La Svizzera, l’omeopatia e la scienza

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Gira la voce che la Svizzera abbia riconosciuto l’efficacia dei rimedi omeopatici, ma la storia non è proprio così.

Vediamo di fare chiarezza

I produttori di rimedi omeopatici è da mesi che cercano di correre ai ripari, le varie campagne lanciate in mezzo mondo che attaccano le boccettine di acqua e zucchero hanno fatto sì che più di un malato abbia rinunciato a curarsi con questi inutili trattamenti.

Ma ovviamente c’è chi non cede, e pur di continuare a sostenere l’omeopatia si cerca il più possibile di spacciare disinformazione quando e come possibile. La paura di perdere grassi guadagni è tanta, e quindi si procede al contrattacco. Peccato che come sempre lo si faccia male.

Tante testate che supportano l’acqua e zucchero quindi hanno titolato dando ad intendere che la Svizzera abbia riconosciuto i tanti effetti positivi dell’omeopatia al punto da arrivare ad inserirla tra i farmaci rimborsati dal servizio sanitario.

Quindi la Svizzera riconosce l’efficicia dell’omeopatia?

La notizia non è bufala, è vero che chi è residente in Svizzera può richiedere il rimborso per trattamenti omeopatici, non è una novità, lo potevano fare anche l’anno scorso.

Occorre fare un passo indietro:

Nel 2005 in Svizzera fu deciso di non accettare tutte le medicine alternative, quelle che in altri paesi già all’epoca venivano considerate complementari. Medicine che venivano in parte passate dal servizio sanitario nazionale fino a quel momento. Tutte furono tolte da quelle che potevano venire rimborsate, con la regola che i trattamenti che non presentavano studi scientifici che ne avvalorassero i benefici non fossero da supportare.

Quindi il governo svizzero nel 2005  ha ritenuto l’omeopatia fuffa, in quanto non ha basi scientifiche che ne dimostrino la validità. Nel 2009 però la cosa è stata ribaltata, in quanto due terzi degli svizzeri hanno votato per reintrodurre i trattamenti che erano stati eliminati dai rimborsi, e così si è deciso di fare altri 6 anni di prove, durante i quali chi ne ha fatto richiesta ha potuto usufruire anche dell’omeopatia a spese del servizio sanitario nazionale.

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Durante questi 6 anni però si sarebbero dovute portare prove scientifiche che dimostrassero i benefici dei trattamenti. Il Ministero dell’Interno in carica, evidentemente poco allineato con la comunità scientifica, ha dovuto ammettere che le prove mancano, ma si è scelto comunque di reintrodurre in pianta stabile i trattamenti di cui sopra (omeopatia inclusa) in quelli che verranno rimborsati dal sistema.

Quindi, nessuna prova scientifica della loro efficacia è stata dimostrata in 6 anni (dovrebbe bastare a farvi capire che si tratta di fuffa), la scelta è basata solo ed unicamente sul voto espresso dagli svizzeri.

Ecco perché non sempre le scelte fatte in maniera democratica, coinvolgendo chi non è di un determinato settore,  mi convincono: perché il populismo alla base delle scelte a volte può portare a soluzioni sciocche.

Il Ministero dell’interno ammette che non ha prove di alcuna efficacia ma sceglie di reintrodurre il loro rimborso perché questo è il volere del popolo, la capite l’incongruenza? Chi cavalca la notizia come se fosse una vittoria dell’omeopatia non ha capito nulla, o forse è pagato a sua volta da chi l’omeopatia la produce e vende. E il giro di soldi dietro questa acqua e zucchero è davvero tanto.

Comunque fino al 1° maggio 2017 sono fermi, la decisione ultima la comunicheranno in quella data, io onestamente spero rinsaviscano, ma anche non lo facessero è una scelta di pancia basata solo ed unicamente su indicazioni del popolo, non basata su riscontri scientifici. Quindi l’omeopatia resta fuffa, oggi come ieri. Ci credi? Sei convinto che ti faccia bene? Nessuno dice che non può essere, l’effetto placebo esiste da sempre, e funziona sia con i neonati che con gli animali, sugli adulti basta esser soggetti un po’ suggestionabili. Ma tanto tutti quelli che sostengono che abbia reali effetti sono gli stessi che sostengono che loro non sono suggestionabili, poi scorri le loro bacheche social e ti ritrovi sommerso da Buongiornissimo Kaffè e indignazione su articoli di Lercio.

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Non credo serva aggiungere altro.

Mary Poppins cantava “basta un poco di zucchero e la pillola va giù” ma lei accompagnava lo zucchero con medicine vere, non con un bicchiere d’acqua!

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.