La società scientifica per il principio di precauzione

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Nessuna sbufalata qui, quanto sto per riportare è tutto vero e documentato, ma a me lascia leggermente strabiliato.

Il 10 agosto 2017 a Roma, nella Sala commissione ambiente del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, è stata firmata una lettera d’intenti per la costituzione della Società Scientifica per il principio di precauzione. Società che ha il patrocinio delle seguenti associazioni:

  • Codacons
  • Assis
  • Artemisia (che credo in realtà sia l’associazione Quelli dell’artemisia onlus)
  • Umana medicina (di cui fatico a trovare traccia a meno che non si tratti invece di Medicina Umana)
  • Comilva
  • Condav
  • AmevFirenze

La presentazione della lettere d’intenti è avvenuta alla presenza di 4 medici, 1 biologo, 1 naturalista, 1 farmacologo, 3 fisici, 6 avvocati, 1 insegnante, 1 militare (?), un senatore che ben conosciamo e due privati cittadini.

La lettera d’intenti è abbastanza chiara:

Scopo sociale è la promozione del principio di precauzione nella salute pubblica e nella prevenzione.

Scansione della lettera d'intenti - pagina 2

Io non voglio sembrare scettico, ma se qualcuno decide di formare una società scientifica non dovrebbe mostrare un nutrito numero di scienziati? Invece qui a prima vista abbiamo un numero di legali superiore ai medici, che solo per merito del biologo, i due fisici e il farmacologo riescono a superare il numero di avvocati costituenti la società; non vi pare strano?

Sia chiaro, ognuno ha il diritto di fare un po’ quello che gli pare, ma vedere costituire una società scientifica che dovrebbe promuovere il principio di precauzione nell’ambito della Salute Pubblica, con il supporto di associazioni non scientifiche e con pochissimi medici all’interno del gruppo costituente mi lascia un filo interdetto.

In Italia abbiamo circa 350mila medici iscritti all’Ordine nazionale, tra le associazioni rappresentate e i medici costituenti mi pare che a fatica venga rappresentato il parere di meno dello 0,1% della comunità scientifica italiana. Siamo sicuri sia una società sensata a cui affidarsi per pareri che riguardano la salute pubblica?

Di tutte le associazioni che vengono citate nel documento trovo poco o niente online, sarebbe interessante sapere chi siano i medici che ne fanno parte. Scienziati? Naturalisti? Biologi? Ritengo che se ci si vuole mettere a parlare di medicina preventiva, prima sarebbe il caso di essere trasparenti coi propri lettori. Su BUTAC, nel nostro piccolo, come sapete in tanti abbiamo il Dottor Pietro Arina che si occupa dei nostri articoli a tema medico (scrivendoli lui stesso, o aiutando gli altri autori), insieme a lui altri medici (e studenti di medicina) ci aiutano a reperire dati e informazioni, sempre nel nome della corretta informazione.

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A voi qualsiasi ulteriore considerazione.

maicolengel at butac punto it

Ah dimenticavo, sì, io faccio il commerciante nella vita, non il medico, mi chiamo Michelangelo Coltelli e questo è il mio blog personale, non mi sto mettendo in cattedra, non sto dando lezioni di alcunché, solo ritengo che certe cose vadano raccontate, perché il nostro Paese sotto certi punti di vista è messo sempre peggio, anche per merito di chi si fida dello 0,1% degli scienziati e non del restante 99,9%.

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