La vedova nera dalla Russia

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Eh no, non stiamo parlando della bellissima Vedova Nera membro dei Vendicatori, nata dalla creatività degli artisti della Marvel, ma di ragni che sarebbero arrivati in Italia su una nave merci dalla Russia.

Attracca nave russa piena di ragni. L’ipotesi: vedove nere

L’ipotesi è una sciocchezza, facilmente verificabile leggendo l’articolo, ma si sa che d’estate (ma anche primavera autunno e inverno) le verifiche costano sudore e fatica, e nessuno le fa, tanto che c’importa? Chi vuoi che vada a controllare quello che scrivono i giornalisti? Sia chiaro, non metto in dubbio il racconto da film dell’orrore che ci viene passato:

Ravenna, 31 luglio 2016 – Avrebbe potuto essere tranquillamente la scena iniziale di uno di quei film dell’orrore, ricchi di effetti speciali, e con protagonisti insetti raccapriccianti. Invece è realmente accaduto. Quando, l’altro giorno, è stata aperta la stiva della nave appena entrata in porto per scaricare tubi d’acciaio, sono usciti centinaia di ragni grigiastri, tutti in fila, pelosi e veloci, pronti a interpretare una riedizione della pellicola ‘La tarantola’, diretta nel 1955 da Jack Arnold. A quel punto è stata sospesa ogni lavorazione, sono state scattate alcune foto ed è stata richiusa la stiva.

Può essere che dalla stiva siano usciti dei ragni, se erano centinaia l’invasione non è proprio riuscita benissimo, ma quello che a noi importa di più è l’allarme lanciato.

Nel frattempo ogni tipo di lavorazione sulla Galatrio è sospesa, anche perché proprio da Taganrog arrivano notizie non troppo confortanti sulla presenza – scoperta oltre un anno fa – in quell’area di «un ragno estremamente pericoloso, appartenente alla famiglia della vedova nera». L’animale, spiega una rivista specializzata «si sta infatti diffondendo e si sta infiltrando negli insediamenti residenziali di Rostov. L’area in cui si sta diffondendo il pericoloso ragno è quella del Golfo di Taganrog e del delta del fiume Don, zona in cui la città di Rostov, con il suo milione di abitanti, rappresenta il principale centro urbano».  Meglio controllare bene, per sicurezza.

La rivista specializzata non viene linkata né citata, ma cercando sul web italiano trovo un sito, meteogiornale.it, che riportava la notizia nel 2014. Solo che non parla di quelle comunemente identificate nell’immaginario collettivo come le Vedove Nere, ma solo e soltanto del Latrodectus tredecimguttatus, da noi comunemente chiamata malmignatta, ragno che in Italia è diffuso su tutto il versante occidentale del paese, Sardegna e Puglia incluse. Quindi fosse davvero quello il ragno di cui stiamo parlando, non c’è granché da preoccuparsi, in Italia ne abbiamo già a milioni, faranno amicizia magari.

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Come ci spiega Wiki:

Il morso della femmina, pur se meno pericoloso di quello della cugina americana (la famigerata Vedova neraLatrodectus mactans), non è doloroso al momento ma successivamente provoca sudorazione, nausea, conati di vomito, febbre, cefalea, forti crampi addominali e nei casi più gravi perdita di sensi e talvolta morte; i casi mortali sono tuttavia veramente molto rari. Resta pericoloso per i bambini perché la quantità di veleno iniettata va proporzionata alla corporatura e per il corpo di un bambino tale quantità può essere letale. In pericolo sono anche gli anziani, e gli adulti che siano indeboliti da malattia al momento del morso, in quanto un soggetto adulto non pienamente sano può non riuscire a salvarsi dagli effetti del veleno che in questi casi può essere letale. Può provocare nei soli soggetti allergici shock anafilattico, come d’altronde molte altre punture di insetti ritenuti praticamente innocui (come ad es. vespidi).

In Italia com’è la situazione? Sempre Wiki ci viene in aiuto:

In Italia è, assieme al Loxosceles rufescens, una delle poche specie il cui morso può rivelarsi molto pericoloso per gli umani.

Si trova in tutto il centro e sud Italia tirrenico (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia); è inoltre presente in Puglia e in Sardegna.

In Italia segnalano 4 possibili episodi di morte in seguito ai morsi, due in provincia di Genova[2], avvenuti nel 1987.

Non credo sia necessario aggiungere altro, quale sia esattamente il ragno in questione non è dato saperlo per ora, anche se in giornata è attesa la relazione di chi ha esaminato i campioni.

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L’allarme è comunque davvero poco credibile, ma per attirare lettori siamo abituati a questo e altro.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.