La tassa sui condizionatori

maicolengel butac 23 Lug 2015
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AGGIORNAMENTO DEL 24 LUGLIO 2015

Ieri inaspettatamente quest’articolo è stato letto davvero molto, l’avevo scritto in pochi minuti appena vista girare la cosa sui social ieri mattina. Andava un pelo approfondito, ed oggi alla luce dei commenti letti e di qualche ricerca più approfondita posso rispondere e spiegare alcune cose che mancavano. Mi fa sorridere che pur dopo il putiferio che c’è stato su giornali e tg ancora oggi alcune testate riportino la notizia in maniera decisamente errata.

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Non c’è alcuna tassa da pagare sui condizionatori, “l’imposta” di cui si parla altro non è che la tariffa che gli installatori chiedono per fare le dovute verifiche all’impianto, verifiche che vanno effettuate una volta ogni 4 anni. Il mio installatore alla domanda di quanto dovrei pagare ha parlato di circa 110 euro, per un impianto che non arriva ai 12 kW ma ci va vicino. 110 euro che già pago ogni volta che lo chiamo per una verifica, cosa che faccio già (senza che nessuno mi abbia obbligato) ogni tre quattro anni, per mantenere efficiente l’impianto.

Qualcuno dice: “eh ma un appartamento grande ha bisogno di un impianto grande, quindi a 12 kW ci si arriva”. In realtà no, perché un appartamento solitamente è fornito da più macchine ognuna col suo singolo motore dedicato ad una camera o due, quindi non necessitano di un libretto e del bollino. Se invece le macchine sommate fra loro superano la potenza di 5kW il libretto potrebbe essere unico, ma per arrivare alla necessità dell’imposta si necessita di superare i 12kW. Per 12 kW si tratta di superare la potenza di almeno 40mila Btu sommate fra loro. 40mila Btu non sono proprio pochissimi, io a casa pur con 5 split non ci arrivo neppure lontanamente, ho due motori da 9mila e 1 da 12 mila.

Nel mio articolo qui sotto parlavo di un documento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2013, ma come hanno fatto notare e riportato i pochi che ieri hanno fatto informazione corretta non solo il provvedimento risale al 2013 (partendo da un decreto legislativo del 2005, approvato sotto il governo Berlusconi). Ma la cosa più “bella” è che tra i tanti che hanno attaccato la cosa c’è stato il buon Matteo Salvini, che evidentemente soffre di momenti di amnesia, visto che il decreto del 2013 era stato approvato all’unanimità anche con il suo voto. Come ci riportava Giornalettismo proprio ieri sera.

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Tra quelli che hanno riportato corretta informazione citiamo oltre al già menzionato Gioornalettismo: La Stampa, il portale QualeEnergia, il portale Euro News, l’Unità, NextQuotidiano, e altri ancora. Ma sono ancora tantissimi quelli che hanno diffuso informazione errata e non hanno provveduto a correggere alcunché, mi piacerebbe che qualcuno intervenisse, ma sappiamo non succederà, questo non è giornalismo ma lotta politica, ed è davvero molto triste!

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Che cattivo Renzi! Con questo caldo, lui ha deciso di tassare anche l’aria fresca. Ma è davvero così, o i titoloni che stanno girando stanno facendo il solito allarmismo anti-governo?

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Buffo notare come, a parte il Sole 24 Ore e i colleghi di Bufale.net, nessuno stia cercando d’informare seriamente. Libero ci regala un articolo che pare copiato pari-pari da altri dello stesso tenore dell’anno scorso: lo spauracchio è ottimo, specie se si può replicare di anno in anno, perché l’importante è dare addosso al Governo.

Il libretto è un obbligo già da qualche anno, senza che nessuno si sia preoccupato di fare molto in merito, ma l’imposta (che in realtà non è un imposta, ma solo la tariffa che chiederà l’eventuale manutentore per la revisione e per applicare un bollino sul libretto), l’unica cosa che ci preoccupa davvero, va pagata se il nostro impianto è superiore ai 12 kW, che si calcolano moltiplicando i Btu del nostro impianto per 0.000293. Se abbiamo un condizionatore da 12.000 Btu (che fa un bel freschetto) i kW saranno 3,52 e non 12, dunque non avremo nulla da pagare. Come spiega chiaramente il d.p.r.:

Le ispezioni si effettuano su impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale non minore di 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non minore di 12 kW. L’ispezione comprende una valutazione di efficienza energetica del generatore, una stima del suo corretto dimensionamento rispetto al fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio, in riferimento al progetto dell’impianto, se disponibile, e una consulenza sui possibili interventi atti a migliorare il rendimento energetico dell’impianto in modo economicamente conveniente.

Sugli impianti inferiori ai 12 kW nemmeno si deve fare l’ispezione.

Il fatto che l’impianto debba esser munito di libretto non è una novità: è una normativa che ci portiamo dietro da un po’ e che è stata approvata da quel cattivone del governo Monti. Ma non ditelo ai nostri giornalari preferiti, potrebbero rimanerci male. Sapete, si divertono sempre tanto a giocare con le date. Il Decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013 imponeva libretti e controlli che sarebbero dovuti divenire obbligatori già l’anno scorso, ma che sono stati posticipati a quest’anno. Comodo, vero? Così si appioppa la colpa a un Governo che nemmeno era in carica quando il decreto è stato promulgato.

Di acqua sotto ai ponti ne è passata, visto che dopo Monti abbiamo avuto Letta. Ma di tutto questo, certa stampa preferisce non farvi sapere nulla.

Lettore, ribellati! Non è così che si fa giornalismo.

maicolengel at butac.it

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