La Riscossione Sicilia e le tasse dei deputati

58
33

[message_box title=”NOTIZIA” color=”red”]Mario Giordano denuncia in un video come i “deputati” della Regione Sicilia evadano le tasse e sostiene che per permetterglielo venga chiusa l’agenzia Riscossione Sicilia.[/message_box]

[message_box title=”MESSAGE TITLE” color=”green”]È vero, la Sicilia ha svariati evasori, ma se Riscossione Sicilia chiudesse verrebbe comunque assorbita da Equitalia nella sua interezza, e l’eventuale chiusura dell’agenzia è dovuta a problemi denunciati dallo stesso Fiumefreddo citato da Giordano.[/message_box]

Riscossione Sicilia

Circola un video che mi avete segnalato in tanti, il protagonista è Mario Giordano, direttore del TG4, che sull’onda del marketing virale confeziona un perfetto prodotto da social network, un messaggio-denuncia, che unisce fatti, recitazione, un filo di sensazionalismo, e su cui ritengo vadano fatte un po’ di precisazioni.

La denuncia sulle tasse non pagate dai deputati siciliani è corretta, è vero che solo parte delle tasse non pagate in Sicilia viene poi riscossa, ed è vero che ci sono deputati tra le liste di chi ha debiti col fisco. Ma Mario Giordano nel suo intervento video fa sembrare Riscossione Sicilia come la salvatrice della regione, quando invece è la figura di Fiumefreddo quella importante.

E Fiumefreddo non si è concentrato solo sui deputati, come riportato anche da Tgcom qualche mese fa:

“Grandi evasori nei settori ortofrutta, carni e onoranze funebri” – “Dei 52 miliardi non riscossi, 22 miliardi sono ancora non prescritti”, ha sottolineato Fiumefreddo, il quale ha aggiunto che quando è stato fatto uno studio sui grandi evasori è stato appurato che le categorie interessate erano dedite a ortofrutta, onoranze funebri, appalti, carni. A Trapani la Riscossione da più di 15 anni non riesce a nominare un responsabile”.

Sì, è vero, Fiumefreddo è quello che ha cominciato questa battaglia all’evasione, e anche quello che ha denunciato dei dipendenti di Riscossione Sicilia per aver commesso illeciti, come spiegava Adnkronos qualche mese fa:

Sicilia, tasse cancellate a deputati Ars: nove indagati

Inoltre la decisione che avrebbe portato alla chiusura di Riscossione Sicilia, al contrario di quanto affermato nel video, non avrebbe portato alla sparizione della documentazione sugli evasori, o al licenziamento dei dipendenti, sarebbero tutti stati riassorbiti in quell’Equitalia che a inizio video viene nominata come implacabile vampira, e che quindi non credo avrebbe allentato la morsa sui soggetti in questione (a meno di collusioni ancora più gravi).

Ma i fatti, da quando Giordano ha girato il video sono ulteriormente cambiati, è proprio di pochi giorni fa la notizia che durante una riunione dei deputati:

Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, del resto, ha chiesto all’Aula di esprimersi presto su una questione che sollevò polemiche e scandali, rimbalzati anche sugli schermi delle tv nazionali. E che produssero anche una querela dell’Assemblea nei confronti dell’amministratore unico che aveva puntato il dito contro i parlamentari, sempre difeso dal governatore Rosario Crocetta. Ma il clima adesso sembra diverso. E le reazioni furenti dei deputati che giunsero a chiedere (e votare) appunto lo scioglimento dell’azienda e il passaggio dei quasi 700 dipendenti nell’ente nazionale che dovrà sostituire Equitalia, sembrano essere evaporate ai primi caldi raggi di sole di quest’anno.

Sia chiaro, io non so se sia un bene o un male che Riscossione Sicilia stia aperta o meno, o se Equitalia possa essere meglio o peggio, ma non è questo l’importante, quello che è davvero importante è come un problema di una regione a statuto speciale come la Sicilia venga passato come una colpa “italiana”, la responsabilità è interna alla regione stessa e si divide tra evasori, collusi e omertosi, o meglio tra chi materialmente evade, chi lo aiuta nell’opera e chi pur sapendo non denuncia. Ed è un male vecchio come il cucco, che affligge tantissime regioni italiane, sono ancora tanti quelli che ammirano chi ostenta, che paghi o meno le tasse non è importante, anzi più soldi ha più lo si guarda con ammirazione (o a volte timore).

Non credo sia necessario aggiungere altro

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Articolo precedenteDisinformare le masse – s1e487
Articolo successivoScienza, marketing e sensazionalismo
45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.