, e viceversa, ignorare o sminuire informazioni che le contraddicono. Il fenomeno è più marcato nel contesto di argomenti che suscitano forti emozioni o che vanno a toccare credenze profondamente radicate.

Se invece di bersi tutto quello che viene postato sulla loro pagina si fossero fatti delle semplici domande tipo

  1. Cos’è quella patacca nel mezzo della immagine?
  2. Ma non l’ho già visto quello a sinistra?
  3. Ma non l’ho già visto quello a destra?
  4. Ma chi mi dice che queste informazioni siano vere?

Per la quarta domanda credo che non ci sia alcuna speranza, ma per le altre bastano pochi secondi e svelano subito la natura della immagine in questione.
Carlo, il pensionato di 78 anni è in realtà Charles Manson, famosissimo criminale statunitense.
charlesUbuntu, nome un po’ strano per qualsiasi cosa che non sia un sistema operativo Linux,  invece è Chris Tucker, attore americano.
chris
Non posso pretendere che ciascuno dei commentatori del post investa il proprio prezioso tempo per fare una verifica così semplice e che conosca entrambi questi personaggi stranieri, ma il watermark in mezzo alla immagine è scritto in italiano. SIAMO LA GENTE IL POTERE CI TEMONO è una pagina Facebook satirica che i fan di quel famoso politico italiano dovrebbero conoscere molto bene dato che tratta spesso il loro beniamino. Non accorgersene denota quanta attenzione venga data alla validità di quello che viene postato.
Chi ha realizzato l’immagine originale si è fatto avanti, quindi la paternità della sfida Ubuntu/Carlo è de Gli Scura. L’immagine poi venne ricondivisa col logo di SLGIPCT e da lì è diventato leggenda. Il numero di persone che sta condividendo la cosa sta diventando preoccupante, così come le dichiarazioni sul Duce.
Come sempre, l’importante è che quello che ho davanti confermi le mie idee, che confermi i miei giudizi e che mi dia altri motivi per arrabbiarmi e protestare. Perché verificare? Perché sbattermi per capire se sia vero o no, è in linea con quello che penso, quindi è vero.
Ricordatevi che Google e Google immagini sono vostri amici e possono evitarvi figuracce da condivisione di scemenze e acidità di stomaco da rabbia inutile. Purtroppo tanti condividono queste immagini consapevoli che siano stupidate  come trappola per i boccaloni (non in questo caso specifico) per farsi due risate. Per quanto possa capire che sia molto divertente, piuttosto condividete il post originale di chi l’ha creato, così da dare uno strumento in più agli utenti per capirne la natura. Condividendo solo l’immagine questa informazione si perde e le bufale continuano a correre senza sosta.
Certo, a volte basterebbe solo accendere il cervello. Il 2016 è cominciato esattamente come è finito il 2015, pieno di bufale.
Aggiornamento 05/01/2016
Non è un errore, per la prima volta sto aggiornando un articolo ancora prima della pubblicazione! Finché trovi sto scempio condiviso in un gruppo di “diversamente agiati” di poche migliaia di fan di un certo politico italiano posso capirlo, diciamo così, ma oggi una pagina decisamente più grossa l’ha condivisa
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Oltre 700 like e 2400 condivisioni per un fake fatto malissimo – appositamente – condiviso su una pagina con oltre 40mila fan. Che hanno questo motto

Entra a dire la tua per combattere questo stato infame!!

La mia è che siete messi male male. Almeno qui qualcuno si è accorto che è una scemenza, ma dopo 14 ore dalla pubblicazione il post non è stato modificato o cancellato. Lo scopo di chi gestisce questo tipo di pagine NON è informarvi, è MANIPOLARVI per creare una base di gente arrabbiata da orientare politicamente. Immagino che altri abbiano condiviso in questi giorni questa vecchia immagine in quanto i super intellettuali di questo ambiente tendono a copiarsi continuamente.
Questo è quello che fa la controinformazione in Italia: disinformazione.
Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.
neilperri @ butac.it
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